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Opicapone: la nuova cura contro il morbo di Parkinson

Ultimo aggiornamento – 17 gennaio, 2017

parkinson: le nuove cure
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Uno studio pubblicato su JAMA Neurology ha confermato l’utilità dell’opicapone contro il morbo di Parkinson.

La ditta farmaceutica BIAL-Portela & Ca ha sviluppato un medicinale a base di Opicapone, che è risultato estremamente efficace nel trattamento delle conseguenze del morbo di Parkinson. Avendo un largo spettro di azione, l’assunzione si riduce ad una dose giornaliera, il che facilita la sua somministrazione.

I ricercatori spiegano le varie fasi della malattia, dichiarando che ci sono due principali momenti di essa, uno in cui il paziente è “on”, ovvero il farmaco è stato appena somministrato e i sintomi sono quasi impercettibili (ovviamente, il tutto dipende dalla gravità della malattia) e un altro in cui il paziente è in fase “off”, ovvero la mobilità è compromessa dal fatto che il farmaco non stia facendo il suo dovere.

Le fluttuazioni motorie infatti sono condizionate principalmente dalla dopamina e dalla sua efficacia.

In cosa è consistito lo studio sul morbo di Parkinson?

Nell’esperimento sono state coinvolte 427 persone affette da morbo di Parkinson, l’età oscillava intorno ai 63 anni.

I pazienti erano stati sottoposti a terapia a base di levodopa per un anno e sembrava fossero migliorati. Successivamente, dopo aver interrotto la cura, nel mese successivo si erano riscontrati dei chiari segnali di deterioramento.

Per almeno un’ora e mezza, le persone trattate con questo inibitore avevano un tempo “off”, ovvero un periodo in cui la mobilità risultava ridotta. Un dato positivo se si considerano gli effetti drammatici del morbo di Parkinson sul controllo delle proprie azioni.

A questo punto, l’esperimento cambia rotta e si decide di somministrare alle persone una dose di 25 mg al giorno di opicapone oppure 50 mg al giorno di un placebo. La durata dell’assunzione di queste due diverse sostanze è di 14-15 settimane continuative, per una media di 7-8 anni.

Tutti i pazienti avevano la possibilità di tener nota dei propri miglioramenti, delle sensazioni che provavano, degli stati “off” e di quelli “on”, su un diario che veniva consegnato poco prima della visita ai ricercatori stessi che, oltre ai dati strumentali, potevano avvalersi anche del dato “umano”.

Parkinson: quali miglioramenti ci sono stati grazie all’opicapone?

Grazie a questo esperimento, si è notato che il gruppo a cui era stato assegnato l’opicapone aveva avuto dei momenti “off” molto più brevi, portando così alla conclusione che il farmaco stava facendo effetto.

Aumentando le dosi, il periodo “on” aumentava ancora di più, adducendo così che per ogni paziente bisognava studiare una cura a base di opicapone personalizzata.

Le funzionalità motorie sono nettamente migliorate e di conseguenza anche la qualità della vita. Probabilmente, il miglioramento motorio avrebbe bisogno di un periodo di tempo più lungo per cominciare a far vedere gli effetti del beneficio del medicinale, ma le fluttuazioni si sono ridotte notevolmente, giovando la vita giornaliera dei pazienti.

Quali sono le controindicazioni dell’opicapone?

Come con tutti i medicinali, anche l’assunzione dell’opicapone può comportare degli effetti collaterali. I più evidenti sono stati: secchezza delle fauci, movimenti anormali e involontari, costipazione.

Nei soggetti a cui era stato somministrato un alto contenuto di opicapone, che riportavano delle pesanti controindicazioni, è stata diminuita la dose.

Quali sono le prospettive al presente per chi è colpito da Parkinson?

Attualmente, in Europa il trattamento dei malati di morbo di Parkinson a base di opicapone è stato approvato, ciò non è ancora accaduto negli Stati Uniti.

In America, si possono utilizzare entacapone e tolcapone, che hanno delle controindicazioni importanti, come una frequente assunzione e una possibile intossicazione del fegato.

Probabilmente in futuro anche gli USA decideranno di affidarsi all’opicapone per curare gli effetti del morbo di Parkinson.

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