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Vulvodinia: bruciore intimo e dolore alla vulva

Ultimo aggiornamento – 11 gennaio, 2021

Vulvodinia: bruciore intimo
Indice

Quasi il 16% delle donne soffre regolarmente di intensi e prolungati dolori alla vulva. Spesso non si tratta di disturbi episodici, ma di una patologia nota come vulvodinia.

Questa malattia colpisce donne di ogni età, etnia e condizione sociale. Il dolore provocato da questo disturbo può essere anche molto intenso, spesso caratterizzato da un forte bruciore. Soffrire di vulvodinia può influire gravemente sulla qualità della vita di una donna. 

I sintomi della vulvodinia

La vulva comprende i genitali esterni femminili: clitoride, labbra, apertura vaginale e ghiandole di Bartolini; possiede molti nervi e, se adeguatamente stimolata, può indurre l’orgasmo nella donna.

Vulvodinia significa “vulva dolorosa”: ogni dolore alla vulva può essere inteso come vulvodinia. Si stima che 3 donne su 20 donne sviluppino la vulvodinia a un certo punto della loro vita.

Questa patologia può comportare difficoltà a rimanere seduti, a indossare biancheria intima o assorbenti, così come può provocare dolore durante un rapporto sessuale.

La vulvodinia è una condizione che comporta un forte imbarazzo in chi ne soffre e si manifesta con:

  • prurito intimo
  • bruciore intimo
  • dolore alla vulva
  • secchezza vulvare 
  • bruciore al clitolide 

Quali sono le cause della vulvodinia?

Le cause principali dell’insorgere della vulvodinia non sono ancora note.

Questa patologia si verifica in situazioni di vulva infiammata, spesso a causa di penetrazioni sessuali o sfregamento ripetuto di indumenti.

Le donne che soffrono di vulvodinia sono molto sensibili in tutte le parti del corpo, non solo intorno alla vulva. L’infiammazione della vulva induce la crescita di nervi nella regione interessata, tali da rendere la vulva ipersensibile.

Spesso soffrire di vulvodinia provoca anche altre disturbi, come la sindrome dell’intestino irritabile. Inoltre, il sistema immunitario è indebolito e questo rende più inclini a contrarre infezioni e malattie a trasmissione sessuale.

Come in qualsiasi patologia, anche l’aspetto psicologico gioca un ruolo importante nella percezione del dolore. Alcune donne, infatti, riferiscono di sintomi da vulvodinia sopraggiunti in seguito a forti traumi psicologici.

Molte donne, invece, sviluppano vulvodinia durante la menopausa, indice che gli ormoni potrebbero essere concause dell’insorgenza della patologia.

Infine, anche la componente genetica può essere associata alla comparsa di questa patologia. 

Vulvodinia: cure

Se si sospetta di avere la vulvodinia il primo passo è quello di rivolgersi ad un ginecologo per trattare le condizioni che provocano dolore.

Purtroppo la ricerca sulla vulvodinia, come per molte patologie di dolore cronico, è molto in ritardo cosicché le opzioni di trattamento sono poche.

Ecco alcuni suggerimenti utili per trattare questa condizione:

  • terapia farmacologica (contro il dolore)
  • consultare fisioterapisti e psicologi
  • massaggiare i muscoli del pavimento pelvico
  • raffreddare la zona della vulva
  • evitare l’uso di saponi per pulire il vulva
  • assicurarsi che la zona vulvare sia lubrificata prima di ogni rapporto sessuale

Dolori pelvici femminili: le cause più frequenti

Esistono alcuni dolori molto più fastidiosi di altri, come per esempio tutte le patologie che colpiscono la zona pelvica femminile.

Ecco sono, oltre alla vulvodinia, le cause più comuni di dolore pelvico femminile.

Herpes genitale

Si tratta di un’infezione causata da un virus, spesso contratta con una malattia sessualmente trasmissibile. Prurito e bruciore nelle zone genitali precedono la comparsa di vesciche e piccole ulcere piuttosto dolorose. Spesso un herpes genitale può essere accompagnato da altri disturbi come febbre, mal di testa e dolori articolari.

In caso di herpes genitale è bene rivolgersi immediatamente a un ginecologo.

Per l’herpes genitale non esistono cure, ma è possibile ridurre la comparsa delle vesciche e gestire la sensazione di dolore attraverso il ricorso a cure farmacologiche.

Infezioni del lievito

È un disturbo molto spiacevole, i sintomi più evidenti sono prurito, gonfiore e dolore pelvico.

Questa patologia può essere difficile da trattare. Spesso la dieta alimentare è connessa con l’insorgere di questa infezione, in particolare il consumo di alimenti a base di lievito di birra, alcolici, dolci.

Quando si è affetti da questo disturbo bisognerebbe mangiare sempre cibi freschi e ben puliti.

In caso di infezioni del lievito è importante anche rispettare scrupolosamente la propria igiene intima, evitando l’uso di saponi sulla zona infetta. È possibile, infine, ricorrere anche a cure farmacologiche. 

Secchezza vaginale

Per colpa del basso numero di estrogeni contenuto nelle pillole anticoncezionali, molte giovani donne soffrono di secchezza vaginale. Questo disturbo può rendere doloroso un rapporto sessuale.

Utilizzare una crema idratante e mantenere sempre umida la vagina sono le soluzioni da adottare in questi casi.

Penetrazione

È possibile che la penetrazione durante un rapporto sessuale sia causa di dolore e fastidio alla zona pelvica femminile. Spesso è difficile rendersi conto di quale sia realmente la causa di tale disturbo.

Infiammazione pelvica

Un’infiammazione alla zona pelvica è un’infezione degli organi riproduttivi.

In questi casi il dolore è molto intenso e spesso si verifica anche un eccessivo sanguinamento durante il ciclo mestruale. Dopo un esame pelvico e un’ecografia per determinare lo stato dell’infiammazione, è possibile ricorrere ad antidolorifici.

Se riscontrate alcuni di questi sintomi, non esitate a contattare il vostro ginecologo. Potrà aiutarvi a ritrovare il giusto equilibrio delle parti intime e la serenità!

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