Una revisione scientifica condotta su migliaia di adulti suggerisce che il classico obiettivo dei 10.000 passi potrebbe non essere necessario per evitare di riprendere peso dopo una dieta.
Una revisione scientifica condotta su migliaia di adulti suggerisce che il classico obiettivo dei 10.000 passi potrebbe non essere necessario per evitare di riprendere peso dopo una dieta.
Uno studio canadese collega bilinguismo, memoria verbale e ormoni sessuali alla resilienza cognitiva durante l’invecchiamento. I dettagli.
Vitamina D, B12, proteine e multivitaminici sono tra gli integratori più usati dagli anziani, ma gli esperti invitano alla cautela. Cosa bisogna sapere.
Uno studio condotto in Irlanda ha osservato come il consumo di caffè, sia normale che decaffeinato, possa influenzare batteri intestinali, infiammazione, memoria, stress e qualità del sonno. I dettagli in questo articolo.
L’analisi ha esaminato oltre mezzo milione di gravidanze: secondo i ricercatori il rischio sarebbe legato soprattutto ad altri fattori, inclusa la predisposizione genetica.
Imparare cose nuove, mantenere relazioni sociali e stimolare il cervello potrebbe contribuire a ridurre il rischio di declino cognitivo. Ma come fare esattamente?
Una ricerca durata dieci anni su quasi 3 mila lavoratori canadesi suggerisce che alcune abitudini proteggano più di altre dagli effetti dello stress cronico, ecco cosa bisogna sapere.
Dalla percentuale di invalidità alla Legge 104: cosa prevede il sistema per chi convive con la malattia, tutti i dettagli utili.
La vitamina D è fondamentale per ossa, sistema immunitario e numerose funzioni dell’organismo, ecco come assumerla attraverso l'alimentazione.
Un nuovo studio statunitense ha rilevato la presenza di PFAS nel 98,8% di oltre 10 mila campioni di sangue esaminati. I dettagli della ricerca.
La vitamina B12 è essenziale per il sistema nervoso e la produzione dei globuli rossi, ma alcune ricerche hanno trovato associazioni inattese tra livelli anomali di B12 e diversi tipi di cancro.
Uno studio della Columbia University mostra per la prima volta che un sistema controllato dai segnali cerebrali può riconoscere la voce su cui una persona sta concentrando l’attenzione e amplificarla in tempo reale. I dettagli.