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MOC (mineralometria ossea computerizzata)

MOC (mineralometria ossea computerizzata)
Curatore scientifico
Dr. Alfredo Bitonti
Specialità del contenuto
Radiologia

Cosa si intende per MOC?

MOC è l’acronimo di Mineralometria Ossea Computerizzata. Si tratta di un esame diagnostico utilizzato nella pratica clinica per valutare la densitometria ossea, ovvero quanto i minerali (calcio, fosfato, carbonato, magnesio e, in misura minore, sodio) siano fissati nella matrice ossea.

MOC e osteoporosi

La MOC permette dunque di conoscere il grado di mineralizzazione delle ossa dello scheletro e, quindi, di valutare se questi valori siano nella norma, se la densità sia ridotta oppure se sia già comparsa l’osteoporosi

L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da un’alterazione della mineralizzazione ossea, che provoca l’indebolimento delle ossa e ne aumenta il rischio di fratture.

Si distinguono due tipologie principali di osteoporosi

  • osteoporosi primitiva: questa compare a seguito di un processo naturale di demineralizzazione delle ossa che si verifica per lo più dopo la menopausa o con l’avanzare dell’età; 
  • osteoporosi secondaria: questa condizione è la conseguenza di altre malattie o condizioni (come l’assunzione di determinate terapie farmacologiche, l’aver subito un trapianto d’organo o la malnutrizione) che predispongono un individuo alla perdita di densità ossea.

MOC: come si fa?

La MOC può essere effettuata con diverse metodiche, servendosi degli ultrasuoni, attraverso la TAC alle vertebre lombari oppure per mezzo di apparecchiature altamente tecnologiche come la  DEXA (Dual Energy X-ray Absorptiometry), macchinario che unisce la precisione di una TAC alla mancanza di radiazioni degli ultrasuoni.

Qualsiasi sia la tipologia di MOC a cui ci si deve sottoporre, si tratta di un esame poco invasivo e del tutto indolore della durata di circa 3 minuti, che utilizza i raggi X per valutare la quantità di minerali presente nelle ossa.

L’obiettivo di questo esame è quello di misurare la densità minerale delle ossa in un’area ben delimitata dello scheletro.

Solitamente, ci si sottopone alla densitometria lombare o femorale, più raramente viene effettuata una MOC total body volta ad esaminare l’intero corpo.

Durante l’indagine, il paziente viene fatto sdraiare supino su un lettino dove lo strumento di emissione dei raggi X si congiunge ad un braccio mobile che scorre sulla parte del corpo che si intende campionare, indicandone la Bone Mineral Density (BMD), ossia la densità minerale in grammi per centimetro cubo.

A seguire, il computer fornirà due risultati, il T-score e lo Z-score, valori che indicano la densità minerale relativa ossea su cui verterà la diagnosi di osteoporosi.

A seconda dei risultati ottenuti al test, il paziente apparterrà ad uno dei seguenti gruppi:

  • Normalità;
  • Osteopenia (che rappresenta uno stato di impoverimento minerale del tessuto osseo);
  • Osteoporosi (ulteriore impoverimento che comporta un aumento significativo del rischio di fratture).

Qual è il costo dell'esame moc?

Il costo di una MOC in Italia è molto variabile. Dipende dalla tipologia di apparecchio utilizzato, dalle zone che l’esame vuole valutare e dalla struttura nella quale si effettua l’esame.

Se si effettua in convenzione con il sistema sanitario nazionale, le cifre variano da circa 60 € fino a superare le 250 € per svolgere l’esame in centri privati con dispositivi diagnostici di ultima generazione (che rappresentano anche quelli con un grado di affidabilità più elevato).

Quali altri esami si fanno per l'osteoporosi?

Oltre alla densitometria ossea, la diagnosi dell’osteoporosi può avvalersi di altri esami strumentali, che hanno lo scopo di confermare la presenza della malattia e di comprenderne l’origine.

Per indagare la presenza di osteoporosi, il medico può decidere di prescrivere un esame radiografico della colonna vertebrale, utile a diagnosticare e datare le fratture vertebrali, quindi la presenza di lesioni recenti o pregresse.

A queste indagini, sono spesso affiancati i risultati degli esami di laboratorio. Le analisi del sangue e delle urine, infatti, permettono di valutare lo stato del metabolismo osseo e possono aiutare i medici ad individuare i possibili fattori causali della malattia, in particolare quando ci sono trova davanti ad un caso di osteoporosi secondaria.

Altri parametri che necessitano di un approfondimento nel corso del processo diagnostico per l’osteoporosi sono i cosiddetti marcatori di rimodellamento osseo, ovvero fosfatemia, calcemia, calciuria e fosfaturia delle 24 ore, fosfatasi alcalina ossea, paratormone e i livelli di vitamina D metabolicamente attiva, utili a fornire un’indicazione sullo stato del tessuto osseo.

Per prevenire i rischi legati all'osteoporosi, è sufficiente effettuare con regolarità dei semplici esami diagnostici. Valutate con il medico curante l’eventualità di sottoporsi alla MOC, un esame non invasivo, ma che può aiutare a diagnosticare, rallentare o controllare l’evoluzione dell’osteoporosi.

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