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Ateroma

Ateroma
Curatore scientifico
Dr. Antonio Magioncalda
Specialità del contenuto
Angiologia Cardiologia

Cos’è un ateroma?

L’ateroma è un accumulo di materiale degenerativo, principalmente cellule macrofaghe, lipidi (colesterolo e acidi grassi) o tessuto connettivo fibroso, nelle pareti delle arterie. Il materiale accumulato forma un rigonfiamento nella parete arteriosa che può portare ad un restringimento e ad una successiva limitazione nell’afflusso di sangue. 

Come si sviluppa?

In una fase iniziale l’accumulo di materiali, che si ha sempre nella tunica intima, tra l’endotelio e la tunica media, non è formato da cellule adipose, ma da accumuli di globuli bianchi, in particolare i macrofagi. Successivamente si accumulano grandi quantità di membrane citoplasmatiche, dette cellule schiumose.

Quando queste muoiono rilasciano il loro contenuto che attira più macrofagi e crea un nucleo lipidico extracellulare vicino al centro della superficie interna di ogni placca aterosclerotica. Nel corso del tempo gli ateromi si ingrandiscono, come dimensioni e spessore, e ciò porta ad un rimodellamento dell’arteria, che si allarga.

Se l’allargamento della parete muscolare non tiene il passo con quello del volume dell’ateroma si forma un coagulo, fenomeno che diventa comune sopra i 30-40 anni. Per la troppa pressione può anche capitare che l’arteria si rompa. Infatti se questa si era allargata fino a due o tre volte le sue misure normali, le sue pareti avranno subito un assottigliamento; questo fenomeno si manifesta con improvvise emorragie che possono condurre velocemente alla morte.

Si può prevenire?

I primi sintomi di ateroma che si manifestano sono legati per lo più a problemi cardiaci. Pertando l’unico modo per capire se ci sia la presenza di questa patologia è sottoporre il paziente ad un esame cardiaco sotto sforzo, che può però non rilevare eventuali sintomi fino a quando la matattia ateromatica non sia molto avanzata.

Come si diagnostica?

  • Il fissaggio alla parete arteriosa e la colorazione sono i metodi principali per diagnosticare un ateroma, anche post mortem. Con la colorazione possono essere rilevate anche micro calcificazioni.
  • L’American Heart Association ha indicato la scansione ad ultrasuoni come un metodo utile per individuare l’aterosclerosi.
  • L’ecografia arteriosa, in particolare delle carotidi, serve a monitorare lo sviluppo della malattia.
  • L’angiografia, è dal 1960 il metodo tradizionale per vautare l’ateroma. Purtroppo però è efficace solamente nei casi in cui questo sia in uno stadio molto avanzato. Per un migliore utilizzo di quest’analisi i cardiologi ed i radiologi si avvalgono di mezzi di contrasto da iniettare durante le angiografie. 

Che malattie possono derivare da un ateroma?

La principale è l’aterosclerosi. La sua presenza genera delle placche ateromatose. Le lesioni che produce si classificano in base alla gravità e si distinuono in:

  • Tipo 1: isolate cellule schiumose macrofaghe
  • Tipo 2: più starti di cellule schiumose
  • Tipo 3: preatheroma, con lesione intermedia
  • Tipo 4: ateroma
  • Tipo 5: fibroateroma
  • Tipo 6: lesioni scrotali, ulcerate, emorragiche e trombolitiche
  • Tipo 7: lesione calcifica
  • Tipo 8: lesione fibrotica

Come si cura?

Cure utili per ridurre il progredire dell’ ateroma sono:

  • una dieta a base di frutta cruda, verdura, noci, fagioli, bacche e cereali
  • consumare alimenti contenenti omega-3 acidi grassi come il pesce, integratori di derivati del pesce come l'olio di semi di lino, olio di borragine, e altri oli a base non animale
  • riduzione del grasso addominale
  • esercizio aerobico
  • uso di inibitori della sintesi del colesterolo (statine)
  • mantenere bassi i normali livelli di glucosio nel sangue
  • consumo di micronutrienti (vitamine, potassio e magnesio )
  • mantenere la pressione sanguigna entro livelli normali
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