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Quando la paura diventa divertente

Ultimo aggiornamento – 15 novembre, 2016

paura: cosa provoca nella mente
Indice

La scienza ci spiega perché in determinate circostanze la paura provoca divertimento anziché paura, almeno per qualcuno!

Se la paura a volte vi fa ridere, questo può dipendere sia dal vostro corpo che dalla vostra mente.
Quando abbiamo paura il nostro corpo rilascia diverse sostanze chimiche che possono contribuire a farci sentire bene in alcune circostanze”, spiega Margee Kerr, Sociologa e autrice del Libro “Scream: Chilling Adventures in the Science of Fear”.

La dott.ssa Kerr afferma che i sentimenti positivi sono causati da diversi neurotrasmettitori e ormoni rilasciati quando il corpo avverte la paura. Questi sono tutti innescati dal sistema nervoso simpatico. “Il nostro corpo è una macchina ben oliata pronta a combattere o fuggire. Quindi se noi ci troviamo in una casa stregata in un parco divertimenti e ci sentiamo al sicuro, o stiamo guardando un film horror o siamo sulle montagne russe, il nostro cervello come risposta si diverte”, afferma Kerr. “La reazione è molto simile a quella di quando siamo allegri, ridiamo o siamo sorpresi. Queste reazioni chimiche sono molto simili a quelle che si verificano quando abbiamo paura, quello che cambia è solamente il contesto”.

Quando la paura fa sorridere

Melissa Robinson, 42 anni dell’Illinois, può confermarlo. Da che lei ricordi, è sempre stata attratta dalle cose paurose. “La sensazione di paura mi ha sempre dato i brividi”, afferma. “Quando avevo all’incirca 8 anni, mio padre mi ha fatto vedere un vecchio film in bianco e nero su un mostro marino ed io ne sono rimasta affascinata. La mia passione per il genere horror è nata proprio in quel momento, da quell’istante ho iniziato a vedere i film di Vincent Prince”.

Alla Robinson piacciono film horror e case stregate, ci racconta che prima di addormentarsi le piace leggere i libri di Stephen King per provare qualche brivido. “Quando sento dei rumori mi spavento ancora di più. La sensazione di paura mi rende felice”, afferma.

Harris Shure, 18 anni di Chicago, concorda con Melissa. Quando aveva all’incirca 7 anni, suo fratello minore aveva preso un film dalla biblioteca pensando parlasse di cani, in realtà era un film sui lupi mannari. “Mio fratello ebbe incubi per settimane, io invece me ne innamorai subito”, dice Shure. Da lì è cominciato il suo interesse per libri e film horror e case stregate. “Non mi spaventa il buio ma quello che vi si nasconde. Mi piace la sensazione di non sapere cosa ci si trovi. Mi piace perchè mi permette di non pensare”.

Gli piace a tal punto da aver lavorato come zombie in una casa stregata per un periodo di tempo. “Ero uno zombie e spaventare le persone mi dava un senso di gratificazione, sentirli urlare voleva dire che avevo fatto bene il mio lavoro”.

Secondo alcune ricerche è possibile che soggetti come questi due casi presentati, a cui piace essere spaventati e la sensazione che se ne trae, possano avere delle reazioni diversificate nel sistema nervoso parasimpatico rispetto al resto delle altre persone.

“Alcune ricerche mostrano infatti che c’è una differenza sostanziale tra le persone nella risposta del sistema simpatico. Queste differenze sembrano sono correlate all’essere soggetti alla ricerca di emozioni e sensazioni forte o all’essere più sensibili agli stress”, afferma la dott.ssa Kerr. “La spiegazione di questo, viene spesso ridotta al fatto che queste persone hanno livelli maggiori di dopamina, ma non è una spiegazione esaustiva”.

Come la paura agisce su mente e corpo

Il lobo frontale del cervello è un fattore determinante secondo la dott.ssa Katherine Brownlowe, psichiatra presso The Ohio State University Wexner Medical Center.

Il lobo frontale è la parte pensante del nostro cervello. È la parte che può modulare la risposta più primitiva e poi dire che va tutto bene. Quindi se ci troviamo in una casa stregata e qualcosa ci salta addosso o sentiamo un rumore spaventoso, il nostro corpo va in modalità attacco o fuga, ma il lobo frontale sapendo che siamo in una situazione sicura ci aiuta a calmarci, rendendo la situazione gradevole, persino divertente”.

È come se il nostro cervello sapesse di trovarsi in una situazione rischiosa ma che in realtà non lo è”, ci spiega. Consideriamo ora questo esempio. Siete in una foresta e qualcosa vi assale, il vostro cervello non sa se è un vostro amico che vi sta facendo uno scherzo o un orso che vi sta attaccando. “Grazie al nostro istinto di sopravvivenza, il lobo frontale non ha il tempo di pensare alle diverse possibilità di quello che sta accadendo”, dice Brownlowe. “In situazioni in cui non sapete se siete al sicuro, probabilmente la reazione immediata sarebbe quella di urlare e scappare via”.

Il ruolo della personalità

Ognuno di noi è nato con una personalità e un temperamento diverso dagli altri, che ha contribuito nel tempo alla sua visione della paura, dice Brownlowe.

C’è una dimensione temperamentale che noi chiamiamo sensation-seeking (collegata alla ricerca di emozioni forti) nei soggetti a cui piace il brivido che questo tipo di situazioni procurano. Persone a cui invece non piacciono questo tipo di cose solitamente hanno un temperamento diverso, sono più sensibili, introverse e più paurose”, secondo Brownlowe.

Le esperienze della vita però possono cambiare il nostro temperamento e la nostra personalità.
Se una persona ha vissuto un trauma, questo può cambiare il suo modo di vedere o pensare ad alcune cose”, afferma Brownlowe. “Forse alla nascita il suo temperamento non era quello ma poi a causa di alcune esperienze negative è diventato più ansioso, nervoso e sensibile. Quindi esperienze spaventose o la ricerca di emozioni forti possono non piacere a persone di con queste caratteristiche”.

Quali sono i tratti di personalità degli amanti della paura? La dott.ssa Kerr ci suggerisce i seguenti tratti:

  • scrupolosità
  • apertura verso le nuove esperienze
  • estroversione

Quando si pensa alla ricerca di emozioni forti, solitamente pensiamo che siano persone impulsive ma in realtà, molto spesso, sono tutt’altro che impulsive”, dice Kerr.

Anche soggetti sensibili ed empatici possono amare il brivido.

Le emozioni sono contagiose, e la maniera attraverso cui le persone reagiscono a determinate emozioni ci permette di capirle più a fondo. Persone empatiche possono trarre divertimento e emozioni positive anche dalla sensazione di paura”.

La paura è anche un buon modo per entrare in relazione con gli altri.

Quando facciamo cose spaventose con gli altri, come andare in una casa stregata o buttarci col paracadute, c’è un filo invisibile che ci permette un maggiore senso di vicinanza e contatto” secondo Kerr. “Ci sono studi che mostrano che ci avviciniamo agli altri quando abbiamo paura e che invece valutiamo negativamente le persone con cui abbiamo vissuto situazioni di stress o sentimenti negativi”.

Dovremmo aver paura delle persone che ricercano stimoli paurosi? Secondo Kerr “No”.

Le persone spesso tendono a pensare che se ti piaccono le cose paurose, questo possa essere indice di qualche patologia, colgo quindi l’occasione per smentirlo categoricamente. I dati che abbiamo raccolto, mostrano che molte persone amano il genere horror ma questo non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in loro”. Se qualcuno di questi soggetti mostrasse segni di disturbi mentali allora invece dovremmo preoccuparcene, aggiunge Kerr.

Ma solo per il fatto di amarne quel particolare contenuto, questo non significa che ci sia qualcosa di patologico o sbagliato. È solo una questione di gusti”.

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