Membrana amniotica

Contenuto di: - Curatore scientifico: Dr. Gianfranco Blaas
Indice contenuto:
  1. Le applicazioni della membrana amniotica
  2. Come la si utilizza in campo chirurgico?
  3. Qual è il suo meccanismo di azione?
  4. Quali sono le procedure da seguire?
  5. Si possono correre dei rischi?

Le applicazioni della membrana amniotica

La membrana fetale, che includeva sia l’amnios che il corion, è stata documentata dal dottor Roth nel 1940 per la ricostruzione della congiuntiva. Venne però segnalato un tasso di successo molto basso. Nel corso dello stesso anno, Brown utilizzò il peritoneo di un coniglio come una benda temporanea per le ustioni della superficie oculare che Sorsby, successivamente, modificò con la membrana amniotica umana, nel 1946 e nel 1947. Nel 1997 Kim e Tseng reintrodussero l’idea di membrana amniotica per uso oftalmico e da allora è diventata sempre più popolare.

Come la si utilizza in campo chirurgico?

Il trapianto di membrana amniotica è stato usato come innesto o come medicazione in diverse specialità chirurgiche. Nel campo dell’oftamologia, questo tessuto è stato utilizzato come una benda di tessuto per infezioni alla cornea e per ricostruire la superficie oculare attraverso varie procedure.

Qual è il suo meccanismo di azione?

La componente della membrana basale della membrana amniotica è simile, nella composizione, alla congiuntiva. Per questo motivo, la teoria corrente suggerisce che la membrana amniotica aumenti il supporto delle cellule staminali limbari e delle cellule di amplificazione transitoria della cornea.

La clonogenicità viene mantenuta e promuove la differenziazione delle cellule, escludendo quelle infiammatorie e la loro attività di proteasi. Inoltre, sopprime la differenziazione dei miofibroblasti, dai fibroblasti normali per ridurre la cicatrice e la formazione vascolare. Questa azione promuove la guarigione per la ricostruzione della congiuntiva, dei difetti epiteliali e delle ulcerazioni stromali.

Asportazione dello pterigio

Dopo la rimozione chirurgica dello pterigio, rimane un difetto alla congiuntiva. Questo difetto potrebbe essere lasciato guarire da solo, suturato direttamente tramite chiusura primaria, innestato con un autotrapianto congiuntivale o innestato con una membrana amniotica. Con le iniezioni intraoperatorie di steroidi nel tessuto difettato circostante, il trapianto della membrana amniotica ha un tasso di recidiva paragonabile all’autotrapianto della congiuntiva. L’applicazione di mitomicina-C non riduce ulteriormente il tasso di recidiva. Ci sono molte notizie contrastanti per quanto riguarda il tasso di recidiva postoperatoria dello pterigio dopo l’uso della membrana amniotica.

Ricostruzione della superficie della congiuntiva

Oltre alla chirurgia dello pterigio, il trapianto della membrana amniotica è stato utilizzata per altre tecniche di ricostruzione della congiuntiva. I tumori della congiuntiva sono stati rimossi e il difetto residuo è stato corretto con la membrana amniotica. L’utilizzo della membrana amniotica è stato fatto anche per la modifica delle cicatrici e del simblefaron. Nel caso in cui la terapia medica non funzioni, si ricorre alla ricostruzione della superficie oculare.

Carenza di cellule staminali limbari

La membrana amniotica può venir utilizzata in caso di carenza parziale o totale di cellule staminali limbari. In caso di carenza totale di cellule staminali limbari, il trapianto della membrana amniotica non sarà sufficiente e la si dovrà utilizzare in combinazione con il trapianto delle cellule staminali allogeniche. Nei casi di perdita parziale di cellule staminali limbari, la membrana amniotica ha dimostrato di migliorare l’epitelizzazione e la visione con e senza il trapianto di cellule limbari allogeniche.

Ulcera alla cornea

La membrana amniotica è stata usata per le ulcere infette e sterili con assottigliamento e perforazione. Per le ulcere con perdita di tessuto significativa, la membrana amniotica può essere applicata in strati per ricostruire lo spessore del difetto. Tale intervento ha lo scopo di ritardare l’attività della proteasi e di fornire di tessuto la parte difettata, nella speranza di promuovere una guarigione più rapida, onde evitare il trapianto di cornea. 

Quali sono le procedure da seguire?

Molti studi hanno illustrato l’uso della membrana amniotica umana raccolta dalla placenta al momento del taglio cesareo e conservata fino all’uso sulla superficie oculare. La membrana amniotica crioconservata è disponibile e comunemente usata e mantiene le proprietà istologiche e morfologiche del tessuto fresco. Il trapianto della membrana amniotica può avvenire chirurgicamente innestandola alla superficie oculare tramite suture assorbibili o non assorbibili. 

Si possono correre dei rischi?

Il tessuto allogenico ha un rischio implicito di trasmissione di malattie infettive. In generale, la membrana amniotica viene procurata da potenziali donatrici che vengono sottoposte a taglio cesareo, le quali sono già state controllate per eventuali malattie trasmissibili, come l’HIV, l’epatite, la sifilide.

La placenta viene pulita con una miscela di soluzione salina bilanciata, penicillina, streptomicina, neomicina e amfotericina B. La membrana amniotica viene separata dal corion in condizioni sterili, collegata a strisce di carta di nitrocellulosa e conservata in una soluzione di glicerolo. Il tessuto viene depositato in tale soluzione per usi immediati o crioconservati ad una temperatura di -80°.