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Decompressione microvascolare

Decompressione microvascolare
Curatore scientifico
Dr. Leila Turnava
Specialità del contenuto
Neurologia

Cos'è la decompressione microvascolare

La decompressione microvascolare, conosciuta anche come la procedura di Jannetta o con l’acronimo MVD, è una procedura neurochirurgica utilizzata per alleviare i sintomi causati dalla compressione di un nervo, un’arteria o una vena.

L’intervento chirurgico consiste in un'incisione dietro l'orecchio, con una piccola apertura del cranio, utile a inserire una spugna che agisce da cuscinetto in grado di decomprimere il vaso e il nervo, isolandolo dall'effetto pulsante e dalla pressione imposta dal vaso sanguigno.

Dopo aver completato l’intervento di decompressione, il chirurgo procede alla sutura.

Decompressione microvascolare del trigemino

La decompressione microvascolare è una tecnica neurochirurgica usata nel trattamento della nevralgia del trigemino e della nevralgia di tipo 2 (anche nota come nevralgia atipica). Si tratta di sindromi caratterizzate da episodi di dolore facciale intenso. Questo intervento rappresenta la soluzione ideale per la cura della nevralgia che agisce in modo definitivo sulla causa della patologia, senza danneggiare il nervo offeso.

Nel caso dell’intervento di decompressione vascolare del trigemino, la procedura consiste nella risoluzione del contatto tra l’arteria e il nervo, attraverso un'incisione dietro l’orecchio e un piccolo accesso craniotomico, con l’utilizzo del microscopio, utile ad allontanare il vaso dal nervo, interponendo tra questi del materiale e ancorando il nervo con una micro sutura.

Questo intervento è una delle terapie d’elezione per la cura del nervo trigemino in quanto ha una percentuale molto alta di successo (circa il 90-95% dei casi) e un rischio minimo di complicanze post-chirurgiche.

Trigemino: cos'è

Il nervo trigemino è il quinto delle dodici coppie di nervi presenti nel cranio. Tale nervo ha origine a livello del ponte di Varolio (tronco encefalico) e si suddivide in tre divisioni (o branche): 

  • Nervo oftalmico
  • Nervo mascellare
  • Nervo mandibolare
Tale branche lo rendono un nervo dalle funzioni miste, anche se con una prevalenza di fibre sensitive. Il nervo trigemino innerva la cute del volto, la parte anteriore del cuoio capelluto, le mucose buccale e nasale, la congiuntiva, il bulbo oculare e, infine, i denti. Con la sua componente motoria, provvede all'innervazione dei muscoli masticatori, mentre con la sua componente parasimpatica controlla le nostre secrezioni nasali, lacrimali e salivari.

Decompressione microvascolare del nervo acustico

L’intervento microchirurgico di decompressione neurovascolare dell'ottavo nervo, il nervo vestibolo-cocleare o più comunemente nervo acustico, ha lo scopo di alleviare i sintomi dovuti ad iperfunzione/ipofunzione del nervo stesso o i sintomi provocati dal nervo acustico infiammato.

La procedura chirurgica è indicata nei seguenti casi: 

  • Acufeni (rumore di varia entità ed intensità percepito nell’orecchio)
  • Acufene associato a vertigini
  • Iperacusia
  • Diplacusia
  • Perdita uditiva associata a vertigini

Nervo acustico: cos'è

Il nervo vestibolococleare, o nervo stato-acustico, è situato nel condotto uditivo interno, e costituisce l'ottavo dei dodici nervi cranici. Nel suo decorso si divide in due rami, il nervo vestibolare e il nervo cocleare, destinati alle due parti dell'orecchio interno deputate al senso dell'equilibrio (sia statico sia dinamico) e all'udito.

  • Nervo vestibolare - Il nervo vestibolare trasporta e codifica gli stimoli di accelerazione lineare ed angolare della testa, pertanto è connesso con l’equilibrio.
  • Nervo acustico - Trasmette gli stimoli acustici provenienti dall’organo del Corti (situato nella coclea) ai centri situati nella corteccia, dove vengono elaborati e tradotti in sensazioni uditive.

Conflitto neurovascolare

La sindrome da conflitto neurovascolare è legata a un contatto anomalo tra un nervo cranico e un vaso arterioso o venoso, tale da provocare il malfunzionamento di un nervo.
Le pulsazioni ripetute del vaso e la pressione a cui questo è sottoposto, determinano un danno a carico del rivestimento mielinico del nervo, che a sua volta provoca una sinapsi efaptica, ovvero un contatto diretto tra le fibre nervose che prima erano isolate tra loro. In ultimo, questo contatto tra le fibre nervose provoca un’alterazione della conduzione dello stimolo nervoso che determina la sintomatologia dolorosa lamentata dal paziente.

Numerosi fattori congeniti o acquisiti, sono in grado di determinare un conflitto neurovascolare tra un nervo ed un vaso (arteria, vena o malformazione vascolare), tra questi l’avanzare dell’età ed eventuali problemi di aterosclerosi sono tra le cause principali, in grado di causare disturbi che vanno dall’emispasmo facciale alla nevralgia trigeminale, fino alla disfonia e all’acufene.
Ricordiamo che in tutti questi casi, le opzioni terapeutiche e i trattamenti possibili sono molteplici e vanno valutati a seconda del caso specifico, nei casi più severi e refrattari è possibile ricorrere alla microchirurgia decompressiva di competenza neurochirurgica.
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