8 screening di prevenzione che vale la pena programmare durante l’anno

Emanuela Spotorno |  Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
A cura di Emanuela Spotorno
Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva

Data articolo – 14 Gennaio, 2026

medico misura pressione a paziente

La prevenzione consente di intercettare molte patologie prima che compaiano i sintomi, migliorando la prognosi e riducendo il ricorso a cure più invasive. Secondo le evidenze scientifiche, la diagnosi precoce di malattie croniche e tumori incide in modo significativo sulla sopravvivenza e sulla qualità della vita. 

In Italia, numerosi screening rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e sono offerti dal Servizio Sanitario Nazionale, spesso gratuitamente. Conoscere quali controlli programmare, in base all’età e ai fattori di rischio, è un primo passo concreto verso una prevenzione efficace.

1. Colesterolo

Il controllo del colesterolo si effettua tramite un esame del sangue ed è l’unico modo per individuare valori alterati. Un eccesso di colesterolo LDL favorisce l’accumulo di placche nelle arterie, aumentando il rischio di infarto e ictus. 

In assenza di fattori di rischio, lo screening è indicato ogni 4–6 anni, mentre in presenza di familiarità, diabete o patologie cardiovascolari può essere necessario anticiparlo.

2. Pressione arteriosa

L’ipertensione è una delle condizioni croniche più diffuse nella popolazione adulta e spesso non provoca sintomi. 

La misurazione regolare della pressione, raccomandata a partire dai 18 anni, consente di individuare anche valori lievemente elevati e di intervenire precocemente con modifiche dello stile di vita o terapie mirate.

3. Screening per il diabete

Il diabete di tipo 2 altera la gestione del glucosio nel sangue e aumenta il rischio di complicanze cardiovascolari, renali e oculari. 

Lo screening tramite glicemia a digiuno o emoglobina glicata è consigliato soprattutto dopo i 45 anni, in caso di sovrappeso, familiarità o pregresso diabete gestazionale.

4. Valutazione della salute mentale

La salute mentale è parte integrante della salute generale. Questionari standardizzati per ansia e depressione sono sempre più utilizzati anche nella medicina di base. 

I dati indicano che circa il 75% dei disturbi mentali esordisce prima dei 24 anni, rendendo fondamentale una valutazione precoce.

5. Screening del tumore del colon-retto

Il tumore del colon-retto è tra i più frequenti, ma anche tra i più prevenibili. Lo screening, tramite ricerca del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni, è offerto dal SSN tra 50 e 69 anni

L’adesione ai programmi di screening riduce in modo significativo mortalità e interventi chirurgici complessi.

6. Controllo della pelle

La visita dermatologica permette di individuare precocemente lesioni sospette, come nei che cambiano forma o colore. 

Il controllo è particolarmente indicato nei soggetti con fototipo chiaro, numerosi nei o un’elevata esposizione solare.

7. Densitometria ossea

La densitometria ossea (MOC) misura la densità minerale delle ossa e consente di diagnosticare l’osteoporosi. Il rischio aumenta con l’età ed è più elevato dopo la menopausa, ma riguarda anche gli uomini. 

L’esame è raccomandato nelle donne dai 65 anni e negli uomini con fattori di rischio o precedenti fratture.


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8. Screening specifici per sesso

Alcuni controlli dipendono dal sesso biologico e dalla storia clinica individuale.

  • Per le donne
    Lo screening mammografico è offerto gratuitamente alle donne tra 50 e 69 anni ogni 2 anni, con estensioni regionali già dai 45 anni, e consente di individuare il tumore della mammella in fase precoce.
    Lo screening del collo dell’utero prevede il Pap test ogni 3 anni tra 25 e 29 anni e il test HPV ogni 5 anni tra 30 e 64 anni, con un impatto rilevante sulla riduzione dell’incidenza del tumore cervicale.
  • Per gli uomini
    Il tumore della prostata è il più frequente nella popolazione maschile. Il dosaggio del PSA può aiutare a individuare alterazioni iniziali, ma non rientra in uno screening di popolazione. La valutazione va concordata con il medico, in genere dai 50 anni o dai 45 anni in presenza di familiarità, tenendo conto dei benefici e dei possibili rischi di sovradiagnosi.


La prevenzione non segue un modello unico, ma va adattata a età, sesso e fattori di rischio individuali. Il medico di medicina generale rappresenta il punto di riferimento per definire quali screening programmare e con quale frequenza, sfruttando le opportunità offerte dal Servizio Sanitario Nazionale e riducendo il rischio di diagnosi tardive.

Fonti

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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