Reflusso gastroesofageo

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La malattia da reflusso gastroesofageo, è una malattia in cui, il contenuto acido dello stomaco risale in esofago.

Che cos’è la malattia da reflusso gastroesofageo?

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La malattia da reflusso gastroesofageo, è una malattia in cui,  il contenuto acido dello stomaco risale in esofago.

Reflusso gastroesofageo: Sintomi

I tre sintomi più comuni della malattia da reflusso gastroesofageo sono:

  1. Bruciore dietro lo sterno (cosiddetta pirosi retrosternale): un dolore che provoca bruciore o una sensazione di malessere che si sviluppa appena dietro lo sterno. Il dolore generalmente peggiora dopo aver mangiato o quando ci si piega o quando si ci sdraia.
  2. Rigurgito di acido nella gola e nella bocca: il rigurgito di acido generalmente causa un sapore spiacevole e aspro nella parte superiore della gola o nella parte posteriore della bocca.
  3. Difficoltà a deglutire (disfagia): circa una persona su 3 con la malattia da reflusso gastroesofageo ha problemi a deglutire (disfagia). Può verificarsi se l’acido dello stomaco causa lesioni all’esofago, comportando un restringimento dell’esofago e rendendogli difficile deglutire del cibo. Le persone con il reflusso gastroesofageoche hanno la disfagia dicono che è come se parte del cibo rimanesse bloccata da qualche parte vicino allo sterno.

I sintomi meno comuni della malattia da reflusso gastroesofageo sono:

  • dolore quando si deglutisce
  • nausea
  • tosse persistente
  • danni dentali
  • laringite (infiammazione della laringe), che causa mal di gola e fa diventare la voce rauca

Se si è affetti da asma e contemporaneamente dalla malattia da reflusso gastroesofageo, i sintomi dell’asma potrebbero peggiorare a causa dell’irritazione alle vie respirazione dell’acido dallo stomaco.

Il passaggio di acido dallo stomaco all'esofago avviene fisiologicamente durante la giornata, soprattutto dopo mangiato. Tuttavia, se gli episodi di reflusso superano una determinata soglia, in termini di frequenza e durata, si verifica una vera e propria malattia.  

Chi è colpito dalla malattia da reflusso gastroesofageo?

Il reflusso gastroesofageo è una malattia della digestione molto comune che colpisce circa il 10-20% della popolazione occidentale. È calcolato che circa una persona su 5 ha minimo un episodio di reflusso gastroesofageo a settimana. La malattia da reflusso gastroesofageo può colpire persone di tutte le età, incluso i bambini. La malattia è comune sia negli uomini sia nelle donne.

Quali sono le cause della malattia da reflusso gastroesofageo?

Una delle cause conosciute del reflusso gastroesofageo è un problema a livello dello sfintere esofageo inferiore, che si trova all’estremità dell’esofago. Lo sfintere esofageo inferiore fa il lavoro di una valvola. Si apre per far entrare il cibo nello stomaco e si chiude per evitare che l’acido fuoriesca e ritorni all’esofago. Il tono pressorio dello sfintere esofageo inferiore (zona di passaggio tra esofago e stomaco) costituisce una barriera contro il reflusso e rappresenta il componente più importante del meccanismo anti-reflusso. Se la pressione dello sfintere esofageo inferiore  si riduce, il contenuto gastrico risale dallo stomaco all'esofago. Se la quantità e la durata del reflusso superano una determinata soglia, si verifica la Malattia da Reflusso Gastroesofageo.

Nelle persone con il reflusso gastroesofageo, lo sfintere esofageo inferiore può indebolirsi, permettendo all’acido dello stomaco di ritornare nell’esofago. Ciò causa i sintomi del bruciore di stomaco, un dolore che provoca bruciore o una sensazione di disagio allo stomaco e al torace.

Il disturbo può essere favorito da un rallentamento nello svuotamento dello stomaco, che fa accumulare acidi e induce un rilassamento muscolare che coinvolge lo sfintere esofageo inferiore. La gastroparesi è comune nelle persone affette da diabete perché un elevato tasso di zucchero nel sangue può danneggiare il nervi che controllano lo stomaco.

Un aumento della pressione intra-addominale, come nelle persone in sovrappeso, nell’obesità e nelle donne in gravidanza, predispone maggiormente al reflusso.

Quali sono i fattori di rischio della malattia da reflusso gastroesofageo?

Ci sono una serie di fattori di rischio che possono far sviluppare la malattia da reflusso gastroesofageo:

  • sovrappeso e obesità
  • dieta con alta percentuale di presenza di grassi
  • fumo, alcol, caffè, cioccolato
  • gravidanze
  • ernia jatale
  • stress

Quali sono i farmaci che possono condurre ai sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo?

  • anticolinegici: un tipo di farmaco usato per curare un’ampia gamma di malattie infettive respiratorie, digestive e neurologiche
  • bloccanti del canale del calcio: un tipo di farmaci usato per curare la pressione alta (ipertensione)
  • teofillina: un tipo di farmaco usato per curare le malattie respiratorie, come l’asma e la malattia polmonare ostruttiva cronica (un termine generale che designa un largo numero di malattie polmonari, come l’enfisema)
  • benzodiazepine: un farmaco tranquillante usato per il trattamento di attacchi di ansia e di panico
  • nitrati: un farmaco usato per curare l’angina (una malattia che causa dolore al torace)

Come si cura la malattia da reflusso gastroesofageo?

Ci sono molte tecniche di automedicazione per alleviare i sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo e sono:

  • perdere peso
  • smettere di fumare
  • fare piccoli pasti più frequenti (da preferire ai classici tre pasti completi al giorno)
  • è consigliabile dormire con la testa sollevata, elevando la testata del letto di cm 20-25
  • svolgere un regolare esercizio fisico (es. passeggiate, bicicletta, nuoto) con una frequenza di due / tre volte a settimana, per almeno 20/30 minuti per volta

Se si assumono di continuo farmaci per altre malattie, bisogna capire se gli effetti di questi farmaci contribuiscono ad aumentare i sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo. Si può, nel caso, cambiare farmaci. Non smettere di assumere un farmaco senza il consulto del medico.

Quali sono i farmaci consigliati per la malattia da reflusso gastroesofageo?

Diversi sono i farmaci consigliati in caso di reflusso gastroesofageo, tra questi:

  • farmaci da banco: possono aiutare ad alleviare i sintomi leggeri e moderati del reflusso gastroesofageo. Gli antiacidi sono farmaci che neutralizzano gli effetti dell’acido dello stomaco. Tuttavia, gli antiacidi non possono essere presi contemporaneamente ad altre medicine in quanto inibiscono il loro effetto
  • inibitori di pompa protonica: riducono la quantità di acido prodotto dallo stomaco
  • anti H2: l’uso di questi farmaci, antagonisti del recettore H2, potrebbe essere consigliato in combinazione con gli inibitori di pompa protonica per un breve periodo (due settimane) o come alternativa a essi. Gli anti H2 bloccano gli effetti dell’istamina, che il corpo usa per produrre l’acido dello stomaco
  • procinetici: velocizzano lo svuotamento dello stomaco, così facendo l’acido ha meno opportunità di irritare l’esofago. Tuttavia, l’uso prolungato di procinetici non è raccomandabile

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Quali sono le tecniche chirurgiche per curare la malattia da reflusso gastroesofageo?

La chirurgia per il trattamento del reflusso gastroesofageo è riservata a pazienti che non rispondono all’azione dei farmaci, pazienti che non sono in grado di tollerare una terapia farmacologica a lungo termine, pazienti che richiedono dosaggi elevati dei farmaci,  pazienti troppo giovani per una terapia farmacologica che si prolunghi per tutta la vita.

La tecnica chirurgica utilizzata attualmente è la chirurgia laparoscopica mediante cinque piccole incisioni.

Le procedure chirurgiche per guarire dalla malattia da reflusso gastroesofageo sono:

  • fundoplicazione laparoscopica di Nissen: un tipo di chirurgia non invasiva che prevede che il chirurgo effettui una serie di piccole incisioni sull’addome. È poi usato il diossido di carbonio per gonfiare l’addome in modo che il chirurgo possa avere lo spazio per lavorare. L’intervento si propone di ricostituire una barriera efficace tra stomaco ed esofago, evitando il contatto tra contenuto gastrico ed esofago. Questa barriera viene ottenuta avvolgendo parte dello stomaco attorno alla giunzione esofago-gastrica. I vantaggi della tecnica laparoscopica sono costituiti dalla  precoce mobilizzazione, rapida ripresa dell'alimentazione orale, ridotto dolore postoperatorio, precoce ripresa delle normali attività. I risultati soddisfacenti  a lungo termine sono superiori al 90%. Difficoltà alla deglutizione (disfagia), sazietà precoce, gonfiore  post-prandiale e flatulenza possono essere presenti nei primi tempi successivi all’intervento chirurgico, generalmente sono sintomi temporanei che si risolvono nell’arco di circa tre mesi.
  • In casi estremamente selezionati si possono effettuare interventi endoscopici.  Le tecniche endoscopiche comprendono essenzialmente tre gruppi: le procedure di endosutura e di endoplicatura, quelle di termocoagulazione via radiofrequenza e l’iniezione di sostanze varie.

I dispositivi di endosutura e di endoplicatura hanno lo scopo di creare una plica/ispessimento a livello della giunzione esofago-gastrica al fine di produrre una barriera meccanica che impedisca il reflusso del contenuto gastrico.

La radiofrequenza viene applicata a livello dello sfintere esofageo inferiore e della giunzione esofago gastrica.  I meccanismi d’azione coinvolti in questa procedura consentono di provocare un ispessimento dello sfintere esofageo inferiore rendendolo più tonico e resistente e limitando così la frequenza e il volume del reflusso gastroesofageo  e di provocare un danno delle terminazioni nervose sensitive e motorie riducendo la sensibilità dell’esofago al reflusso e quindi la percezione dei sintomi.

L’iniezione di varie sostanze per via endoscopica si basa sull’infiltrazione dell’esofago distale con sostanze non riassorbibili o sintetiche: ne sono state sperimentate diverse, tuttavia alcune di queste sono state ritirate dal mercato e nuovi studi sono in corso per valutare la reale sicurezza di tali dispositivi.

La valutazione delle tecniche endoscopiche è utile solo in Centri di riferimento e all’interno di protocolli di studio eticamente e metodologicamente adeguati.

Quali sono i cibi da evitare se si soffre di reflusso gastroesofageo?

Innanzitutto è bene evitare sia cibi che rallentano la digestione sia cibi irritanti (pepe, peperoncino, menta, cipolla, agrumi), che possono infiammare le pareti dello stomaco. Anche i pasti abbondanti sono di lenta digestione, quindi meglio fare piccoli pasti più volte al giorno. Più il cibo resta nello stomaco e nell’intestino maggiore è il rischio di reflusso. Per lo stesso motivo, lenta digestione, è bene evitare tutti i cibi che contengono grassi e i cibi fritti.
Vino ed alcol possono nuocere moltissimo, come le bevande gasate e gli agrumi, sia mangiati che bevuti.
Anche il caffè ed il fumo, per molti ideale complemento di fine pasto, sono assolutamente da evitare.

Qual è la dieta consigliata in caso di reflusso?

Per quanto riguarda gli alimenti consigliati, gli esperti sono d’accordo soltanto su quelli contenenti fibre, il cui consumo deve essere aumentato, e sulla necessità di bere molto anche durante i pasti. Per il resto, detto in precedenza quali sono i cibi da evitare, il primo consiglio dietetico utile a tutti i malati, è quello di mangiare molto lentamente per favorire la prima digestione, che avviene nella bocca. In questo modo il tempo di permanenza nello stomaco sarà breve ed il rischio di reflusso minore.

In secondo luogo, e vista la difficoltà nello stabilire uno stile dietetico uguale per tutti, diventa importante trovare il proprio regime alimentare personalizzato. Per trovare quello giusto gli esperti consigliano di utilizzare il diario alimentare. Tenere il proprio diario alimentare vuol dire, semplicemente, annotare giorno per giorno l’ora ed il contenuto di ogni pasto, compresi spuntini ed eventuali fuoripasto ed annotando con precisione gli eventuali episodi di reflusso.

In questo modo sarà possibile eliminare gradualmente gli alimenti e/o le modalità di assunzione del cibo che inducono con maggiore facilità il reflusso. E’ una tecnica che necessita di affinamenti successivi e non permette, di conseguenza, risultati immediati. Tuttavia si è dimostrata efficace in tempi accettabili.

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