Miorilassanti

Contenuto di:
Curatore scientifico: Dr. Tania Catalano, Biologo
Indice contenuto:
  1. Cosa sono i miorilassanti
  2. Quando usare i miorilassanti
  3. Effetti collaterali e controindicazioni
  4. Farmaci miorilassanti e interventi chirurgici
  5. Miorilassanti naturali (omeopatici)

Cosa sono i miorilassanti

I miorilassanti sono delle sostanze utilizzate per rilassare la muscolatura del paziente, sia quella scheletrica (composta dai muscoli volontari regolati da attività cerebrale volontaria) sia quella liscia (dunque la muscolatura la cui contrazione viene regolata autonomamente dal sistema nervoso e quindi non possiamo controllare con la volontà).

Alla categoria dei farmaci miorilassanti in realtà appartengono molte sostanze in grado di indurre il rilassamento dei muscoli tramite diversi meccanismi d’azione:

  • Miorilassanti centrali - I farmaci noti come miorilassanti centrali agiscono influenzando il sistema nervoso centrale inibendo la contrazione muscolare. Vengono utilizzati  come antispastici e bloccanti neuromuscolari nell'ambito dell'anestesia chirurgica (esempi di farmaci sono il baclofen, carisoprodolo, clorzossazone, ciclobenzaprina, mefenesina, meprobamato, metocarbamolo).
  • Miorilassanti competitivi - Una seconda categoria di miorilassanti nota come "miorilassanti competitivi" o "miorilassanti non depolarizzanti" agisce invece influenzando il sistema nervoso periferico. I miorilassanti competitivi sono infatti capaci di interrompere la trasmissione neuromuscolare competendo con l'attività del neurotrasmettitore acetilcolina. Esempi di questi farmaci sono l'alcuronio, l'atracurio, la gallamina, la metocurina, il pancuronio, la tubocurarina e il vecuronio. Generalmente questa tipologia di miorilassanti ha azione piuttosto prolungata e vengono utilizzati durante le operazioni maggiori.
  • Miorilassanti depolarizzanti - Il terzo gruppo di miorilassanti viene detto di "miorilassanti depolarizzanti" e anch'esso agisce a livello del sistema nervoso periferico. Questi farmaci depolarizzanti fermano la trasmissione neuromuscolare perché causano una parziale depolarizzazione sostenuta della placca motrice che rende i tessuti incapaci di rispondere al neurotrasmettitore. Il loro effetto ha una durata nel tempo inferiore ai miorilassanti competitivi: per questo motivo vengono solitamente impiegati nelle operazioni minori e nelle manipolazioni. Fanno parte di questo gruppo il decametonio e la succinilcolina.
I farmaci miorilassanti esistono in commercio sotto forma di varie formulazioni famaceutiche: compresse, capsule o liquidi da assumere oralmente, oppure possono essere iniettati per via sottocutanea, intramuscolare o endovenosa.

La prescrizione medica per i miorilassanti è obbligatoria. 

Quando usare i miorilassanti

I miorilassanti sono farmaci spesso utilizzati per ridurre una sensazione di dolore che si può verificare in tutti quei casi in cui il paziente sia colpito da una contrattura o da uno spasmo muscolare.

Quando si usano i miorilassanti? Principalmente, sono utilizzati per il trattamento di:

  • Patologie reumatiche
  • Infortuni muscolari
  • Lombalgie
  • Cervicalgie
  • Traumi della spina dorsale
Nel caso di cervicalgia o lombalgia, infatti, i muscoli intorno alla colonna vertebrale (paravertebrali) subiscono una contrazione causata dall’infiammazione e si va quindi a creare un circolo vizioso che alimenta il dolore.

I farmaci miorilassanti vengono utilizzati spesso anche in quei soggetti affetti da malattie gravi come sclerosi multipla e nei casi di spasticità muscolare.

Infine, un farmaco miorilassante viene utilizzato anche molto di frequente in soggetti che soffrono di cosiddette lesioni muscolo-tendinee (come per esempio delle contratture, degli stiramenti o degli strappi muscolari) per cercare di accorciare le tempistiche di recupero, venendo sempre abbinati insieme ad una terapia fisioterapica e ad abbondante riposo.

Effetti collaterali e controindicazioni

Come tutti i medicinali, l’assunzione di miorilassanti può dare alcune controindicazioni. Queste possono variare a seconda della categoria di medicinali e al dosaggio del farmaco.

Tra le controindicazioni dei miorilassanti abbiamo: 

In particolar modo, i farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale inducono sonnolenza.

In linea generale, i miorilassanti sono in generale dei farmaci ben tollerati e possono essere utilizzati anche per lunghi periodi. Per quanto riguarda l'uso di miorilassanti durante la gravidanza, devono essere utilizzati solo se il potenziale beneficio per la madre supera i potenziali rischi per il feto. L'uso durante i primi tre mesi di gravidanza deve essere evitato, salvo particolari casi segnalati dal medico.

Farmaci miorilassanti e interventi chirurgici

I farmaci miorilassanti vengono solitamente impiegati in caso di interventi chirurgici che richiedono anestesia generale.

Lo scopo è quello di far rilassare i muscoli del paziente, prevenendo anche eventuali movimenti involontari durante l’operazione e facilitando il processo di intubazione del paziente sedato. Il ruolo dei miorilassanti è pertanto indispensabile nell’ambito dell’anestesia generale.

L’effetto del miorilassante, una volta terminato l’intervento chirurgico, deve scomparire in breve tempo per consentire al paziente di tornare a respirare autonomamente e risvegliarsi.

Per bloccare gli effetti dei miorilassanti, gli anestesisti impiegano farmaci antagonisti dei miorilassanti che consentono ai pazienti di recuperare con rapidità la normale funzione muscolare e riprendere la respirazione spontanea. In Europa il principio attivo maggiormente impiegato come antagonista è la neostigmina.

Miorilassanti naturali (omeopatici)

A seconda delle condizioni trattare - e sotto stretto consiglio del proprio medico curante - vi è la possibilità di ricorrere a miorilassanti naturali generalmente assunti sotto forma di infuso.

Tra i miorilassanti omeopatici, abbiamo: 

  • Rosmarino - Si tratta di una spezia molto sfruttata in cucina, per offrire aromi e sapori alle proprie pietanze. È anche fonte di numerosi benefici per la salute, soprattutto per favorire un rilassamento muscolare e generale. Per alleviare spasmi o crampi, è possibile aggiungere alcuni rametti di rosmarino nella vasca da bagno. Risulta ottimo anche eseguire massaggi con olio essenziale di rosmarino. 
  • Valeriana - Utilizzata da sempre per alleviare dolori e tensione al collo, possiede anche un potente effetto sedante per controllare l’ansia e i disturbi del sonno. Si può scegliere tra gli infusi di valeriana o compresse naturali.
  • Camomilla - Si tratta del tranquillante naturale per eccellenza, uno dei più conosciuti e raccomandati. Si usa per trattare il dolore muscolare, ma anche per i disturbi mestruali, la tensione, il mal di testa, l’ansia e lo stress. 
  • Magnesio - Si tratta di un minerale dalle proprietà miorilassanti già dimostrate. Migliora le condizioni di contrattura muscolare, contrasta lo stress, l’affaticamento e sembrerebbe migliora la qualità del sonno. È possibile assumerlo come integratore naturale, con dosaggi raccomandati dal medico in base alle proprie necessità.
  • Sali di Epsom - Disciolti nell’acqua calda della vasca, i sali di Epsom si sono rivelati efficaci per sciogliere le tensioni muscolari, agendo appunto come miorilassanti naturali.  
  • Peperoncino di Cayenna - Tra i miorilassanti naturali più particolari, il peperoncino di Cayenna è senza dubbio uno dei più apprezzati, soprattutto per il trattamento in fase acuta di crampi muscolari. La sua azione è pressoché istantanea, distendendo le fibre muscolari indurite e contratte, riducendo la tensione e riportando il muscolo al suo tono normale.