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Bolle d'acqua sulla pelle: cosa fare?

Ultimo aggiornamento – 02 luglio, 2020

Bolle d'acqua sulla pelle: cosa sono e cosa fare

Le bolle d’acqua sulla pelle sono lesioni caratterizzate dalla raccolta di liquido sieroso o siero-ematico che insorgono al di sotto dello strato esterno dell'epidermide. Questi segni appaiono in rilievo, con dimensioni variabili tra i 5 e i 10 mm di diametro. 

Cerchiamo di capire cosa fare per le bolle d'acqua sulla pelle.

Quali sono le cause delle bolle d’acqua sulla pelle

Quando lo strato superiore della cute si presenta danneggiato, il corpo invia una determinata quantità di sangue per curare e rinfrescare l’area lesionata. Fa parte di questo processo la formazione di cuscinetti protettivi composti da siero sanguigno, dunque privi di agenti coagulanti e cellule di sangue. Questi cuscinetti di siero vengono definite bolle d’acqua proprio per questa caratteristica.

Le cause più comuni delle bolle d’acqua sono:

  • Sfregamento
  • Ustioni da calore, agenti chimici e sole
  • Dermatiti da contatto
  • Eczemi
  • Reazioni allergiche
  • Contatto con edera velenosa, rovere velenosa, sommacco velenoso
  • Infezioni virale da herpes, varicella e fuoco di Sant’Antonio, cioè da herpes zoster
  • Infezioni della pelle, come l’impetigine
  • Geloni

Cosa fare per le bolle d'acqua

Nella gran parte dei casi, le bolle d’acqua non hanno bisogno di trattamenti specifici. Guariscono, infatti, da sole, grazie alla pelle che agisce come strato protettivo, assicurando la formazione del derma sotto la bolla stessa. 

Durante questo processo di guarigione, il fluido viene lentamente assorbito e, per questo motivo, il più delle volte non è assolutamente necessario drenarlo. Per mantenere le bolle pulite e proteggerle da eventuali sfregamenti, è consigliabile coprirle con un bendaggio. 

Inoltre, si consiglia di contattare il proprio medico curante se:

  • Le bolle mostrano segni di infezioni, con la comparsa di pus, arrossamento, gonfiore o dolore
  • Si manifestano febbre o sintomi influenzali
  • Non si conosce la causa delle bolle
  • Vi è una fuoriuscita importante di liquido dalle bolle
  • Si soffre di problemi di circolazione sanguigna o di diabete 

Bucare una bolla d’acqua sulla pelle non è una buona idea

Se la bolla d’acqua è molto grande o dolorosa, spesso i pazienti ricorrono a un drenaggio fai-da-te con questi passaggi:

  • Lavare accuratamente le bolle e la zona circostante
  • Lavare e disinfettare le mani con acqua calda e sapone
  • Utilizzare dei dischetti assorbenti per applicare la tintura di iodio o del disinfettante sulle bolle e su tutte le aree circostanti
  • Sterilizzare un ago con dell’alcol
  • Pungere i punti più estremi delle bolle diverse volte
  • Permettere al fluido di uscire, facendo attenzione di lasciare intatto lo strato più esterno del derma
  • Cospargere le bolle con la vasellina o comunque un unguento molto simile
  • Coprire le bolle con una garza sterile non adesiva

Non si tratta, però, di una procedura sicura se eseguita in ambiente casalingo. Il rischio di infezione, con peggioramento dei sintomi, è infatti molto alto. Ricordiamo, inoltre, che una vescica non è altro che un meccanismo di difesa dell’organismo messo col preciso scopo di favorire la guarigione.

La bolla d'acqua, infatti, impedisce ai batteri di raggiungere il tratto di epidermide lesionata. Bucare una vescica, dunque, non è una buona idea: date il tempo all’organismo di guarire da solo, proteggendo la vescica con gli appositi cerotti microforati, per evitare la rottura della bolla ma, al contempo, permettere la respirazione. 

Come si previene una vescica

La regola generale per prevenire la formazione delle vesciche consiste nell’evitare tutte le cause che possano lesionare la pelle. Un consiglio banale? Può sembrare di sì ma se, per esempio, le bolle insorgono dopo essere stati a lungo sotto al sole, è necessario limitare al massimo l’esposizione ai raggi solari. 

Per le zone specifiche, invece, bisogna seguire alcune accortezze. Nel caso di bolle sui piedi, ad esempio, è sufficiente indossare scarpe comode ed evitare l'utilizzo di calzini in tessuto sintetico, che non permettono al piede di respirare. Per evitare le bolle da sfregamento sulla caviglia, dovute spesso all’utilizzo calzature fresche di acquisto, è bene applicare un cuscinetto morbido, facilmente reperibile in commercio. 

Questi regole possono essere estese anche ad altri casi. Infatti, gli esperti raccomandano di usare abiti di fibre non sintetiche per permettere la respirazione della pelle, applicando degli unguenti quanto si nota un arrossamento da sfregamento. 

Infine, si ricorda che le bolle d’acqua tendono a sparire dopo soli pochi giorni. Se si continua a notare la comparsa di altre bolle e se non si conoscono le cause della loro insorgenza è necessario farsi visitare dal proprio medico curante. Le cause, infatti, possono essere anche più gravi di un semplice sfregamento.

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