Sei un professionista sanitario? Iscriviti
  1. Pazienti.it
  2. Notizie di salute
  3. Scoperta La Molecola Che Blocca La Malattia Di Alzheimer

La molecola che blocca l’Alzheimer è stata finalmente scoperta

Redazione

Ultimo aggiornamento – 26 Novembre, 2019

La molecola che blocca l’Alzheimer è stata finalmente scoperta

Si chiama A13: è l’anticorpo capace di ringiovanire il cervello, e bloccare l’Alzheimer nella sua fase più precoce.

È questa la molecola scoperta dai ricercatori della Fondazione European Brain Research Institute (Ebri – “Rita Levi-Montalcini”) che potrebbe rivoluzionare le cure.

Le ricerche sono state però condotte solo sui topi che, così trattati, hanno ripreso a produrre neuroni a un livello quasi normale. La strada verso nuovi trattamenti sembra essere stata spianata, ma “per i test sull’uomo – spiegano i ricercatori Antonino Cattaneo, Giovanni Meli e Raffaella Scardigli, che hanno pubblicato la ricerca sulla rivista Cell Death and Differentiationci vorrà ancora qualche anno e bisognerà prima valutare gli esiti delle fasi pre-cliniche di sperimentazione”.

La scoperta, in ogni caso, apre a nuove possibilità di diagnosi e cura di questa malattia neurodegenerativa ad oggi senza cura. Ecco perché.

Obiettivo? Riattivare nuovi neuroni

Grazie a questo studio – interamente italiano – è stato scoperto che la nascita di nuovi neuroni nel cervello di un adulto (neurogenesi) si riduce in una fase molto precoce dell’Alzheimer e tale alterazione è causata dall’accumulo nelle cellule staminali di sostanze tossiche chiamate A-beta oligomeri.

I ricercatori sono però riusciti a neutralizzare gli A-beta oligomeri nel cervello di topi malati di Alzheimer, introducendo appunto l’anticorpo A13 all’interno delle cellule staminali del cervello e riattivando così la nascita di nuovi neuroni, ringiovanendo il cervello stesso. Insomma, i topi così trattati hanno ripreso a produrre neuroni a un livello pressoché normale.

Una rivoluzione, se gli studi sull’essere umano dovessero confermare quanto fino ad ora acquisito. Per il morbo di Alzherimer, purtroppo, non ci sono terapie risolutive, e l’intervento è sempre tardivo. Questa ricerca ha invece dimostrato che “introducendo questi anticorpi innovativi nelle cellule staminali del cervello, si elimina la proteina tossica che causa la malattia. Così le staminali riprendono a produrre i neuroni in modo normale, con la conseguenza che l’Alzheimer viene bloccato in uno stadio precoce”.

Diagnosi e cure, un doppio successo

La ricerca è un doppio successo, sia sul lato diagnosi sia sul lato delle cure: “Da un lato dimostriamo che la diminuzione di neurogenesi anticipa i segni patologici tipici dell’Alzheimer, e potrebbe quindi contribuire a individuare tempestivamente l’insorgenza della malattia in una fase molto precoce; dall’altro, abbiamo anche osservato nel cervello del topo l’efficacia dell’anticorpo nel neutralizzare gli A-beta oligomeri, alla base dello sviluppo della malattia”.

Solo, quindi, “riuscire a monitorare la neurogenesi nella popolazione adulta offrirà in futuro un potenziale strumento diagnostico per segnalare l’insorgenza dell’Alzheimer in uno stadio ancora molto precoce, cioè quando la malattia è ancora asintomatica“. Sul fronte delle cure, invece, sottolineano i ricercatori, “il futuro utilizzo dell’anticorpo A13 permetterà di neutralizzare gli A-beta oligomeri dentro i neuroni, bloccando così la malattia ai suoi inizi”. Attenzione, però. Non siamo ancora arrivati a una soluzione. “Il prossimo passo – concludono – sarà innanzitutto verificare se il blocco della malattia nei modelli animali perdurerà per almeno un anno, per poter parlare di guarigione”.

Mostra commenti
Sindrome di Angelman, come comportarsi: una veloce panoramica sulle terapie
Sindrome di Angelman, come comportarsi: una veloce panoramica sulle terapie
Cosa c’entra la massa muscolare con la salute del cuore?
Cosa c’entra la massa muscolare con la salute del cuore?
Contatta uno specialista Prenota un videoconsulto
Articoli più letti
Tumore alla vescica, quando è causato dall’acqua del rubinetto
Tumore alla vescica, quando è causato dall’acqua del rubinetto
Polmonite: 5 cose che non sai…
Polmonite: 5 cose che non sai…
Anemia mediterranea: cosa significa essere portatore sano e quali sono le complicanze
Anemia mediterranea: cosa significa essere portatore sano e quali sono le complicanze
Rabbia, aggressività e atteggiamento di sfida: quando le emozioni nascondono un disturbo
Rabbia, aggressività e atteggiamento di sfida: quando le emozioni nascondono un disturbo