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Interferone

Particolare dei Riccioli di Proteine che Compongono l'Interferone
Curatore scientifico
Dr. Leila Turnava
Specialità del contenuto
Neurologia

Cos'è l'interferone

Gli interferoni sono una famiglia di proteine (citochine) presenti in natura, prodotte e secrete da alcune cellule del sistema immunitario (di cui fanno parte anche i globuli bianchi, linfociti NK, fibroblasti e cellule epiteliali).

Gli interferoni svolgono la funzione di riconoscimento di germi, batteri, virus e cellule tumorali presenti nell'organismo; sostanzialmente, dunque, riconoscono una minaccia immunitaria e la segnalano al sistema immunitario stesso, attivando le cellule killer che servono a neutralizzare le minacce immunitarie.

Gli interferoni si chiamano così proprio perché interferiscono con i virus e gli impediscono di moltiplicarsi.

Tipi di interferone

Si individuano tre tipi di interferone:

  • interferone alfa;
  • interferone beta;
  • interferone gamma.
Essi sono poi suddivisi in due classi di interferoni:

  • interferone I (alfa e beta);
  • interferone II (gamma).

A cosa serve l'interferone

Gli utilizzi dell'interferone e i suoi effetti sono molteplici, diversi in base alla classe di appartenenza, anche se i loro ruoli si sovrappongono. Più precisamente gli interferoni servono a:

  • Allertare il sistema immunitario in modo che possa neutralizzare cellule cancerose o virus 
  • Aiutare tuo sistema immunitario a riconoscere un virus o un cancro
  • Dire alle cellule immunitarie di attaccare un agente estraneo
  • Fermare la crescita e la divisione cellulare dei virus e delle cellule tumorali
  • Aiutare le cellule sane a combattere l'infezione.
Gli interferoni in commercio sono di tipo umano e vengono prodotti utilizzando la tecnologia del DNA ricombinante. Tuttavia, ad oggi, il loro meccanismo d'azione risulta molto complesso e di difficile comprensione, anche in ambito medico.

In ogni caso, gli interferoni modulano la risposta del sistema immunitario nei confronti di virus, batteri, neoplasie e di altre sostanze estranee che invadono il corpo. Essi, si ricordi, non uccidono direttamente le cellule virali o cancerose.

In presenza di patologie quali il cancro, amplificano la risposta del sistema immunitario e riducono la crescita delle cellule tumorali regolando l'azione di diversi geni che controllano la secrezione di numerose proteine cellulari che ne influenzano la crescita.

Proprio nel 1986 fu creato il primo interferone di laboratorio per trattare alcuni tipi di cancro. Esso fu uno dei primi trattamenti a lavorare con il sistema immunitario per combattere la malattia, successivamente approvato come un trattamento per diverse altre condizioni, tra cui l'epatite e la sclerosi multipla.

Effetti collaterali dell'interferone

Gli effetti collaterali degli interferoni più comuni (che possono verificarsi con tutti gli interferoni) includono sintomi simil-influenzali dopo ogni iniezione come:

Questi effetti indesiderati variano da lievi a gravi e si verificano in circa la metà dei pazienti che assumono interferone. I sintomi tendono a diminuire con ripetute iniezioni e possono essere gestiti con analgesici, come paracetamolo e antistaminici.

Il danno tissutale nel sito di iniezione si verifica con l'utilizzo di qualsiasi tipo di interferone, con maggior frequenza con l'interferone beta-1b e l'interferone alfa-2b pegilato.

Altri effetti collaterali importanti che possono verificarsi con l'assunzione di elevate dosi di interferone sono: 

  • Astenia
  • Diarrea
  • Nausea
  • Vomito
  • Dolori addominali
  • Dolori articolari
  • Mal di schiena
  • Vertigini
  • Anoressia
  • Congestione
  • Aumento della frequenza cardiaca
  • Confusione
  • Riduzione del numero di cellule del sangue ( globuli bianchi, globuli rossi e piastrine)
  • Aumento degli enzimi epatici
  • Aumento dei trigliceridi
  • Eruzioni cutanee
  • Lieve perdita di capelli o diradamento dei capelli
  • Gonfiore (edema)
  • Tosse
  • Respirazione difficoltosa
  • Reazione allergica o anafilattica
  • Depressione.
Alcuni interferoni sono associati a insufficienza epatica: proprio per questo, durante la terapia con interferoni, si raccomandano test periodici della funzionalità epatica.

Gli interferoni possono poi causare alcuni problemi di salute, che includono:

  • Malattie oculari − Gli interferoni potrebbe peggiorare alcune malattie agli occhi, pertanto bisognerebbe prenotare un controllo della vista prima di iniziare ad assumere questi farmaci. Le persone con malattie come la retinopatia diabetica avranno bisogno di sottoporsi a regolari esami oculari mentre seguono una terapia a base di interferoni.
  • Problemi cardiaci − Anche se in casi molto ridotti, una assunzione di interferone può essere correlata a un battito cardiaco veloce o irregolare, ma anche a una bassa pressione sanguigna.
  • Peggioramento della salute mentale − Alcune persone riportano un umore depresso o pensieri di suicidio durante l'assunzione dell'interferone. Pertanto, se si soffre di depressione o un altro disturbo psicologico affine, è necessaria un'attenta osservazione medica durante la terapia con interferoni.
  • Malattia della tiroide − In rari casi, gli interferoni possono rendere la ghiandola tiroidea iperattiva (e dunque causare ipertiroidismo) o ipoattiva (e dunque determinare una situazione di ipotiroidismo). Se si soffre di malattia della tiroidea, quindi, potrebbe essere sconsigliato assumere l'interferone. Prima di iniziare il trattamento, il medico controllerà anche i livelli di ormone tiroideo.
  • Malattie polmonari − Gli interferoni a volte possono poi creare problemi polmonari quali: mancanza di respiro, polmonite e bronchite. Le persone che soffrono di questi problemi ai polmoni dovrebbero essere seguite da uno specialista durante l'assunzione di questi farmaci. Se si continuano a sperimentano sintomi quali tosse o mancanza di respiro, potrebbe infine essere necessario sospendere l'assunzione di questo farmaco.

Malattie trattate con l'interferone

Gli interferoni, modulando l’attività del sistema immunitario, vengono utilizzati, appunto, per molte malattie che coinvolgono il sistema immunitario. Per esempio:

  • Interferone alfa-2a - Approvato dalla FDA per trattare la leucemia a cellule capellute, il sarcoma di Kaposi correlato all'AIDS e la leucemia mieloide cronica.
  • Interferone alfa-2b - Approvato per il trattamento della leucemia a cellule capellute, del melanoma maligno, del condilomi acuminato, del sarcoma di Kaposi correlato all'AIDS, dell'epatite cronica C e dell'epatite cronica B.
  • Ribavirina combinata con l'interferone alfa-2b, l'interferone alfacon-1, l'interferone alfa-2b pegilato o l'interferone alfa-2a pegilato - Approvati per il trattamento dell'epatite cronica C.
  • Interferone beta-1b e l'interferone beta-1a - Approvati per il trattamento della sclerosi multipla.
  • Interferone alfa-n3 - Approvato per il trattamento delle verruche genitali e perianali causate dal papilloma virus umano (HPV).
  • Interferone gamma-1B - Approvato per il trattamento della malattia granulomatosa cronica e dell'osteopetrosi grave e maligna.

Prescrizione medica dell'interferone

L'interferone alfa-2a, l'interferone alfa-2b, il peginterferone beta-1a e l'interferone beta-1b possono aumentare i livelli ematici di zidovudina migliorando l'efficacia di quest'ultima ma al tempo stesso aumentandone il rischio di tossicità del sangue e del fegato. Pertanto, potrebbe essere necessario ridurre la dose di zidovudina fino al 75%.

L'interferone alfa-2a e l'interferone alfa-2b possono aumentare il tempo necessario per la teofillina per essere eliminato dal corpo perciò si consiglia una riduzione delle dosi di quest'ultima.

Interferone in gravidanza

Gli interferoni potrebbero non essere per le donne in gravidanza e in fase di allattamento. Gli interferoni possono infatti danneggiare il feto.

Pertanto, è importante non rimanere incinte durante l'assunzione di questo farmaco, e neanche per i 6 mesi successivi alla fine del trattamento. Il medico che prescrive il trattamento con interferoni può pertanto raccomandare di fare un test di gravidanza prima di prescriverli.

L'interferone, inoltre, è in grado di penetrare nel latte materno; perciò è sconsigliata la sua assunzione alle donne che allattano.

Interferone e Covid

 Di recente, uno studio diretto dal Consorzio Internazionale di Genetica e condotto da scienziati italiani e statunitensi della Rockfeller University di New York ha portato a risultati interessanti nel rapporto tra interferone e coronavirus.

Obiettivo dello studio era comprendere come mai alcune persone siano in grado di non ammalarsi di Covid nonostante, magari, ne siano esposte; gli scienziati hanno quindi esaminato il DNA delle persone resistenti al virus, per esempio soggetti che hanno per esempio vissuto con una persona contagiata senza dispositivi di protezione individuale.

I risultati della ricerca mostrano che il 10% dei pazienti di Covid-19 possiedono un difetto genetico nella produzione dell'interferone la cui funzione primaria, come si diceva, è di riconoscimento e difesa dagli agenti patogeni. Producendo meno interferone, quindi, è più facile ammalarsi di coronavirus, anche in forme gravi.

L'ipotesi formulata vuole che le persone più resistenti al virus siano in grado di produrre interferone in maggiori quantità, proteggendosi dal Covid. Dai futuri sviluppi di questa ricerca, che deve ancora confermare o smentire tale ipotesi, si potrebbero sviluppare farmaci monoclonali o antivirali in grado di contrastare il coronavirus in maniera efficace.
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