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La risonanza magnetica ci dirà se siamo innamorati

Ultimo aggiornamento – 31 Marzo, 2015

Secondo una ricerca condotta da un team di studiosi cinesi e americani, recentemente pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers, una risonanza magnetica potrà dirci se siamo innamorati.

Il punto di partenza

Che cos’è l’amore? Un amorevole Anthony Hopkins lo definiva come “felicità delirante” nel celebre film Vi presento Joe Black e la ricerca di una risposta a questa domanda ha mosso da sempre la curiosità di tutti noi; proprio da qui sono partiti i ricercatori per provare a capire cosa succede nel nostro cervello quando viviamo la fase dell’innamoramento.

Secondo l’opinione della psicologia, per esempio, l’amore è “uno stato motivazionale associato al desiderio di entrare o di mantenere uno stretto rapporto con una specifica persona”, ma questo non permette ancora di comprendere la biologia di base di questo stato emotivo meraviglioso che associamo a una varietà di effetti profondi, come euforia, desiderio, ossessione, cambiamenti di personalità e anche l’assunzione di rischi.

Lo studio

Il team di ricercatori ha preso in esame 100 ragazzi universitari, donne e uomini, e li ha suddivisi in tre categorie:

  1. gli innamorati
  2. coloro che avevano da poco terminato una storia d’amore
  3. coloro che non erano mai stati innamorati

Tra questi gruppi non c’erano significative differenze per età, condizione socio-economica o istruzione e ognuno di loro è quindi stato sottoposto all’esame della risonanza magnetica.

I dati raccolti hanno mostrato, nelle persone innamorate, un significativo aumento dell’attività cerebrale in alcune aeree del cervello come, per esempio, quelle che agiscono sulla nostra motivazione, sui comportamenti sociali e, ovviamente, sulle emozioni. Non solo: tanto più le persone si definivano innamorate tanto maggiore appariva l’attività cerebrale.

Viceversa, le persone che non erano mai state innamorate presentavano una minore attività, al pari di quelle che non erano innamorate da molto tempo.

Conclusione

I risultati ottenuti da questo studio mostrano certamente dei limiti oggettivi: è stato analizzato il cervello in un preciso momento e non in un più ampio spazio temporale (per esempio prima della storia d’amore) e si fa affidamento a ciò che gli studenti stessi hanno dichiarato in modo del tutto soggettivo.

Pur tuttavia, è certamente molto interessante constatare cosa succede al nostro cervello quando siamo invasi da quell’insieme infinito di emozioni che non siamo di definire meglio che con la parola amore.

 

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