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Russare per i bambini è un problema?

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

russamento: quando è un problema serio per i bambini
Indice

Circa il 9% dei bambini russa abitualmente durante il sonno e, nella maggior parte dei casi, questo non rappresenta un problema.

Si russa se si verifica un blocco nel passaggio dell’aria mentre si dorme. L’apertura e la chiusura del passaggio dell’aria causano delle vibrazioni del tessuto della gola, tanto più velocemente queste vibrano tanto più il russamento sarà rumoroso.

Bambini di 3 anni o più, solitamente, russano durante gli stadi più profondi del sonno. Si definisce primario il russamento non associato alle apnee ostruttive o a patologie che causano l’incapacità dei polmoni di immettere in circolo ossigeno sufficiente.

Il russamento primario è un disturbo del sonno poco significativo dal punto di vista medico, in quanto non comporta né conseguenze né particolari disagi per il bambino. Esso è quasi sempre correlato a un’ostruzione del passaggio dell’aria attraverso il naso e la bocca, generalmente causato dall’ingrossamento delle tonsille o delle adenoidi.

Va detto che si rilevano brevi periodi di russamento anche in presenza di infezione respiratoria o di sintomatologia allergica, fenomeni però destinati ad attenuarsi o estinguersi.

Solitamente, il russare nei bambini non richiede alcun intervento, anche se è bene parlarne con il pediatra allo scopo di fargli controllare le condizioni delle tonsille e delle adenoidi. Accorgimento utile per diminuire il disagio dovuto al russamento primario è quello di dormire sul fianco, posizione consigliata solo dopo il primo anno di vita del bambino e non prima, visto che la posizione supina è raccomandata per diminuire il rischio di SIDS.

Altri presidi medici o meccanici (come ad esempio i cerotti) non sono solitamente indicati per i bambini.

Apnea notturna ostruttiva del sonno nei bambini

Già nel 2002, l’American Academy of Pediatrics raccomandava lo screening per tutti i bambini che russavano, per verificare se il russamento fosse da imputare a un russamento primario o alla sindrome da apnea notturna ostruttiva (nota anche come OSAS, per Obstructive Sleep Apnea Syndrome).

I dati ci dicono che circa il 3% dei bambini non solo russa, ma soffre anche di problemi respiratori durante il sonno.

Parliamo dell’apnea notturna. Durante il sonno, i muscoli sono talmente rilassati che l’area può faticare a entrare in circolo. Questa mancanza di ossigeno interferisce con il respiro, causando pause tra un respiro e l’altro, di qualche secondo o addirittura di un minuto.

Questo disturbo può causare una diminuzione della qualità del sonno del bambino, che quindi durante il giorno può avvertire sonnolenza e stanchezza. Tra i fattori che contribuiscono alle apnee notturne citiamo:

Nei bambini, il fattore che nella maggior parte dei casi causa le apnee notturne è l’ingrossamento delle tonsille. Queste infatti possono bloccare l’aria, rendendo difficile la respirazione e causando le apnee. Secondo il National Center for Health Statistics, più di 263,000 bambini negli Stati Uniti vengono sottoposti a tonsillectomia ogni anno e le apnee notturne sono, nella stragrande maggioranza dei casi, la causa di questo intervento.

Apnee del sonno non diagnosticate o non trattate possono contribuire alla sonnolenza diurna dei bambini e a problemi comportamentali (quali difficoltà a rimanere attenti, iperattività che a loro volta compromettono le attività scolastiche). In uno studio recente, presentato all’American College of Chest Physicians, bambini che russavano rumorosamente avevano un rischio doppio di avere disturbi dell’apprendimento rispetto a bambini che non russavano.

Vediamo ora cosa comporta l’OSAS nel dettaglio.

Durante la notte, bambini con apnea notturna possono:

  • Russare molto rumorosamente.
  • Manifestare pause nel ritmo respiratorio, difficoltà a respirare, smettere di respirare e russare. Tutti fattori in grado di provocare bruschi risvegli e interrompere il sonno.
  • Dormire in posizioni inusuali.
  • Sudare molto.

Durante il giorno, bambini con apnea possono manifestare:

  • Problemi comportamentali a scuola e in altri ambienti sociali.
  • Avere difficoltà a svegliarsi al mattino.
  • Avere mal di testa durante il giorno.
  • Essere irritabili, agitati e aggressivi.
  • Essere talmente sonnolenti da dormire durante il giorno o addormentarsi ripetutamente durante le attività abituali.
  • Parlare con una voce nasale e respirare regolarmente attraverso la bocca.

Se avete il sospetto che vostro figlio possa presentare sintomi dell’apnea notturna, parlatene con il vostro pediatra, che eventualmente vi indirizzerà a uno specialista del sonno per condurre degli accertamenti diagnostici e magari un esame polisonnografico notturno.

Questo esame diagnostico registra il sonno del bambino, le onde cerebrali, il battito cardiaco e la capacità respiratoria per determinare la diagnosi; verificando quindi se si tratta di russamento primario, apnea notturna o altri problemi, consigliandovi il trattamento più adeguato da seguire.

 

 

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