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Emetofobia: cos'è la paura di vomitare

Anna Nascimben | Editor

Ultimo aggiornamento – 21 Dicembre, 2022

Ecco in cosa consiste e come superare l'ematofobia

Il termine emetofobia definisce la paura di vomitare, ovvero un profondo senso di disagio (che può sfociare in una vera e propria angoscia) che si manifesta quando il soggetto che ne soffre sente la necessità di vomitare.

Da cosa è causato questo timore e quali sono i sintomi ai quali si accompagna?

Vediamolo insieme.

Emetofobia, la paura del vomito

Le persone che soffrono di emetofobia si caratterizzano per una condizione di forte timore che si manifesta non appena avvertono i sintomi della nausea. Il termine emetofobia deriva dall'unione delle parole greche emein, che significa vomito o sensazione di vomito, e fobia, ovvero un timore tanto intenso quanto irrazionale e sproporzionato. Sebbene possa sembrare una forma di paura abbastanza rara, in realtà si stima che l'emetofobia colpisca tra l'1,7-3,1% degli uomini e il 6-7% delle donne, inoltre spesso questa condizione viene sottovalutata, non riconosciuta o confusa con altri tipi di fobia, come quella sociale, oppure con l'anoressia.

I soggetti emetofobici presentano una vera e propria fobia di tipo "semplice" che, come si legge anche nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, si configura come una paura intensa e persistente determinata dalla presenza o dalla vicinanza di un particolare situazione specifica.

Chi soffre di questa paura avverte un forte timore (a tratti incontrollabile) in queste situazioni:

  • paura di vedere qualcuno vomitare;
  • paura di dover vomitare ma di non riuscire a trovare un bagno per poterlo fare;
  • paura di non riuscire a smettere di vomitare;
  • paura al pensiero di non poter scappare da una zona affollata se qualcuno dovesse vomitare;
  • angoscia quando qualcuno evoca la nausea o qualcuno parla di questo argomento;
  • paura di soffocare o di soffrire fisicamente a causa di un attacco di vomito.

L'impatto dell'emetofobia sulla vita del soggetto

Ematofobia

L'emetofobia rientra nella categoria delle fobie e in genere comincia a insorgere durante l'adolescenza, tuttavia in alcuni casi può comparire già dall'infanzia. Il terrore di vomitare, però, non si manifesta in modo uguale per tutti i soggetti: alcuni, infatti, possono avvertire solo un forte senso di fastidio quando si avvicina il momento di vomitare, altri hanno paura di vomitare in pubblico ma in privato non provano disagio, altri ancora, invece, vanno incontro a veri e propri attacchi di panico, che rendono molto difficile il rapporto con se stessi e con la sfera della salute. Inoltre può anche insorgere il timore di vedere gli altri vomitare in pubblico o di essere coinvolti in episodi dove un'altra persona si sente male ed ha un attacco di questo tipo.

Quando la paura di vomitare insorge in età infantile e durante l'adolescenza, può avere profonde conseguenze sulla vita sociale del soggetto, come ad esempio:

  • l'autoisolamento e l'abbandono scolastico;
  • l'anoressia, fortemente legata alla paura di perdere il controllo;
  • gli attacchi di panico;
  • lo stress legato alla perdita del controllo;
  • l'ansia sociale, con la progressiva incapacità di condurre un'esistenza normale in mezzo alla gente.

Quali sono i sintomi dell'emetofobia

L'emetofobia si manifesta con una forte paura di vomitare e quest'ansia, a seconda della gravità dei sintomi alla quale è legata, può a sua volta determinare un impatto fortemente negativo sulla quotidianità del soggetto. Questo, infatti, a causa del terrore di potersi ammalare o di mangiare del cibo avariato, tende ad autoisolarsi e a rifiutare tutte quelle occasioni di incontro sociale che potrebbero esporlo al rischio di contrarre una patologia.

Questo tipo di terrore si accompagna ad un'ampia varietà di comportamenti e di sintomi correlati. Il soggetto emetofobico, ad esempio, può:

  • cominciare a controllare ossessivamente la sua alimentazione, nel tentativo di introdurre solamente cibi ritenuti "sicuri" e di ridurre la possibilità di incorrere in problemi gastro-intestinali
  • mangiare poco, sempre a casa e in modo molto lento
  • isolarsi socialmente al fine di diminuire le occasioni di ammalarsi
  • sviluppare una tendenza all'ipocondria
  • diventare germofobico. Chi soffre di emetofobia tende ad igienizzare in modo ossessivo l'ambiente che lo circonda e gli oggetti di uso comune con l'obiettivo di tenere alla larga i virus o comunque ogni possibile forma di malattia
  • evitare di consumare alcolici
  • evitare di introdurre farmaci
  • rifiutare di compiere viaggi in auto in aereo per il terrore di avere la nausea
  • nei casi più gravi, alcune donne arrivano a escludere l'idea di rimanere incinta a causa della fobia di vomitare
  • sviluppare un'ansia incontrollabile nei confronti di determinate malattie, come ad esempio le gastroenteriti virali, che si caratterizzano per frequenti episodi di vomito
  • evitare di entrare in contatto con alcune tipologie di persone ritenute più "a rischio vomito" come ad esempio i bambini, i malati e gli ubriachi 
  • abusare dei farmaci antiemetici, ovvero i medicinali che tengono sotto controllo la nausea
  • evitare con forza cibi e odori associati ad episodi di vomito avvenuti in passato
  • lavare eccessivamente gli alimenti
  • evitare di consumare alimenti non confezionati
  • non mangiare alimenti nuovi per paura che facciano male
  • evitare di mangiare fuori casa
  • evitare le situazioni nelle quali sarebbe difficile potersi recare in bagno
  • evitare luoghi pubblici per la paura di vedere gli altri vomitare

Sebbene l'emetofobia presenti delle caratteristiche simili ad altri tipi di paure molto diffuse, come la fobia sociale e l'agorafobia, in realtà questa angoscia non si manifesta sempre in relazione alla presenza di altre persone.

Fobia del vomito: le cause

Quali sono le cause che conducono una persona a sviluppare il terrore di vomitare? Non esiste ancora una motivazione certa, tuttavia sembra che l'insorgere di questa fobia in età adulta possa essere riconducibile a un probabile episodio traumatico legato al vomito e vissuto dal soggetto nel suo passato, che l'ha portato a sviluppare un forte sentimento di angoscia. L'emetofobico potrebbe, ad esempio, aver sofferto di una grave intossicazione alimentare, essere stato male in pubblico, oppure aver visto qualcuno vomitare ed esserne rimasto traumatizzato.

Un'altra causa potrebbe essere collegata alla personalità del soggetto emetofobico, il quale avverte l'intensa necessità di controllare tutti gli aspetti della sua vita. L'episodio di vomito, essendo incontrollabile per sua natura, provoca nell'individuo angoscia, ansia e, nei casi più gravi, una vera e propria fobia che può sfociare in attacchi di panico.  

La cura per l'emetofobia

La terapia per curare la fobia di vomitare è essenzialmente di tipo psicologico. Esistono vari approcci terapeutici, tuttavia si consiglia di contattare uno psicoterapeuta specializzato in questo tipo di paura, il quale saprà suggerire l'approccio più adatto e indagare la causa dell'angoscia. In alcuni casi può essere utile intraprendere una cura farmacologica, soprattutto se gli episodi di emetofobia sono frequenti e molto intensi, tuttavia, anche se questa proposta dovesse essere accettata dal paziente, dovrà comunque sempre essere modulata dal medico e associata a delle sedute di psicoterapia.

Sembra che buoni risultati nel trattamento dell'emetofobia siano stati ottenuti grazie all'applicazione della terapia cognitivo-comportamentale, la quale interviene sulla decostruzione dello stimolo fobico mettendo in pratica un graduale e progressivo avvicinamento allo stimolo.

In alternativa, un'altra possibilità è rappresentata dalla Terapia Breve Strategica che, grazie a degli specifici protocolli messi a punto per il trattamento dell'ansia, mira a modificare il comportamento del soggetto emetofobico con alcune semplici istruzioni. Altrettanto valida sembra essere la terapia EMDR, che si basa sull'idea che gli individui abbiano interpretato in modo sbagliato alcuni episodi traumatici avvenuti in passato: attraverso questa cura la persona riesce a rielaborare lo stimolo negativo e a ricondurlo alla normalità.

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Anna Nascimben | Editor
Scritto da Anna Nascimben | Editor

Con una formazione in Storia dell'Arte e un successivo approfondimento nello studio del Digital Marketing, mi occupo da anni di creare contenuti web. In passato ho collaborato con diversi magazine online scrivendo soprattutto di sport, vita outdoor e alimentazione, tuttavia nel corso del tempo ho sviluppato sempre più attenzione nei confronti di temi come il benessere mentale e la crescita interiore.

a cura di Dr.ssa Giusy Messina
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