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Malattie gengivali e ictus cerebrale: qual è il legame?

Tania Catalano | Biologa

Ultimo aggiornamento – 27 Febbraio, 2017

Malattie gengivali e ictus cerebrale: qual è il legame?

Uno studio condotto dal dottor Souvik Sen, professore di neurologia presso la University of South Carolina School of Medicine, in Colombia, ha evidenziato il legame tra malattie gengivali e ictus. In particolare, dallo studio è emerso che il rischio di ictus aumenta nei soggetti che presentano malattie alla bocca.

Cosa si intende per malattie gengivali?

Quando le gengive si infiammano si parla di malattia gengivale. La condizione può essere più o meno grave e può arrivare a colpire l’osso sul quale si inseriscono i denti. La pulizia quotidiana è importante per la rimozione della placca che si forma in continuazione sui denti e che, se non eliminata, contribuisce alla proliferazione batterica. I batteri sono causa di importanti infezioni gengivali.

Le malattie gengivali sono classificabili in stadi:

  • Gengivite, è l’infiammazione delle gengive causata dalla placca.
  • Parodontite, è uno stadio più avanzato che comporta il danneggiamento dell’osso.
  • Parodontite avanzata, comporta la distruzione dell’osso con gravi conseguenze sulla salute dei denti che, in alcuni casi, vanno addirittura rimossi.

Che cos’è l’ictus cerebrale?

Fumo, colesterolo e trigliceridi sono i principali nemici della salute delle arterie. Accumulandosi nelle pareti dei vasi, infatti, contribuiscono al loro indurimento e restringimento, condizioni molto pericolose che possono portare a riduzione del flusso sanguigno (ischemia) o rottura del vaso interessato. Quando questo accade nel cervello si verifica l’ictus cerebrale. Solitamente, l’ictus cerebrale è conseguenza di patologie croniche del sistema cardio-circolatorio, quali ipertensione arteriosa e arteriosclerosi.

Malattie gengivali e ictus cerebrale, lo studio e i suoi risultati

Più di 6.700 individui adulti, che non avevano una storia di ictus, sono stati classificati in base al loro livello di malattie gengivali e seguiti per 15 anni. I partecipanti erano, per lo più, di razza caucasica e il 55% era di sesso femminile, con un’età media di 62 anni.

Nel corso del periodo di studio, tenendo conto anche di altri fattori tra cui l’età, la razza e condizioni di salute, il rischio di ictus risultava più alto tra coloro che presentavano maggiori livelli di problematiche gengivali.

Il legame tra livelli crescenti di malattie gengivali e ictus era più forte nei soggetti con problemi di coagulazione, infatti il 47% era stato, precedentemente, colpito da un evento trombotico cerebrale (dovuto cioè alla formazione di coagulo in un’arteria del cervello) e il 26% dei soggetti studiati aveva avuto un’esperienza di embolia cerebrale di origine cardiaca, o cardioembolia (che si verifica quando un coagulo di sangue si muove dal cuore al cervello).

Non crediamo di dover raccomandare una corretta igiene orale al fine di evitare l’insorgenza malattie cardiache e ictus” – hanno spiegato gli autori dello studio – “ma, data la fondatezza delle prove che mettono in relazione malattie gengivali e ictus, prendersi cura della propria bocca risulta un elemento importante da non sottovalutare. Non conosciamo ancora le cause, ma abbiamo trovato che le persone che fanno visite odontoiatriche annuali hanno un minor rischio di ictus ischemico rispetto alle persone che vanno dal dentista, di volta in volta, a seconda delle necessità”.

La ricerca ha, infatti, acceso i riflettori sulla connessione tra malattia gengivale e ictus cerebrale, tuttavia non si è ancora in grado di dimostrare quali sono i meccanismi che mettono in relazione queste due condizioni patologiche.

Probabilmente il nesso è da ricercare tra i livelli di infiammazione presenti nelle malattie gengivali e la sclerosi delle arterie tipica dell’ictus.

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