Calcoli renali

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I calcoli renali sono la cristallizzazione di alcuni fluidi del corpo che si depositano nei reni. I calcoli renali, simili a dei sassolini, hanno varie forme, misure e colori e sono molto dolorosi, ma, spesso, vengono eliminati con l’espulsione dell’urina. In altri casi si può ricorrere a tecniche chirurgiche.

Che cosa sono i calcoli renali?

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I reni sono due organi a forma di fagiolo, lunghi all’incirca 11 cm, posizionati ai lati della colonna vertebrale, nello spazio tra le ultime coste e le ossa del bacino. I reni filtrano il sangue tramite delle strutture che si chiamano glomeruli.

Ogni rene contiene circa un milione di glomeruli. I glomeruli producono in una giornata circa 180 litri di pre-urina, non eliminiamo un volume così ingente di urine perchè il 99% di questo viene riassorbito in canalicoli chiamati tubuli.

I tubuli riassorbono dalla pre-urina sostanze utili e ne eliminano altre di scarto, riversando in cavità dette calici renali, circa 2 litri di urina al giorno. I calici a loro volta confluiscono in un calice maggiore (pelvi renale) dal quale l’urina viene convogliata nell’uretere.

L’uretere è il canale che collega ciascun rene alla vescica. La vescica è il serbatoio che permette di raccogliere l’urina e controllarne volontariamente l’espulsione (minzione) attraverso l’uretra.

Di tutto questo complesso sistema, la parte terminale (distale) del tubulo è la porzione in cui la pre-urina viene maggiormente concentrata e, di conseguenza, in questa sede i cristalli presenti in soluzione possono aggregarsi formando renella (placche di Randall degli ecografisti). La renella viene scaricata nei calici e può essere espulsa con le urine se il volume delle urine è particolarmente elevato, o restare nel calice e divenire nucleo di aggregazione di altri cristalli fino alla formazione di veri e propri calcoli. I calcoli renali sono quindi il risultato della cristallizzazione ed aggregazione di alcune sostanze normalmente presenti nelle urine.

I calcoli renali sono simili a dei sassolini di varie forme, misure e colorazioni possono essere singoli o multipli (interessare un calice o più calici), mono o bilaterali. Possono diventare molto dolorosi nel passaggio lungo le vie urinarie (coliche renali).

Calcoli renali: sintomi

calcoli renali spesso non determinano sintomi.

Si verifica dolore lombare gravativo (sensazione di peso) o vere e proprie coliche quando il calcolo:

  • Ostacola il deflusso di urina
  • Progredisce nell’uretere
  • Si complica determinando infezione

I sintomi comuni dei calcoli renali includono:

  • intenso dolore nella parte inferiore o laterale dell’addome ed alla schiena (zona lombare), spesso irradiato all’addome ed anche all’inguine, che può durare minuti-ore con intervalli di assenza di dolore
  • nausea e vomito
  • micro-e macroematuria (sangue riscontrabile all’esame delle urine o visibile ad ochio nudo)
  • urina maledorante (se accompagnata da infezione urinaria)
  • sensazione di bruciore mentre si urina (stranguria)
  • febbre se il quadro è complicato da un’infezione al rene (pielite o pielonefrite)
  • sensazione di dover urinare di continuo (pollachiuria)

Quando l'uretere è ostruito cosa succede?

L'uretere è un tubo che conduce l’urina dal rene alla vescica. Se l’uretere viene ostruito da un calcolo, si determina un ostacolo al deflusso dell’urina che distende le pareti e causa uno spasmo che può essere molto doloroso (colica renale).

 Può determinare un rigonfiamento a monte (idrouretere o idronefrosi ) visibile all’esame ecografico. Anche se il dolore passa non è detto che l’ostruzione sia risolta, ed è sempre bene eseguire un esame strumentale a distanza di settimane da un episodio acuto, in quanto un uretere ostruito per molte settimane può portare a danni irreversibili del rene.

Quando si ha un'infezione del rene?

L’ostruzione dell’uretere da parte di un calcolo può determinare un infezione delle urine che può propagarsi alla pelvi renale ed al rene.

Quanti e quali tipi di calcoli renali?

In base alla composizione si distinguono quattro tipi principali di calcoli renali:

  • calcio-ossalato (i più frequenti)
  • calcio fosfato quando presenti è da considerare un iperparatiroidismo o altre forme di rimaneggiamento osseo
  • di acido urico che sono generalmente lisci, marroni e più morbidi rispetto agli altri tipi di calcoli
  • di struvite che contengono magnesio e ammoniaca e spesso sono a stampo (riempiono completamente un calice o il bacinetto oppure quest’ultimo e più calici.
  • di cistina che sono spesso gialli e recidivi

Chi soffre di calcoli renali?

calcoli renali sono abbastanza comuni, generalmente colpiscono le persone fra i 30 e i 60 anni di età e sono più frequenti nella popolazione maschile. Circa il 10-20% degli uomini e il 3-5% delle donne soffre di coliche renali.

Qual è la causa dei calcoli renali?

La formazione di calcoli renali è legata alla sovra saturazione delle urine da parte di alcune sostanze che precipitano in forma di cristalli. Questa sovra saturazione può essere dovuta a:

  1. eccesso di alcuni soluti
  2. ridotta quantità di solvente (acqua)
  3. ridotta presenza di sostanze che inibiscono l’aggregazione dei soluti (sostanze tampone ad esempio i citrati ed il magnesio).

In pratica se escludiamo forme inconsuete di calcolosi: la cistinica che è una patologia ereditaria e la calcosi a stampo o da fosfato ammonio magnesio (struvite) che è una calcolosi da infezione con batteri produttori di una sostanza chiamata ureasi che scinde l’urea in ammonio, la calcolosi renale è sempre conseguente al disquilibrio tra sostanze favorenti la cristallizzazione e sostanze inibenti la cristallizazione in presenza di un volume urinario insufficiente a mantenere le sostanze in soluzione.

Sostanze favorenti:

  • ossalato
  • acido urico
  • calcio
  • fosfato

Sostanze inibenti:

  • citrato
  • magnesio

Quando si rischia di avere calcoli renali ricorrenti?

Si corre un rischio maggiore di sviluppare calcoli renali ricorrenti (calcolosi attiva):

  • mangiando molte proteine e molti zuccheri semplici ( fruttosio)
  • bevendo bibite edulcorate,
  • seguendo una dieta priva di latticini
  • conducendo una vita sedentaria e
  • in caso di obesità, diabete e sindrome metabolica
  • si hanno casi di calcoli renali in famiglia
  • si hanno già avuto infezioni del rene o infezioni urinarie
  • si è stati precedentemente affetti da un calcolo renale, in particolare se questo si è presentato prima dei 25 anni di età
  • si è portatori di un by-pass intestinale (chirurgia bariatrica) o si è affetti da malattie dell’intestino tenue, come la malattia di Crohn
  • Si assumono alcuni farmaci antivirali

Come si curano i calcoli renali?

La cura della calcolosi renale è basata soprattutto sulla prevenzione.

Una prevenzione adeguata è possibile solo dopo un adeguato studio metabolico volto ad indagare la tipologia di nefrolitiasi ed il dosaggio urinario dei fattori favorenti ed inibenti la cristallizzazione. Studio che va eseguito da medici esperti nel metabolismo minerale che chiederanno al paziente di eseguire raccolte delle urine delle 24 ore in recipienti con e senza acido cloridrico, oppure in singoli campioni urinari (urine spot) in cui la sostanza da dosare viene sempre raffrontata alla concentrazione nello stesso campione della creatininuria.

Questi accertamenti permettono di elaborare una diagramma di rischio litogeno che può essere utile nella comprensione delle cause della nefrolitiasi e nel controllo dei risultati delle cure. Inoltre il controllo del sedimento urinario è un esame molto utile che permette subito di fare diagnosi di calcolosi da struvite se si evidenziano i tipici cristalli a coperchio di bara oppure di calcolosi cistinica se si evidenziano i tipici cristalli esagonali così come di danno renale o di infezione delle vie urinarie basse o alte.

Il trattamento sintomatico delle coliche renali è rivolto principalmente ad alleviare il dolore, a combattere eventuali infezioni ed a favorire l’espulsione dei calcoli e questo è nella maggioranza dei casi possibile a domicilio. In caso però di dolore persistente ed insostenibile è opportuno però rivolgersi ad un pronto soccorso dove verranno soministrati analgesici antiinfiammatori ed ed eventualmente antiemetici.per via endovenosa.

Calcoli renali di piccole dimensioni

I calcoli inferiori al centimetro solitamente vengono eliminati in modo spontaneo con l’urina ed è possibile la gestione ambulatoriale senza ricorso alle cure ospedaliere. Tuttavia, anche i calcoli renali di piccole dimensioni possono essere dolorosi. Il dolore solitamente scompare una volta che il calcolo passa in vescica o viene eliminato.

Calcoli renali di grandi dimensioni

Se un calcolo renale è troppo grande per poter essere eliminato naturalmente, si può ricorrere a:

  • litotrissia extracorporea ad onde d'urto (ESWL). Centrato il calcolo mediante controllo ecografico una macchina invia onde d’urto al calcolo, rompendolo in pezzi più piccoli in modo che possa essere espulso con l’urina;
  • Litotrissia endoscopica endorenale per via retrograda (RIRS) nella quale tramite ureteronefroscopia si identifica il calcolo e lo si frantuma mediante laser.
  • litotrissia percutanea (PCNL): prevede l’uso di uno strumento telescopico chiamato nefroscopio. Viene effettuata un’incisione (un taglio) sulla schiena per arrivare al rene. Il nefroscopio è inserito attraverso l’incisione e, così, nel rene. Il calcolo viene fatto uscire oppure sbriciolato;
  • chirurgia: la chirurgia prevede l’esecuzione di un’incisione (taglio) nella schiena per potere accedere sia all’uretere sia al rene. Il calcolo renale può essere così rimosso.

Quale dieta è opportuno seguire se si soffre di calcoli renali

Ogni tipo di calcolo, a seconda della principale componente, ha la sua dieta. 
In linea generale è opportuno sempre diminuire l’assunzione di cibi di origine animale ed aumentare sia l’apporto di vegetali che l’idratazione. Bere molta acqua, almeno 2- 3 litri al giorno, è molto importante per ridurre il rischio di calcolosi o le recidive.

Nello specifico le indicazioni sono le seguenti:
Per calcoli di ossalato di calcio: una dieta normocalorica a basso contenuto di sale, proteine animali e zuccheri semplici ma con normale o alto contenuto di calcio. Limitare o escludere dalla dieta i cibi ricchi di ossalati come spinaci e bietole. Consigliabile inoltre, ogni qualvolta si abbia una persistente iperossaluria. assumere calcio durante i pasti contenenti verdure per ridurre l’assorbimento intestinale di ossalto.

Per ridurre l’apporto di sale è bene:

Ridurne al minimo il consumo nella preparazione e nella cottura dei cibi e di non aggiungerne mai ai piatti una volta in tavola;
Evitare i cibi conservati: in scatola, in salamoia, essiccati o affumicati;
Preferire il pane toscano senza sale e i formaggi freschi e non salati, ottima è la ricotta non salata.

Per calcoli da acido urico la dieta, oltre che a basso apporto calorico (evitare fruttosio, bibite dolcificate ed alcolici) deve prevedere una riduzione del quantitativo di prodotti di origine animale che anno aumentare l’escrezione urinaria di acido urico e tendono a rendere le urine più acide, favorendone la precipitazione. Per rendere le urine meno acide va incoraggiata l’assunzione di verdura , la frutta va limitata (evitando quella molto zuccherina: banane, kiwy, kaky, fichi ed uva).

  • Calcoli di struvite. La formazione di cristalli di struvite può essere causata da una infezione batterica delle vie urinarie da germi produttori di ureasi ( genere proteus, klebsiella, uraplasma urealiticum) questi germi rendono l’urina alcalina e fanno precipitare fosfato ed ammonio).Questi germi vanno ricercati ed eradicati con terapia antibiotica mirata.
  • Calcoli di cistina. Il consiglio generico di bere fino a 4 litri di acqua al giorno e di impostare una dieta a basso contenuto di proteine animali (carne, pesce, uova) unita all’assunzione di citrato di potassio per alcalinizzare le urine non è sufficiente e bisogna assumere farmaci in grado di mantenere in soluzione la cistina (ad esempio la tiopronina).

Come sono diagnosticati i calcoli renali?

La TAC senza mezzo di contrasto e l’ecografia sono le indagini necessarie per la diagnosi di nefrolitiasi. In alcuni casi lo specialista può richiedere una radiografia diretta del rene per valutare se il calcolo contenga calcio (radioopaco) o acido urico (radiotrasparente).

Cosa fare dopo aver curato i calcoli renali?

Recuperare il calcolo è utile per l’analisi della composizione chimica e cristallografica . In ogni caso, a distanza di due mesi dall’episodio, è consigliato eseguire accertamenti specialistici per identificare eventuali alterazioni metaboliche e prescrivere la terapia più idonea.

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