Come comportarsi in caso di fusione renale in un bambino di 3 mesi?

"Salve dottore, sono il padre di un bambino di 3 mesi, al quale, dopo una scintigrafia dmsa, è stata diagnosticata una fusione renale e precisamente: il polo inferiore del rene destro risulta in contiguità con il polo superiore del sinistro, quest'ultimo pressoché in posizione orizzontale, risulta anteriorizzato e medializzato. Buona la captazione parenchimale globale del tracciante del rene destro, sebbene con area di ridotta concentrazione al polo superiore compatibile con piccolo scar e disomogenea distribuzione nella metà inferiore. Il rene sinistro risulta di dimensioni ridotte e con captazione globale inferiore rispetto al rene destro. Ha fatto l'ecografia e la cistosonografia per escludere il reflusso ed è risultato quanto segue: rene destro: ecostruttura nella norma, sede normale, forma regolare, calicopielectasia 4 mm rene sinistro: dimensioni ridotte, fuso con il rene destro, scarsa differenziazione corticomidollare assenza di reflusso in entrambi i reni. Vescica: discretamente riempita, pareti regolari, residuo post minzionale non significativo. Con questo quadro vorrei sapere: 1) la presenza di scar nel rene destro cosa comporta sulla funzionalità? 2) come comportarsi con la calicopielectasia di 4 mm del destro? 3) il rene sinistro ha una maggiore possibilità di infiammazione rispetto al destro? Potrebbe trasferirla al sinistro? Converrebbe toglierlo visto che funziona poco? 4) quali sono i passi che dobbiamo fare? (esami, ecc). Il medico ci ha detto che dobbiamo fare un'ecografia fra un anno, ma non è troppo tardi? Scusi per questi tanti dubbi e la ringrazio."

La fusione renale o rene a ferro di cavallo è un difetto anatomico congenito del rene e delle vie urinarie, a predominanza maschile (M/F 2:1), che compare fra 1/400 e 1/666 nati. Decorre in maniera asintomatica in circa 1/3 dei casi ed il più delle volte è scoperto accidentalmente nel corso di un esame radiologico (ecografia o TAC dell’addome).

Talvolta, può invece realizzarsi una calcolosi renale, un’ostruzione del giunto pieloureterale, un’idronefrosi, un reflusso vescico-ureterale e la pielonefrite. Per tali motivi, nei pazienti noti per rene a ferro di cavallo, è consigliata un'opportuna e periodica sorveglianza clinica, radiologica e laboratoristica mirata alla prevenzione delle suddette complicanze.

Cordiali saluti

Risposta a cura di:
*Le opinioni su argomenti di salute espresse dai professionisti all'interno delle loro risposte non rappresentano necessariamente la posizione di Pazienti.
Leggi il disclaimer

Altre risposte di questo specialista:

Vedi tutte le risposte