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Visita fiscale

Visita fiscale
Curatore scientifico
Dr. Francesco Pascucci
Specialità del contenuto
Medicina del lavoro Medicina generale

Cos’è la visita fiscale?

Secondo lo Statuto dei Lavoratori, la visita fiscale consiste in un accertamento medico, predisposto dall’Inps o dal datore di lavoro, per verificare l’effettivo stato di salute del soggetto assente sul posto di lavoro per motivi di salute.

La visita fiscale, quindi, si fonda sulla necessità di una verifica della sussistenza degli impedimenti fisici dichiarati e non sul semplice controllo della presenza o meno del dipendente presso il domicilio inserito nel certificato. Con il passare del tempo, le normative in materia di visite fiscali hanno subito un’evoluzione fino ad arrivare all’attuale Riforma Madia, entrata in vigore dal 1° settembre 2017.

Quali sono gli orari della visita fiscale?

Un’importante novità introdotta dalla Riforma Madia è costituita dall’ente a cui viene affidato il compito di effettuare le visite fiscali: queste ultime diventano di esclusiva competenza dell’Inps; prima della riforma, infatti, esisteva una distinzione tra settore pubblico e privato (il primo era di competenza dell’Asl di riferimento, mentre il secondo dell’Inps). Con la nuova normativa si è cercata di attuare una maggiore omogeneità fra di due settori anche se sono ancora riscontrabili alcune differenze, fra cui quella relativa alle fasce orarie di reperibilità, che sono diverse per dipendenti pubblici e privati.

Nello specifico, gli orari della mutua Inps, in cui è possibile ricevere una visita fiscale sono:

  1. per i dipendenti pubblicidalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 (per un totale di sette ore);
  2. per i dipendenti privati, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 (per un totale di 4 ore).

A tal proposito, è importante sottolineare che l’Inps ha più volte evidenziato l’esigenza di realizzare una totale uniformità dei due settori per ciò che concerne le visite fiscali, in modo da rendere più efficiente il controllo globale (la richiesta al governo è stata quella di adeguare il settore privato a quello pubblico, imponendo una reperibilità di 7 ore per tutti i lavoratori).

Visita fiscale: quante volte aspettarsela?

Tutti i lavoratori hanno, quindi, il dovere di farsi trovare in casa (più precisamente al domicilio inserito nel certificato medico), durante le fasce orarie indicate nel paragrafo precedente, e questo vale per tutti i giorni di malattia richiesti (anche se essi coincidono con week-end o festività).

Inoltre, i dipendenti possono ricevere la visita fiscale anche per due volte nello stesso giorno se si è in presenza di casi sospetti (ad esempio, se il lavoratore richiede dei giorni di malattia sempre a ridosso di week-end o di festività). Le anomalie vengono riscontrate dall’Inps per mezzo di un software chiamato “Savio” il quale, sulla base di un algoritmo, stabilisce il grado di assenteismo dei lavoratori evidenziando, di conseguenza, tutti i casi sospetti da monitorare in maniera più approfondita. 

Chi manda la visita fiscale?

L’iter che il lavoratore è tenuto a seguire in caso di malattia è molto semplice; in primo luogo egli deve contattare il proprio medico curante per la compilazione del certificato che viene inviato dal medico stesso direttamente all’Inps per via telematica, mentre è compito del dipendente consegnarlo al datore di lavoro entro due giorni.

Subito dopo la ricezione del certificato, l’Inps lo inserisce nel suo programma di gestione delle visite fiscali, e quindi, si potrebbe subito essere soggetti a un controllo da parte di un medico inviato dall’ente. Qualora si riceva la visita fiscale, il lavoratore è tenuto a sottoporsi a un controllo da parte del medico fiscale, il quale ha la possibilità di confermare o ridurre la prognosi del medico di base.

Assenza alla visita fiscale: cosa succede?

Nel caso in cui il lavoratore malato non dovesse farsi trovare in casa dal medico fiscale, durante gli orari di reperibilità per le visite fiscali, egli incorrerebbe in sanzioni per assenza ingiustificata.

Le sanzioni, causate dall’assenza o dal fatto che non si è permesso al medico di effettuare i dovuti controlli durante la visita fiscale, consistono in una decurtazione della retribuzione pari al 100% per i primi dieci giorni di malattia e al 50% per i giorni successivi.

Inoltre, è importante ricordare che esistono delle esenzioni sulla reperibilità alle visite fiscali e, per tale motivo, il lavoratore assente ha diritto a presentare, entro 15 giorni, una valida giustificazione per evitare l’applicazione delle relative sanzioni.

Le esenzioni dalle visite fiscali sono previste in caso di assenza dovuta a cause di forza maggiore, per accertamenti specialistici durante gli orari di reperibilità, per situazioni che necessitano dell’immediata presenza del lavoratore in un altro luogo, per gravi patologie (se nel certificato medico è inserita l’esenzione), per visita ad un parente in ospedale e per attività di volontariato.

In tutti i casi l’assenza dal domicilio durante le fasce di reperibilità delle visite fiscali deve essere comunicata al datore di lavoro e non deve compromettere la guarigione del dipendente.

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