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Colpocele

Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Che cos’è il colpocele e da cosa può essere causato?

Per colpocele si intende un abbassamento della parete vaginale, anteriore o posteriore.

Vi  sono diversi gradi di abbassamento: si parte da una semplice plicatura anteriore del tessuto periuretrale (comunissima in gran parte delle donne che hanno avuto più di un parto) sino alla comparsa (soprattutto quando la donna è in stazione eretta) di una “palla rosacea” alla rima vulvare.

Tale estroflessione della parete anteriore comporta anche una discesa della parete vescicale e dell’uretra, per cui si parla di Cistocele, che può essere accompagnato, o meno, ad incontinenza urinaria o a difficoltà alla minzione, o, come terza ipotesi, alla perdita continua di goccioline di urina: iscuria paradossa o sindrome del vaso pieno (succede quando il cistocele è importante e viene alterato l’angolo fisiologico tra vescia ed uretra, per cui, di fatto, la vescica si riempie e la perdita si verifica quando la vescica stessa è troppo piena) .

Quando si prolassa la parete posteriore della vagina, si ha il rettocele, che può portare a difficoltà ad evacuare (Sindrome della defecazione ostruita) o, al contrario, nei casi più gravi, ad incontinenza dello sfintere anale. Spesso, nei gradi più avanzati di colpocele si ha anche una abbassamento dell’utero: isterocele, che va dal prolasso di primo grado, sino al prolasso completo, con fuoriuscita del viscere dalla rima vulvare.

Quali sono le cause di cistocele?

Innanzitutto vi è una lassità genetica degli apparati di sostegno, soprattutto di un complesso muscolare che viene definito: elevatore dell’ano, che chiude verso il basso il bacino, e che giustifica il colpocele anche in donne che non hanno mai partorito o in donne vergini (raro).

In secondo luogo sono implicati nella genesi del colpocele anche la multiparità, la mancata od errata assistenza al parto, la macrosomia fetale, la velocità con cui è avvenuto il periodo espulsivo del parto o l’intervento ostetrico – operativo (applicazione di forcipe o di ventosa).

Oltre alla lassità del complesso dell’elevatore dell’ano, sono implicati anche altri sistemi muscolo- tendinei, come i legamenti cardinali, i legamenti utero-sacrali ecd i ligamenti rotondi, che sono deputati soprattutto alla sospensione dell’utero. 

Quando avranno ceduto anche questi elementi di sospensione si avranno vari gradi di abbassamento uterino o isterocele.

Quali sono i principali sintomi?

I primi segnali che insospettiscono la donna sono un rigonfiamento anomalo alla rima vulvare, che si accentua con la stazione eretta o sotto forzo, un senso gravativo continuo al basso ventre, oppure disturbi nella minzione, che vanno dalla minzione frequente, alla urgenza minzionale, alla difficoltà minzionale o, come dicevamo ,alla  incontinenza urinaria.

Nei casi gravi di prolasso uterino la donna noterà la massa carnosa che fuoriesce dalla rima vulvare.

Cosa fare in caso di cistocele?

Innanzitutto, soprattutto per quanto riguarda la alterazioni minzionali è importante la prevenzione: tutte le donne che devono partorire o hanno partorito, dovrebbero essere informate che vi sono esercizi per i muscoli del perineo che prevengono tali disturbi.  Inoltre una prevenzione medica con uso di pomate agli estrogeni, per via locale,( salvo non esistano controindicazioni) può essere utile.

Una volta che si noti uno dei disturbi conclamati che abbiamo elencato, si deve ricorrere ad una visita ginecologica/urologica/chirurgica, a seconda del  “segmento" dell’apparato di sostegno interessato.

La cosa fondamentale è che venga fatta una diagnosi esatta della patogenesi del disturbo. Se la donna lamenta una incontinenza urinaria è fondamentale distinguere se ha una “urge incontinence” (se cioè la vescica è irritabile e quando arriva ad un certo grado di riempimento ha la necessità impellente di svuotarsi) o se ha una “ stress incontinence” (cioè ha un abbassamento della parete uretrale e/o vescicale che fa perdere il tono al muscolo detrusore dell’uretra, o, addirittura questo muscolo ha perso il “ tono”.

Infatti il percorso terapeutico in questi due casi sarà opposto: medico nella “ urge”, chirurgico nella “stress”. Essenziale è fare esami accurati: diario minzionale, ecografia, prove urodinamiche nei difetti del compartimento anteriore o defecografia ed ecografia transrettale nei difetti del segmento posteriore, prima di intraprendere qualsiasi intervento.

Qual è la terapia consigliata?

La terapia è medica, nei casi elencati (altrimenti vi è il pericolo di peggiorare la situazione) e chirurgica, che attualmente si basa molto su applicazione di vari tipi di protesi (sling) in materiale sintetico o biologico, sia per il comparto anteriore che posteriore (in cui esiste anche un intervento di correzione del rettocele).

Data la grande diffusione di tali tipi di protesi e, nel pericolo che possano essere usate da personale che non ha eseguito idoneo training operativo è sempre meglio appoggiarsi ad un centro specializzato, eventualmente plurispecilistico.   

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