Sei un professionista sanitario? Iscriviti
  1. Pazienti.it
  2. Notizie di salute
  3. Covid-19: dopo il vaccino si è contagiosi per gli altri?

Covid-19: dopo il vaccino si è contagiosi per gli altri?

Ultimo aggiornamento – 11 febbraio, 2021

Coronavirus Vaccino
Indice

La strada verso il vaccino anti-Covid-19 si fa sempre più breve: dagli Stati Uniti all'Asia, passando per l'Europa, oramai è partito il ticchettio del conto alla rovescia, scandito da ulteriori test, timori e tante, tante domande. 

In primis, c'è da dire che non si parla del vaccino, ma dei vaccini - in fase di autorizzazione - che hanno già superato i trial clinici. Ma... un interrogativo sta prendendo piede in queste ore tra i media e gli esperti: i soggetti che hanno ricevuto la vaccinazione sono infettivi dopo?    

Vaccinazione anti-Covid-19: si è infettivi dopo? 

Essere o non essere: torniamo sempre lì. Il punto è che il vaccino espone, inevitabilmente, al virus Sars-Cov-2 e, quindi, il timore della contagiosità si fa forte. Anche in questo caso, la comunità scientifica si mantiene cauta, non avendo ancora risposte chiare al 100%. 

Ma chi ha sollevato la questione? Il nome è quello di Ilaria Capua, ormai ben nota virologa italiana che ha affermato: “chi si vaccina contro il Coronavirus si può infettare lo stesso e trasmettere la malattia, se non porta la mascherina. Quando si parla di efficacia, si fa riferimento alla malattia: esistono pochissimi vaccini che danno immunità sterile e, se incontro il virus, sono totalmente impermeabile”. 

Cosa si intende con "immunità sterile"?

Già, la virologa parla di immunità sterile (pensiamo ai vaccini per Hpv ed epatite A), riprendendo ciò che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in un rapporto sui vaccini, ha evidenziato, ovvero che i vaccini stessi, per la maggior parte, abbiano il fine di “prevenire le malattie”, e non necessariamente di “proteggere dalle infezioni”. 

Ma facciamo subito chiarezza. C'è una differenza tra il grado di infettività causata dal virus contenuto nel vaccino e l’infettività relativa all'esposizione al virus reale. Nel primo caso, l'infettività è estremamente improbabile, come sottolinea anche il prof. Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco, "I vaccini contengono virus morto, o inattivato, o infiacchito”, ha dichiarato. “Oppure alcuni suoi singoli componenti, come l’rna messaggero. In ogni caso, si tratta di patogeni assolutamente non in grado di replicarsi”.  

Dunque? Niente panico. Non sussiste un concreto motivo per pensare che il virus nel vaccino anticovid sia capace di replicarsi, rendendoci contagiosi per gli altri. 

L'altro aspetto, quello relativo all'immunità sterile, ovvero se si è totalmente impermeabili al virus, è meno chiaro. Massimo Andreoni, professore dell’Università Tor Vergata di Roma, ha affermato: "La realtà delle cose è che sicuramente i candidati più promettenti hanno mostrato di avere un’efficacia superiore al 90%, che è un dato straordinario, nel ridurre il rischio di sviluppare la malattia. Ma questo dato non riguarda l’arresto di infezione nel soggetto vaccinato: non abbiamo abbastanza elementi per rispondere a questa domanda. Quindi, in questo momento non possiamo dire niente di definitivo”. 

E dal mondo farmaceutico, cosa ci dicono?

Sono davvero ancora troppo pochi gli studi condotti. Secondo una indagine svolta sui macachi vaccinati con il preparato di AstraZeneca, gli animali sono risultati protetti dalla polmonite indotta da infezione da Sars-Cov-2, ma con un'alta carica virale, dunque, potenzialmente contagiosi, anche senza essere malati (essendo asintomatici).  

Una notizia commentata da Stat Vincent Munster, uno degli autori dello studio, con le parole: “trasformare la malattia da polmonite a raffreddore è comunque un grande passo avanti”. 

Dichiarazioni a parte, ciò che conta è il valore degli studi e quello dei vaccini, che potranno certamente aiutarci a mettere finalmente un punto a questo periodo, chiamato pandemia. 

Vuoi saperne di più? Ascolta il podcast sul vaccino anticovid.

Ascolta "Vaccino anticovid: 10 miti da sfatare" su Spreaker.

Mostra commenti
E se dietro alla scelta del caffè amaro si nascondesse una psicopatia?
E se dietro alla scelta del caffè amaro si nascondesse una psicopatia?
Body shaming: comprenderlo e affrontarlo
Body shaming: comprenderlo e affrontarlo
Contatta uno specialista Prenota un videoconsulto
Articoli più letti
Pet tac: a cosa serve e perché è importante farla
Pet tac: a cosa serve e perché è importante farla
13 consigli per trattare la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
13 consigli per trattare la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
Vaccini: dosi rinforzate per la prossima stagione influenzale
Vaccini: dosi rinforzate per la prossima stagione influenzale
Meningite: quello che i genitori non sanno
Meningite: quello che i genitori non sanno