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Flora Vaginale

Flora Vaginale
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Cos’è la flora vaginale

Per flora vaginale si intende l’insieme dei numerosi microrganismi che risiedono all’interno della vagina, la cui composizione varia secondo differenti fattori come:

  • Stato ormonale
  • Attività sessuale
  • Condizioni di salute della donna
L’equilibrio di questo complesso ecosistema è garantito dal pH vaginale, che ricopre un ruolo molto importante, favorendo l’adesione dei lattobacilli all’epitelio vaginale. L’acidità dell’ambiente vaginale dipende dall’azione degli estrogeni, che portano a maturazione le cellule che ricoprono la mucosa vaginale e la bocca dell’utero o portio. Ciò determina l’accumulo di glicogeno, la forma di zucchero di riserva contenuto nei nostri tessuti (assimilabile all’amido del mondo vegetale). I lattobacilli scindono il glicogeno, formando l’acido lattico. In questo modo essi consentono di incrementare l’acidità e la protezione dalle infezioni, impedendo al tempo stesso la crescita di alcuni microrganismi potenzialmente dannosi come i saprofiti, batteri o funghi.

Durante la pre-pubertà, il pH vaginale è più alcalino rispetto all'età adulta. La fora batterica vaginale durante questa fase è invece composta principalmente da batteri Gram-positivi e Gram-negativi.

In età adulta, invece, il pH vaginale diventa più acido, consentendo lo sviluppo dei lattobacilli.

Essi sono destinati a ridursi progressivamente fino alla menopausa quando, a causa della carenza di estrogeni, la mucosa si atrofizza diminuendo il glicogeno necessario al loro metabolismo.

A cosa serve la flora vaginale

I numerosi microrganismi che risiedono all’interno della vagina sono un vero e proprio sistema di protezione contro i batteri potenzialmente patogeni.

Basti pensare ai lattobacilli (detti anche bacilli di Doderlein) che ricoprono un’importante funzione di regolazione della crescita della flora batterica, ostacolando inoltre la colonizzazione della vagina da parte di germi ostili. Tutto ciò è possibile grazie alle loro abilità di:

  • Occupare le possibili sedi di adesione degli altri microrganismi
  • Sintetizzare perossido di idrogeno (una molecola che stimola l'attività dei globuli bianchi)
  • Acidificare l'ambiente vaginale, metabolizzando il glicogeno e producendo acido lattico

Batteri presenti nella flora vaginale

Oltre ai lattobacilli precedentemente citati, la flora batterica vaginale è costituita in misura minore anche da altri microrganismi, tra cui: 
 
Alcuni di questi, pur essendo potenzialmente patogeni, non sono in grado di manifestare totalmente la loro azione infettiva, grazie all'azione del sistema immunitario.

Tuttavia, può succedere che la flora vaginale cosiddetta "buona" si alteri nel numero e nella qualità dei microrganismi presenti. In tal caso, può essere sopraffatta da una flora mista, ricca di germi “cattivi”.

È questa la condizione comunemente nota come vaginosi batterica, spesso conseguenza di un’assunzione senza criterio di antibiotici e farmaci immunosoppressori, utilizzati per contrastare il diabete o determinati stress psicofisici severi. Lo stato di vaginosi è facilmente riconoscibile dall'insorgenza di un cattivo odore vaginale, talvolta unito a perdite bianco-grigiastre e lattiginose.

Per ripristinare la flora batterica vaginale alterata, possono essere utilizzati specifici prodotti a base di acido lattico (per ristabilire un pH ottimale e consentire la proliferazione di lattobacilli) o glicogeno (che fornisce loro il nutrimento necessario per crescere).

Infezioni vaginali

Le principali cause dell'insorgere delle infezioni che riguardano la flora batterica vaginale non vanno ricercate esclusivamente nei rapporti sessuali non protetti, ma bisogna considerare anche:

  • Una scorretta igiene personale, spesso fattore fondamentale delle prime infezioni.
  • L’assunzione di alcuni farmaci (come gli antibiotici e gli immunosoppressori), che alterano la flora vaginale, favorendo lo sviluppo di micosi e abbassano le difese immunitarie dell’organismo.
  • L'utilizzo condiviso di servizi igienici e asciugamani.
  • Le variazioni ormonali (in gravidanza, in menopausa, quando si assume la pillola anticoncezionale) che rendono la zona vaginale decisamente più vulnerabile nei confronti delle aggressioni batteriche.
  • La risalita di microrganismi patogeni dall'ultima parte dell'intestino fino all'apparato urogenitale.
  • Dismetabolismi, soprattutto il diabete.
I sintomi di una infezione vaginale sono:

  • Leucorrea (perdite vaginali biancastre alle volte maleodoranti)
  • Prurito
  • Bruciore
  • Dolore 
Talvolta, le vaginosi possono essere asintomatiche, come nel caso della Chlamydia. Nel sospetto di un’infezione sarà compito del ginecologo effettuare un esame microscopico vaginale o richiedere un esame colturale del secreto, al fine di individuare la causa dell’infezione e instaurare la terapia più idonea.

Le infezioni vaginali possono anche essere di natura allergica, ovvero dovute ad una reazione anomala dell'organismo alla presenza di particolari sostanze (allergeni).

Dato che l'infiammazione vaginale è un disturbo che colpisce moltissime donne e spesso cause e sintomi possono passare inosservati, è importante prevenire l'insorgenza delle infezioni prima ancora di identificarle e curarle tempestivamente. L’origine di tali disturbi risiede spesso anche nelle fibre sintetiche dei vestiti, nella loro colorazione, ma anche in:

  • Detergente intimo non corretto
  • Indumenti stretti
  • Profilattici
  • Deodoranti e/o creme depilatorie
In generale, possiamo affermare che la frequenza delle infezioni vaginali raggiunge il suo picco massimo intorno ai 30 anni, soprattutto per due cause principali, ovvero:

  • La scarsa igiene personale o del partner
  • La conformazione anatomica del tratto vulvo-anale
Altri fattori di rischio delle infezioni vaginali possono essere ricercati nel grado di ossigenazione e di umidità vaginale, legati alla situazione ormonale della donna ma anche - come abbiamo visto - nell'uso scorretto di detergenti intimi troppo aggressivi e nell'abuso di spray intimi deodoranti.

Ovuli per ripristinare la flora vaginale

Quando ci si sottopone a un trattamento a base di antinfettivi, soprattutto se si è facilmente predisposti a infezioni micotiche, su consiglio del medico è possibile utilizzare sia degli ovuli vaginali per combattere l'infezione o alternativamente dei fermenti lattici locali, allo scopo di aumentare le difese naturali dell'organismo.
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