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Dissociazione atrioventricolare

Curatore scientifico
Dr. Antonio Magioncalda
Specialità del contenuto
Cardiochirurgia Cardiologia

Che cos'è la dissociazione atrioventricolare?

La dissociazione atrioventricolare è una condizione per cui atri e ventricoli non si attivano in modo sincronizzato, ma stimolano la contrazione cardiaca indipendentemente l'uno dall'altro.
In questo caso la frequenza ventricolare può essere uguale o differente rispetto a quella atriale.
La dissociazione atrioventricolare è un’aritmia talora transitoria (può durare pochi minuti o alcuni giorni) se invece deriva da un danno miocardico (ischemia o fibrosi) può permanere e richiedere l'impianto di un pacemaker.

Quali sono le cause della dissociazione atrioventricolare?

La dissociazione atrioventricolare può derivare:

  • da un rallentamento dell’impulso cardiaco dominante
  • da un'accelerazione di un impulso cardiaco normalmente più lento e controllato

Condizioni che possono avviare una dissociazione atrioventricolare sono:

  • ischemia (acuta o cronica del miocardio) o fibrosi micocardica
  • interventi chirurgici e procedimento anestetico
  • condizioni che aumentano i livelli di catecolamine
  • farmaci che bloccano le catecolamine
  • intossicazione digitalica
  • malattie cardiache strutturali
  • tachicardia o stimolazione ventricolare

In genere la dissociazione atrioventricolare è sempre una conseguenza secondaria ad altra causa.

Quali sono i sintomi?

La dissociazione atrioventricolare raramente può essere asintomatica, altrimenti i sintomi principali sono:

  • dispnea da sforzo
  • palpitazioni (soprattutto nella zona del collo)
  • giramenti di testa
  • stanchezza e malessere diffusi
  • pressione sanguigna irregolare
  • battito cardiaco lento ed irregolare
  • presenza di soffi cardiaci

Test e diagnosi

L'elettrocardiogramma è la modalità più comunemente utilizzata per diagnosticare una dissociazione atrioventricolare. Nell'ECG “normale” la contrazione atriale determina un'onda detta P che precede sempre la figura “elettrica” della contrazione dei ventricoli chiamata QRS.

Se  questo rapporto si altera e le onde P ed i QRS non si alternano regolarmente, ma si manifestano ciascuno con una frequenza differente, si parla di una dissociazione atrioventricolare.

Terapia

La prognosi per una dissociazione atrioventricolare dipende dalla condizione cardiaca sottostante del paziente, cioè  ogni terapia viene scelta in base alla causa che determina l'anomalia, alla condizione generale del paziente e alla gravità clinica della dissociazione.

È sempre importante riconoscere e valutare correttamente la patologia sottostante.

A livello medico la terapia consiste nel curare le cause alla base della dissociazione, monitorando da vicino i pazienti ed intervenendo, se necessario, con cure farmacologiche.

Il ricorso alla farmacoterapia è utile per ridurre la morbilità e prevenire eventuali complicanze.

Un altro intervento utile può essere la correzione degli squilibri elettrolitici del paziente, mentre solo raramente è necessario ricorrere all’innesto di un pacemaker permanente.

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