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Assorbenti

Assorbenti
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Cos'è un assorbente?

L’assorbente è un dispositivo medico per l’igiene intima, che consiste in un tampone di ovatta o di altro materiale, da applicare sugli slip, utilizzato per assorbire le perdite ematiche durante il flusso mestruale o dopo la nascita del bambino, con gli assorbenti post parto.

La maggior parte degli assorbenti sul mercato sono usa e getta. Inoltre, esistono anche gli assorbenti per uomo, da utilizzare in caso di perdite di urina.

Storia dell'assorbente

Sebbene al giorno d’oggi ne esistano dei tipi più disparati e l’argomento non sia più considerato un tabù, in antichità non esistevano gli assorbenti come li conosciamo oggi, tantomeno esisteva il concetto di usa e getta né era presente la reperibilità dei tempi moderni.

Per esempio, nell’antico Egitto le donne utilizzavano un panno di papiro ammorbidito per creare una sorta di assorbente interno, da lavare, asciugare e riutilizzare. Anche nell’antica Grecia era diffuso l’uso degli assorbenti interni, creati con piccoli pezzi di legno avvolti in un tessuto di garza.

Solo con gli antichi romani si giunse al concetto di assorbente esterno, adoperando dei tessuti di morbida lana. In sostanza, durante il ciclo mestruale, le donne utilizzavano i materiali più diffusi nella zona, come:

  • carta
  • muschio
  • pelli di animali
  • erba
  • spugne di mare
  • foglie e vegetali

Solo con il passare del tempo, le donne più facoltose e più ricche potevano permettersi di utilizzare degli avanzi di tessuto e di stracci legati intorno alla vita e sotto le gonne, in genere utilizzati per i pannolini lavabili dei bambini.

L’idea dell’usa e getta è arrivata con l’Ottocento prima in Europa, e in particolar modo in Germania, per poi svilupparsi negli Stati Uniti, attraverso la diffusione di alcuni asciugamani, ideati da Joseph Lister, uno dei primi medici a comprendere l’importanza di ambiente e strumenti sterili per evitare la diffusione di batteri e di conseguenza la cancrena, in ambito ospedaliero. In particolar modo si deve a Lister l’invenzione di un nebulizzatore spray che sanificava non solo la strumentazione prima delle operazioni, ma anche la stessa camera operatoria: una grande invenzione se si pensa che a quel tempo gli interventi chirurgici venivano eseguiti in grandi teatri pieni di gente per permettere agli studenti di osservare le pratiche.

Durante la Prima Guerra Mondiale, furono delle infermiere a ideare gli assorbenti in cotone molto simili a quelli odierni, che portarono poi all’ideazione di quelli interni, ad opera di un medico che aveva per moglie una ballerina. Solo in seguito, nel 1920, l’azienda Kotex scoprì che la cellulosa era cinque volte più assorbente del cotone e molto meno ingombrante.

Fu Leona Chalmers, invece, la prima a brevettare la coppetta mestruale riutilizzabile, nel 1937.

Quanti tipi di assorbenti ci sono?

Una delle tipologie più diffuse per l’igiene intima è l’assorbente esterno, da applicare sulle mutande tramite uno strato simile al nastro adesivo per mantenerlo fermo. Inoltre, sono ampiamente diffusi:

  • tamponi, cioè gli assorbenti interni;
  • salvaslip, per mestruazioni scarse o perdite esigue;
  • assorbenti post parto, per il periodo successivo al parto e anche per mestruazioni abbondanti.

Quali sono le alternative all'assorbente?

Nonostante il brevetto di Chalmers fu lanciato negli anni '30, solo di recente si stanno diffondendo delle alternative al comune assorbente usa e getta. Questa tendenza sta prendendo piede nel tentativo di ridurre gli sprechi e l’inquinamento dettato dagli assorbenti più diffusi e monouso. Infatti, coppette mestruali, come per esempio la mooncup e gli assorbenti di tessuto lavabile sembrano essere delle alternative eco-friendly e a basso tasso di inquinamento. 

In particolar modo, la coppetta mestruale, in silicone, permette il riutilizzo fino a 8 anni, avendo cura di rilavarla e sterilizzarla dopo ogni utilizzo. Il suo impiego è molto semplice e consiste nell’inserimento della coppetta all’interno della vagina, con uno svuotamento che varia dalle otto alle quattro ore, in base al flusso mestruale. 

Come mettere un assorbente interno?

Anche l’utilizzo dell’assorbente interno è molto semplice. È sufficiente rilassare i muscoli pelvici, trovare una posizione comoda per favorire l’inserimento, specie durante le prime applicazioni, e inserire il tampone nella vagina. Alcuni tamponi interni utilizzano un comodo applicatore, che permette l’inserimento facilitato spingendo lo stantuffo dopo aver inserito il tubino nella vagina.

Per rimuoverlo bisogna ancora una volta rilassare i muscoli e tirare la cordicella posta alla base del tampone. Se la rimozione risulta difficoltosa, è sufficiente spingere come se si stesse defecando e il tampone uscirà senza problemi.

Citazione a parte meritano i vari assorbenti o mutandine contenitive che vengono usati in caso di incontinenza urinaria. Sono molto più diffusi, perchè il problema della incontinenza è diffuso, anche se "tenuto nascosto" per falso senso di pudore.

Una chirurgia mininvasiva, quale quella odierna, permetterebbe di risolvere la maggior parte dei problemi di incontinenza urinaria che, invece, comporta spreco economico per gli assorbenti e pericolo di infezioni urinarie per la donna. 

Quali sono i rischi degli assorbenti?

Per quanto riguarda gli assorbenti interni, è necessario prendere alcune precauzioni in più rispetto a quelli esterni. Innanzitutto, è necessario inserirlo sempre e solo dopo aver lavato le mani accuratamente, per evitare le infezioni, rimuoverlo e sostituirlo spesso sempre con mani pulite. In secondo luogo si consiglia di cambiare l’assorbente interno dopo non più di sei ore, nonostante sarebbe meglio non utilizzarlo per più di quattro. Infine, assicurarsi di utilizzarlo solo quando è presente il ciclo mestruale, per evitare di seccare il cavo vaginale e quindi di irritarlo. Da tenere presente che una scarsa igiene nell'usare un assorbente interno può portare a grave shock anafilattico.

Con gli assorbenti esterni, il rischio maggiore può esser quello dell'irritazione da assorbente, che può avvenire nel momento in cui si utilizzano gli assorbenti per molti giorni consecutivi o nel caso in cui non lo si cambi abbastanza spesso. In questi casi si consiglia di optare per degli assorbenti in cotone, meno irritanti, e di applicare una crema a base di zinco per lenire l'infiammazione. Per i lavaggi intimi, evitare i detergenti, che potrebbero peggiorare l'irritazione, e utilizzare invece del bicarbonato.

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