Riduzione dello stomaco? Quello che devi sapere sull’intervento

Roberta Nazaro

Ultimo aggiornamento – 26 Marzo, 2018

Intervento di riduzione dello stomaco per dimagrire: rischi e benefici

Le statistiche non mentono mai e i numeri sono abbastanza preoccupanti: circa un italiano su tre è in sovrappeso, mentre uno su dieci è patologicamente obeso. Non sorprende quindi che l’intervento per la riduzione dello stomaco sia sempre più diffuso nei vari ospedali italiani.

Ma in cosa consiste questo metodo? Quali sono i rischi della riduzione dello stomaco? Esistono dei soggetti più o meno idonei all’operazione? Ecco quello che c’è da sapere prima di decidere se sottoporsi o meno a questo intervento.

Cos’è la chirurgia bariatrica?

La chirurgia bariatrica consiste nell’intervento per la riduzione dello stomaco per dimagrire. Questa operazione è sempre più diffusa in tutti i centri ospedalieri ed è anche la prediletta dai soggetti fortemente obesi, per poter perdere peso più facilmente.
La riduzione dello stomaco non è priva di rischi e pertanto non deve mai essere considerata come un’operazione ai fini estetici. Infatti, l’intervento mira al recupero della salute dell’individuo affetto da obesità, una malattia che comporta una riduzione dell’aspettativa di vita di almeno 10 anni e, come se non bastasse, gravissime complicazioni, quali ad esempio:

  • Ipertensione
  • Arteriosclerosi

E ancora:

  • Patologie cardiovascolari, come infarto e ictus
  • Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno
  • Tumore a endometrio, prostata, colecisti, mammella e colon
  • Osteoartrosi
  • Ernie
  • Lombalgie
  • Infertilità

L’operazione di riduzione dello stomaco rappresenta una cura definitiva nel 60-80% dei pazienti obesi che, tuttavia, devono essere seguiti anche dopo l’intervento.

Questa operazione può essere eseguita in vari modi. Per esempio, uno degli interventi più effettuati in Italia è la riduzione dello stomaco in laparoscopia, noto anche con il termine “sleeve gastrectomy”, che agisce riducendo il volume dello stomaco, senza essere particolarmente invasiva. Grazie a questo tipo di operazione si ha un aumento del senso di sazietà e una conseguente riduzione del senso di fame.

Un altro tipo di intervento è il bypass gastrico che prevede la creazione chirurgica di una tasca gastrica, saltando la parte iniziale del tratto digestivo e quindi senza asportare nessuna parte di organo. Di conseguenza si avrà una riduzione del senso di fame e anche una riduzione dell’assorbimento delle sostanze nutritive. Un effetto avverso legato a questo metodo è il rischio di malassorbimento di elementi quali ferro e calcio, che dovranno essere introdotti nell’organismo tramite integratori.

Insomma, la riduzione dello stomaco permette di aumentare a lungo termine l’aspettativa di vita e, inoltre, consente il corretto mantenimento del peso corporeo, riducendo la possibilità di malattie legate alle varie complicazioni dell’obesità.

Tuttavia, la riduzione dello stomaco non è priva di rischi. Infatti, come è stato descritto in precedenza, può ad esempio causare il malassorbimento delle sostanze nutritive. Nel 2% dei casi, vi è invece il rischio di sanguinamento post-operatorio. La mortalità è una possibilità molto recondita, registrata solo nell’1,7 per mille dei casi. Le ultime sono comunque complicazioni legate alla maggior parte degli interventi chirurgici di ogni genere.

Quali sono i pazienti non idonei alla chirurgia bariatrica?

Non tutti i pazienti che vogliono sottoporsi alla riduzione dello stomaco sono idonei all’operazione. A circa la metà di essi viene rifiutato l’intervento, sia per questioni di natura psicologica che per l’assenza di precedenti tentativi di dimagrimento o per questioni fisiologiche.

Inoltre, non sono considerati pazienti operabili:

  • Alcolisti
  • Tossicodipendenti
  • Bulimici
  • Soggetti affetti da psicosi scompensate

Vista l’importanza dell’operazione di riduzione dello stomaco, è necessario pertanto escludere le persone che non dimostrano collaborazione o volontà tali da intraprendere uno stile di vita differente, caratterizzato da forza di volontà, attività fisica ed eventuale trattamento farmacologico.

L’intervento di riduzione dello stomaco, per quanto possa essere minimamente invasivo, resta comunque un’operazione da eseguire sotto anestesia. Prima di prendere questa decisione, è necessario pensare bene a tutte le possibilità che si ha a disposizione, come per esempio fare molta attività fisica, avvalersi di un aiuto psicologico e parlare con un professionista per seguire una dieta personalizzata in base alle proprie necessità!

Roberta Nazaro
Scritto da Roberta Nazaro

Sono insegnante di inglese e traduttrice, con laurea triennale in Scienza e Tecnica della Mediazione Linguistica e specialistica in Dinamiche Interculturali della Mediazione Linguistica presso l'Università del Salento. L'interesse per l'ambito medico mi ha portata al conseguimento del Master in Traduzione Specialistica in Medicina e Farmacologia conseguito presso il CTI di Milano.

a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
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