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Alloritmia

Cardiologia
Alloritmia

Quando il ritmo cardiaco si definisce regolare?

L’alloritmia è un disturbo del ritmo cardiaco, apprezzabile alla palpazione del polso, caratterizzata dalla presenza di extrasistoli, cioè di contrazioni anticipate, che si manifestano a intervalli regolari di tempo, intercalandosi alle normali pulsazioni cardiache.

L’extrasistole può aversi regolarmente dopo ogni battito normale (polso bigemino) o dopo due battiti normali (polso trigemino) oppure dopo più battiti (quadrigemino, ecc, sino al poligeminismo). 

Ogni aritmia extrasistolica, e quindi anche l’alloritmia, determina sintomatologia soggettiva molto caratteristica, che richiama vivamente l’attenzione del paziente; tuttavia, bisogna tener presente che, a volte, essa manca del tutto e il suo riconoscimento avviene solamente nel corso di un controllo casuale. 

Quando la frequenza si definisce normale?

In un adulto sano a riposo la variazione della frequenza normale deve essere compresa fra i 60 e il 100 battiti al minuto. 

Cos'è la conduzione normale?

La conduzione si definisce normale quando dall'elettrocardiogramma si rivelano i seguenti fattori:

  • l'onda P è inferiore ai 120 msec,
  • l'intervallo PR non è superiore ai 200 msec,
  • il complesso QRS è di durata inferiore ai 100 msec.

Chi è soggetto all'alloritmia?

I soggetti più a rischio sono i pazienti cardiopatici. Tuttavia, può insorgere anche in soggetti apparentemente sani. 

Cos'è il bigeminismo?

Il bigeminismo è un caso particolare di alloritmia. In tale condizione a ogni battito segue regolarmente un'extrasistole. 

Come si diagnostica l'alloritmia?

L'alloritmia, come anche l'aritmia, può essere diagnosticata tramite diversi strumenti, quali:

  • elettrocardiogramma
  • fonocardiogramma
  • ecocardiogramma
  • monitoraggio elettrocardiografico continuo secondo Holter

Quali sono i sintomi?

La sintomatologia si riduce in genere alla sensazione di palpitazione rapida ed improvvisa, che viene descritta dal paziente come un tuffo al cuore o un frullio di ali percepito all’altezza del petto; può anche essere accompagnata da leggera sensazione vertiginosa e da una fitta precondriale. 

Generalmente, l’intensità delle sensazioni avvertite dal paziente è in rapporto diretto con la frequenza delle extrasistoli e, naturalmente, con la sensibilità e l’emotività individuali.

Dr. Antonio Magioncalda Medico Chirurgo
Dr. Antonio Magioncalda
cardiologoSpecialista in igiene e medicina preventiva

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