Salute dentale: scoperto un nutriente inaspettato contro le malattie gengivali

Arianna Bordi | Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello
A cura di Arianna Bordi
Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello

Data articolo – 11 Febbraio, 2026

Uomo che soffre di forte mal di denti toccandosi la guancia

Un nuovo studio coordinato da Katherine Kwong del Connecticut College, in collaborazione con un prestigioso network di università americane e internazionali, ha gettato luce su come l'alimentazione possa influenzare drasticamente la salute del cavo orale durante la terza età.

Ecco un approfondimento in merito.

L'identikit della carenza: un problema diffuso

Analizzando i dati del National Health and Nutrition Examination Survey (2009-2014) su un campione di 1.227 partecipanti, i ricercatori hanno delineato un quadro preoccupante:

  • gengive a rischio: quasi la metà degli anziani (48,7%) soffre di parodontite;
  • piatto vuoto di antiossidanti: ben il 77,9% del campione non assume dosi sufficienti di licopene, il potente carotenoide che conferisce il colore rosso a pomodori e frutti affini.

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La statistica parla chiaro: chi introduce regolarmente una dose adeguata di licopene nella dieta vede ridursi il rischio di parodontite grave di circa un terzo rispetto a chi ne è carente.

Nello specifico, i dati tecnici rivelano:

  • effetto scudo: un'assunzione corretta è associata a una protezione significativa;
  • differenze di genere: le donne risultano molto meno colpite rispetto agli uomini;
  • disparità etiche: gli adulti neri non ispanici presentano una probabilità quasi tripla di sviluppare forme gravi rispetto ai bianchi non ispanici.

Cos'è il licopene

Il licopene è un carotenoide di grande interesse scientifico per le sue proprietà antiossidanti e i potenziali benefici per la salute:

Caratteristiche chimiche e fonti alimentari

Il licopene è un pigmento naturale responsabile del colore rosso di molti frutti e ortaggi: la fonte più ricca è il pomodoro, dove si concentra principalmente nella buccia. 

Altre fonti includono anguria, pompelmo rosa, papaya e albicocche; a differenza di altri carotenoidi, il licopene non viene convertito in vitamina A nell'organismo.

Biodisponibilità

Un aspetto interessante emerso dalla ricerca è che la cottura dei pomodori aumenta significativamente la biodisponibilità del licopene. 


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Il calore, infatti, rompe le pareti cellulari e favorisce l'isomerizzazione dalla forma trans (predominante nei pomodori crudi) alla forma cis, più facilmente assorbibile. 

Inoltre, essendo liposolubile, l'assorbimento del licopene è favorito dalla presenza di grassi alimentari, come l'olio d'oliva.

Proprietà antiossidanti

Il licopene è uno degli antiossidanti più potenti tra i carotenoidi: la sua capacità di neutralizzare i radicali liberi, in particolare l'ossigeno singoletto, è stata ampiamente documentata.

Le evidenze del gap sociale e biologico

Lo studio ha, infatti, fatto emergere una distinzione cruciale: mentre negli adulti bianchi il licopene svolge un ruolo protettivo evidente, lo stesso legame non è stato riscontrato con la medesima efficacia nel gruppo di persone nere non ispaniche.

Ciò suggerisce che i modelli di rischio possano variare in base a fattori genetici o socio-economici complessi.


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Dunque, sebbene la natura trasversale della ricerca non permetta di stabilire un nesso di causalità diretta (ovvero, non possiamo ancora dire con certezza matematica che "meno licopene causi la malattia"), il dato clinico suggerisce che integrare questo nutriente sia una strategia preventiva a basso costo e ad alto impatto.

Ecco i punti chiave della ricerca:

  • target specifico: sebbene lo studio non distingua le diverse fonti alimentari, i risultati indicano che bassi livelli di licopene sono predittivi di forme gravi di Parkinson, specialmente nei soggetti bianchi non ispanici tra i 65 e i 79 anni;
  • personalizzazione della prevenzione: i dati suggeriscono che le strategie nutrizionali preventive non possono essere universali. Per ritardare efficacemente l'esordio della malattia gli interventi basati sul licopene dovrebbero essere calibrati in base all'etnia e al sesso.

Sebbene l'associazione sia evidente, serviranno nuovi studi longitudinali e test clinici controllati per confermare se un incremento mirato di licopene possa realmente bloccare o rallentare la progressione del Parkinson nel tempo.

Fonti:

The Journal of nutrition, health and aging - Lycopene, Race and Periodontitis: Disparities in Older Adults

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