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10 cibi che sembrano salutari (ma, in realtà, non lo sono)

Roberta Nazaro

Ultimo aggiornamento – 11 Maggio, 2022

10 cibi che sembrano sani: muesli, olio di cocco, yogurt gelato

Con la continua richiesta e ricerca del cosiddetto cibo sano, le dispense ormai pullulano di prodotti che sono considerati salutari dai più, ma che, alla prova dei fatti, non sembrano esserlo davvero.

In effetti, esiste una grossa discrepanza tra ciò che è ritenuto salutare a livello scientifico e l’idea di ciò che è salutare all’interno opinione pubblica. 

Prendiamo, solo a titolo di esempio, il caso del muesli: secondo un sondaggio è ritenuto sano dal 71% della popolazione, ma solo il 28% dei nutrizionisti è d’accordo. 

Vediamo quali sono i cibi e gli alimenti che consideriamo salutari ma che, in realtà, forse, non lo sono del tutto.

Siamo certi che questi cibi facciano davvero bene?

Insomma, non tutto ciò che mettiamo nei nostri piatti – credendo faccia bene alla nostra salute – è davvero così prezioso e ricco di nutrienti. 

Ecco alcuni esempi di cibi che potrebbero trarci in inganno:

Cereali (ma non tutti)

I cereali sono spesso pubblicizzati come parte integrante di una colazione sana ed equilibrata. 

In realtà, molti prodotti – ovviamente non tutti – presentano degli ingredienti non propriamente salutari. A meno che non si scelgano i cereali integrali, è molto probabile che una tazza di cereali vi causi un’impennata iperglicemica, che rilascia insulina in quantità abbondante. 

Questa azione, ripetuta tutti i giorni, è controproducente per l’organismo. Le calorie, infatti, si accumulano molto velocemente e può capitare di sentire fame ben prima di sentirla davvero

Insomma, consumare una tazza di cereali quotidianamente potrebbe voler significare ben 400 calorie in più al giorno.

Succo di frutta

Per beneficiare degli antiossidanti contenuti in un succo di frutta è necessario… mangiare l’intero frutto

In caso contrario, le calorie sono molto più concentrate. Dunque, bevendo un succo di frutta, il rischio è quello di ingerire solo calorie. 

È, quindi, preferibile mangiare frutta fresca e limitare l’assunzione di bevande zuccherine solo quando vi è una reale mancanza della giusta dose di frutta e verdura quotidiana.

Sushi

Anche il sushi è un’opzione ideale se non si consuma la giusta quantità di pesce in un determinato lasso di tempo.

In caso contrario, sarebbe bene limitarne al minimo il consumo perché, molto spesso, quei gustosi bocconcini giapponesi sono ricoperti di salse ad alto contenuto di sale e grassi

Inoltre, prima di addentare pesce crudo, è necessario avere la certezza la materia prima sia fresca e controllati. Altrimenti, i rischi per la salute potrebbero davvero essere alti.

Muesli

Un cucchiaino di muesli aggiunto allo yogurt non può di certo fare male, ma il consumo esagerato è altamente sconsigliato

Infatti, la maggior parte del muesli in commercio è arricchito di oli e grassi idrogenati e zuccheri aggiunti, dannosi per la salute e per il giro vita. 

Basta considerare che una tazza di muesli può arrivare a contenere fino a 200 calorie.

Yogurt gelato

Lo yogurt gelato è spesso considerata come una delle scelte più salutari, rispetto al gelato classico. 

Molto spesso, però, questo prodotto è arricchito di altissime dosi di zuccheri e grassi

Scegliere la tipologia a basso contenuto di grassi permette di evitare l’accumulo di colesterolo nelle arterie, ma è comunque un’opzione inutile se si arricchisce poi con caramelle, cioccolatini e topping vari.

Barrette energetiche 

Sì, le barrette energetiche dovrebbero sostituire il pasto. Il problema è che sono ricche di calorie, ma molto spesso non hanno la capacità di saziare lo stomaco a lungo. 

Il rischio è che si finisca con il mangiare una barretta energetica, seguito da un succulento piatto di pasta. Inoltre, questi prodotti sono ricchi di grassi idrogenati che favoriscono l’accumulo di colesterolo nel sangue.

Frullati 

Il frullato è una scelta sana, certamente. A patto, però, che venga preparato in casa

Negli ultimi tempi, tuttavia, vanno molto di moda i frullati, noti come smoothie, al bar e che sono tutto fuorché sani. Infatti, le bustine con cui vengono preparati comportano un alto tasso calorico e di zuccheri. Uno smoothie, udite bene, può arrivare ad avere anche 800 calorie

Insomma, vale la pensa pensarci due volte, prima di ordinare uno smoothie al bar, preparatelo a casa: le ricette per il fai-da-te sono davvero molteplici.

Olio di cocco 

L’olio di cocco è largamente utilizzato nella cosmetica, ma può essere anche ingerito e, se assunto in piccole dosi, potrebbe fare davvero bene. 

Un uso consigliato dagli esperti è quello di impiegarlo per ungere la teglia al posto del burro, nonostante l’olio d’oliva sia imbattibile. Attenzione, però: sempre in piccole dosi.

Mix di frutta secca

Il mix di frutta secca può essere uno spuntino sano ma, ancora una volta, è necessario che sia stato preparato in casa

Le bustine già pronte sono spesso molto ricche di calorie, conservanti e solfiti

Meglio preparare delle bustine a casa con frutta secca non salata, e magari cioccolato fondente.

Margarina

La margarina si è diffusa intorno agli anni Sessanta, quando veniva utilizzata al posto del burro, considerato troppo calorico e troppo grasso. 

Tuttavia, molte margarine disponibili in commercio sono ricche di grassi idrogenati e acidi grassi trans, dannosi per la salute e per il cuore.

In definitiva, prima di comprare dei prodotti apparentemente salutari, è consigliabile soffermarsi a leggere le etichette dei valori nutrizionali. Se contengono grassi idrogenati e zuccheri aggiunti è il caso di evitare l’acquisto, se lo scopo è quello di riempire la dispensa con prodotti sani.

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Roberta Nazaro
Scritto da Roberta Nazaro

Sono insegnante di inglese e traduttrice, con laurea triennale in Scienza e Tecnica della Mediazione Linguistica e specialistica in Dinamiche Interculturali della Mediazione Linguistica presso l'Università del Salento. L'interesse per l'ambito medico mi ha portata al conseguimento del Master in Traduzione Specialistica in Medicina e Farmacologia conseguito presso il CTI di Milano.

a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
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