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Tumore dell'esofago

Tumore dell'esofago
Curatore scientifico
Dr. Marialuisa Lugaresi
Specialità del contenuto
Gastroenterologia Oncologia

Che cos’è il tumore all’esofago?

Il tumore dell'esofago, noto anche come tumore esofageo, o cancro esofageo, è un tipo raro ma grave di tumore che colpisce l'esofago. Ci sono due principali tipi di tumore dell’esofago:

  • il carcinoma a cellule squamose, che si forma nella parte superiore-mediale dell'esofago
  • l’adenocarcinoma dell'esofago, che si forma nella parte inferiore dell'esofago

Quanto è comune il tumore dell'esofago?

Il tumore dell'esofago colpisce soprattutto le persone con più di 55 anni di età. La condizione è più comune negli uomini che nelle donne.

Quali sono i sintomi?

La disfagia (difficoltà di deglutizione) è il sintomo più comune di tumore dell’esofago. Tuttavia, di solito non si verificano difficoltà di deglutizione fino a quando il tumore è cresciuto abbastanza da limitare l’esofago a circa metà della sua larghezza normale.

Altri sintomi del tumore dell’esofago:

  • perdita di peso inspiegabile
  • fastidio e dolore alla gola
  • indigestione
  • raucedine
  • tosse persistente
  • vomito
  • sanguinamento

Si consiglia di contattare il proprio medico se si verificano difficoltà di deglutizione che durano per più di una settimana.

Quali sono le cause?

Le cause esatte del tumore dell’esofago sono incerte. Tuttavia, sembra che l'esposizione ripetuta e prolungata del rivestimento dell'esofago a sostanze tossiche sia un fattore di rischio significativo.

Bere troppo alcol aumenta il rischio di sviluppare un certo numero di malattie e condizioni, tra cui il tumore dell'esofago. A lungo termine l’alcolismo provoca l’irritazione e l’infiammazione della mucosa dell'esofago. Se le cellule del rivestimento della gola si infiammano, ci sono più probabilità che diventino maligne.

L'utilizzo di qualsiasi forma di tabacco (comprese le sigarette, sigari, pipe e tabacco da masticare) aumenterà il rischio di sviluppare un tumore dell'esofago. Il fumo contiene molte tossine nocive e sostanze chimiche. Queste sostanze irritano le cellule che compongono il rivestimento dell'esofago, aumentando la probabilità di tumore. Più a lungo si fuma, maggiore è il rischio di sviluppare il tumore.

Anche la malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) può essere una causa del tumore dell'esofago. Tra stomaco ed esofago si trova lo sfintere esofageo inferiore che agisce come una valvola. La valvola di solito si apre solo quando il cibo è pronto a passare dall’esofago allo stomaco. A volte, la valvola si indebolisce o si rilassa, permettendo all’acido contenuto nello stomaco  di percorrere il tratto che va fino all’esofago e causando una sensazione di bruciore dietro lo sterno (pirosi retro sternale). Tuttavia, va sottolineato che il rischio di sviluppare il tumore dell’esofago da MRGE è molto piccolo, e la maggior parte persone con MRGE non svilupperà il tumore.

Soffrire di malattia da reflusso gastro-esofageo cronico può portare allo sviluppo di un'altra condizione chiamata "esofago di Barrett". L'esofago di Barrett condizione in cui il rivestimento della parete dell’esofago è sostituito da un tipo di cellule più simile a quelle che si trovano a livello dello stomaco. Queste cellule anomale sono resistenti agli acidi dello stomaco, ma hanno più probabilità di diventare maligne.

L’acalasia esofagea, una malattia che determina alterata motilità della muscolatura esofagea e mancato rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore con conseguente  difficoltosa la deglutizione, se insorta diversi anni prima può rappresenta re un fattore di rischio per lo sviluppo di cancro dell’esofago.

Se si è molto sovrappeso, il rischio di sviluppare un tumore dell’esofago è circa il doppio, perché le persone obese sono più a rischio di sviluppare l’esofago di Barrett.

È stato dimostrato che una dieta a basso contenuto di frutta e verdura, o carente di vitamine A, C, B1 o zinco aumenta il rischio di tumore dell'esofago.

L’infezione da virus del papilloma umano (HPV) dei tipi 16 e 18 può costituire un fattore di rischio di tumore dell’esofago.

L'esposizione prolungata ad alcune sostanze chimiche e inquinanti può irritare l'esofago, in particolare se si inalano queste sostanze. Prodotti chimici e sostanze inquinanti che sono noti per aumentare il rischio di tumore dell’esofago includono:

  • fuliggine
  • polveri di metallo
  • fumi di scarico del veicolo
  • liscivia (una sostanza chimica che si trova in forti detergenti industriali e domestici)
  • polvere di silice (che viene da materiali come la pietra arenaria, granito e ardesia)

Come si diagnostica il tumore dell’esofago?

Se il medico di famiglia sospetta un tumore dell’esofago, esaminerà dettagliatamente la storia clinica del paziente ed effettuerà una visita clinica prima di effettuare approfondimenti diagnostici.  Se il medico di famiglia sospetta un tumore dell’esofago, occorrerà effettuare ulteriori approfondimenti.

Ecco alcuni esami che si possono utilizzare per la diagnosi.

Endoscopia 

L'endoscopia è una procedura medica che consente ai medici di vedere all'interno del corpo. Durante questa procedura, uno strumento sottile e flessibile, chiamato endoscopio, viene fatto passare attraverso la bocca e verso lo stomaco. Questo permetterà al medico di visualizzare su uno schermo la presenza di lesioni patologiche.

Biopsia 

Se con l’endoscopia si trova qualche indicazione di anomalia, allora può essere prelevato un campione di tessuto (biopsia). Questo viene fatto utilizzando uno speciale strumento di estrazione, che è collegato all’endoscopio. I risultati della biopsia mostreranno se le cellule sono maligne o benigne.

Esame con bario 

Un’ingestione di bario consiste nel bere un denso liquido di colore bianco chiamato bario. Una volta ingerito il bario, verrà effettuata una serie di radiografie. Il bario ricopre il rivestimento dell’esofago, in modo da renderlo visibile sulla radiografia. Questa tecnologia a  raggi X è in grado di mostrare se vi siano restringimenti del lume dell’esofago, il che può essere un'indicazione di un tumore.

Ecografia endoscopica 

Una volta che il tumore dell'esofago è stato diagnosticato, il medico dovrà valutare quanto si è diffuso oltre alle sue dimensioni. L'ecografia endoscopica aiuterà i medici a valutare in che misura il tumore dell’esofago è progredito. Una sonda ad ultrasuoni molto piccola viene fatta passare nell'esofago utilizzando un endoscopio. Questo test produce ultrasuoni, che possono penetrare i tessuti circostanti. Questi ultrasuoni vengono poi utilizzati per produrre un'immagine dell’esofago, in modo che il medico possa verificare se il tumore si è diffuso ai tessuti circostanti.

TAC 

La TAC (o TC)è una metodica diagnostica per immagini, che sfrutta radiazioni ionizzanti (raggi X) e consente di riprodurre sezioni o strati (tomografia) corporei del paziente ed effettuare elaborazioni tridimensionali. Questo crea quindi un quadro molto dettagliato della parte interna del corpo. Inoltre permette al medico di vedere se li tumore è diffuso ad altri organi del corpo.

Le procedure di cui sopra di solito determinano la stadiazione ( fase di avanzamento) del tumore. Per una terapia mirata del tumore, occorre classificarlo in base al livello di interessamento della parete esofagea (quanta parete è interessata dal tumore, se l'ha superata o se ha interessato direttamente altri organi quali ad es. l'aorta, la trachea ecc.) e all’eventuale coinvolgimento di organi a distanza (metastasi).

Tomografia a Emissione di Positroni (PET)

E’ un esame che richiede l’uso di una piccola quantità di glucosio radioattivo allo scopo di evidenziare le cellule tumorali in rapida crescita e di rilevare alterazioni altrimenti invisibili con altre metodiche, soprattutto utile nella diagnostica delle metastasi a distanza. L’esame è spesso alla TAC (TC-PET) al fine di migliorare ulteriormente l’accuratezza delle immagini.

Gli stadi del tumore dell’esofago sono descritti di seguito:

  • Stadio 0 (carcinoma in situ): il tumore è in stadio iniziale e interessa solo i primi strati delle cellule della mucosa esofagea. Questo stadio è anche detto carcinoma in situ.
  • Stadio I: il tumore si è diffuso oltre la mucosa invadendo lo strato muscolare della parete esofagea, ma non si è diffuso ai tessuti adiacenti, né ai linfonodi, né ad altri organi.
  • Stadio IIA: il tumore ha invaso lo strato muscolare o la parete esterna (avventizia) dell'esofago senza interessamento dei linfonodi.
  • Stadio IIB: il tumore ha invaso fino alla tonaca muscolare e interessa i linfonodi regionali.
  • Stadio III: il tumore ha invaso la parete esterna dell'esofago e potrebbe aver coinvolto anche i tessuti o i linfonodi adiacenti, ma non ha dato metastasi a distanza.
  • Stadio IV: il tumore ha invaso i linfonodi a distanza e/o altri organi (metastasi).

Come si cura il tumore dell’esofago?

Il trattamento del cancro esofageo dipende dallo stadio che esso presenta al momento della diagnosi.

Nelle forme iniziali (Displasia severa e carcinoma in situ), nelle quali il rischio di diffusione ai linfonodi è minimo, è possibile eseguire la asportazione endoscopica e tenere il paziente sotto sorveglianza.

Nelle forme in stadio I può essere eseguita la asportazione chirurgica dell'esofago, associata alla asportazione di tutti i linfonodi che drenano la linfa a livello dell’esofago.

La chirurgia di asportazione dell’esofago (esofagectomia) è il cardine fondamentale della terapia del cancro dell’esofago: a volte è la sola terapia eseguita, ma più spesso è associata a chemio e radioterapia a seconda dello stadio clinico della malattia, come parte di un trattamento integrato. Nel corso di questo intervento, il chirurgo asporta generalmente tutto o parte dell’esofago e la porzione superiore dello stomaco in blocco con i linfonodi circostanti, ricostituendo poi la continuità dell’apparato digerente mediante l’interposizione di un viscere, generalmente la porzione restante di stomaco o un tratto di intestino.

Nelle forme localmente avanzate, con linfonodi e/o tessuti limitrofi coinvolti, è indicata la esecuzione preoperatoria di chemioterapia, spesso associata a radioterapia, per poi procedere dopo 1-2 mesi all'intervento chirurgico come sopra descritto.

Nelle fasi più avanzate della malattia, non suscettibili di intervento chirurgico, la chemioterapia e la radioterapia possono essere impiegate da sole o in associazione come trattamento definitivo per il paziente. Un buon strumento di palliazione sono gli stent endoscopici (endoprotesi) che  sono efficaci nel controllare la disfagia permettendo al paziente di alimentarsi nuovamente per via orale.

La chirurgia resettiva esofagea appartiene alla chirurgia maggiore, per la quale è indicata la concentrazione dei pazienti nei Centri Specializzati. In tali Centri è possibile utilizzare, se indicato, tecniche di chirurgia mininvasiva laparoscopica e toracoscopica che riducono il trauma chirurgico ed il dolore postoperatorio. E' inoltre ampiamente dimostrato che le complicanze e la mortalità perioperatoria sono da due a quattro volte maggiori nei centri non dedicati, mentre la percentuale dei malati guariti è molto maggiore presso i Centri Specializzati.

Curare il tumore con la terapia fotodinamica (PDT)

La terapia fotodinamica (PDT) è un nuovo tipo di procedura chirurgica per il trattamento del tumore dell’esofago. Si tratta di un’iniezione nell’esofago di un particolare tipo di farmaco che rende molto sensibili agli effetti della luce. Un laser collegato a un endoscopio viene poi inserito all'interno dell’esofago e utilizzato per bruciare le cellule cancerose.

Curare il tumore con la chemioterapia

La chemioterapia è un tipo di trattamento che utilizza farmaci anticancro per uccidere le cellule cancerose del corpo o per impedire loro di moltiplicarsi. Oltre ad attaccare le cellule tumorali, la chemioterapia può anche attaccare le cellule normali e sane, motivo per cui questa forma di trattamento ha molti effetti collaterali. I più comuni effetti collaterali della chemioterapia sono:

  • vomito
  • perdita di capelli
  • nausea
  • afte della bocca
  • fatica

Questi effetti collaterali di solito sono solo temporanei e migliorano una volta completato il trattamento.

Curare il tumore dell’esofago con radioterapia

La radioterapia utilizza fasci di radiazioni ad alta energia per ridurre il tumore e alleviare il dolore. Gli effetti collaterali della radioterapia sono:

  • astenia (sensazione di stanchezza)
  • irritazioni cutanee
  • perdita di appetito
  • lesioni nell’esofago

Questi effetti collaterali sono generalmente temporanei e migliorano una volta completato il trattamento.

Come si previene un tumore dell’esofago?

Per prevenire un tumore dell’esofago è importante seguire i seguenti consigli: -smettere di fumare -limitare il consumo di alcool -dimagrire, curare il reflusso gastro-esofageo.

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