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Tumori: la maggior parte delle volte sono dovuti al caso

Ultimo aggiornamento – 27 marzo, 2017

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Le cellule, al momento della loro mutazioni, commettono degli errori che portano a delle anomalie del DNA. Quando succede ciò, nel corpo si scatena uno scompenso che provoca la nascita di un tumore.

Due tumori su tre sono dovuti al caso

Due ricercatori, uno italiano e uno americano, hanno appena pubblicato un dato “sconfortante” su Science, ovvero che su 3 tumori almeno 2 sono dovuti al caso. Sconfortante perché verrebbe da pensare che seguire uno stile di vita sano non sempre può aiutare a scansare questa brutta patologia.

Questo non vuol dire che fumare non aumenti il rischio di contrarre un tumore al polmone, ma sembrerebbe che certe mutazioni del DNA non dipendano dall’alimentazione o dall’attività fisica svolta.

Le ragioni per cui insorge un cancro non sono sempre così chiare

Tante volte ci siamo sentiti dire di non bere, di non fumare, di non prendere troppo sole, di mangiare sano. Una domanda però sorge spontanea: perché tante persone che conducono una vita sana all’ennesima potenza, comunque poi si ammalano di tumore e, tante volte, non riescono a guarire?

In tutti questi anni di ricerca, gli scienziati non hanno mai rivolto un occhio di riguardo verso queste casistiche, fino a che Cristian Tomasetti, biostatistico, e Bert Vogelstein, genetista, hanno dichiarato, con un po’ di audacia, che di cancro, tante volte, ci si ammala solo per un caso sfortunato.

I due scienziati esercitano alla Johns Hopkins University di Baltimora e chiaramente, dopo un messaggio del genere, hanno scatenato moltissime polemiche, soprattutto perché in questo modo alcune persone si sentono ancora più libere di trasgredire con gli eccessi alimentari e non solo.

Siccome questa notizia risaliva a due anni fa e i due scienziati volevano portare delle prove a conferma delle loro ipotesi, è di questi giorni l’uscita, sempre sullo Science, di un nuovo articolo, in cui vengono esplicati tutti i dati che hanno raccolto in questi anni di studi.

I tumori si formano dalla mutazione del DNA

Secondo i dati del dottor Tomasetti e del dottor Vogelstein, 2/3 delle mutazioni del DNA dipendono “semplicemente” dalla casualità con cui una cellula muta il proprio DNA, nel momento in cui si divide e replica lo doppia elica. La cosa sconcertante è che queste mutazioni impazzite accadrebbero anche se si vivesse su un altro mondo, senza i raggi del sole, senza smog, alimentandosi solo di cose sane. Non avremmo comunque scampo.

Quello che i due scienziati vogliono chiarire però, è che anche se nel 66% dei casi è il fato a decidere chi si debba ammalare di cancro, questo non vuol dire che la prevenzione vada evitata. Infatti, ben il 42% dei casi tumorali potrebbe essere evitato conducendo uno stile di vita corretto ed effettuando check up periodici. Seguendo la prevenzione, almeno 400 persone al giorno, in Italia, scanserebbero la malattia.

Il dottor Tomasetti, che vive da 15 anni negli Usa, ha spiegato che tra le ragioni che si crede possano scatenare il cancro ci sono gli stili di vita errati ed eccessivi, l’ereditarietà, le condizioni ambientali. Durante la sua ricerca, per capire il peso di ogni elemento, ha dovuto scremare dalla lista i fattori legati al caso, pensando fossero un dettaglio marginale. Invece, procedendo con la ricerca, il dottor Tomasetti e il suo staff si sono resi conto che il caso era alla base delle mutazioni del DNA e quindi una causa vera e propria del cancro.

La divisione delle cellule è sempre rischiosa

Il DNA copiato, al momento della divisione cellulare, si presenta sempre con degli errori, da 3 a 6. Ad 80 anni, una cellula riesce a dividersi fino a 5 mila volte, quindi il rischio di errore è altissimo. Non c’è una regola su dove possa accadere, può avvenire in qualsiasi tratto della doppia elica. La maggior parte delle volte non porta rischi, ma se a essere toccato è il gene che scatena il cancro e vanno via via ad accumularsi uno sopra l’altro, la malattia è in agguato.

Per fare un esempio, l’epitelio che ricopre il colon si rinnova ogni 4 giorni, completamente, stessa cosa per la pelle. Anche le cellule del seno si replicano molto frequentemente ed è per questo che i tumori in queste parti del corpo sono i più diffusi. I neuroni del cervello, invece, non si dividono quasi mai e, infatti, i tumori al cervello sono meno frequenti.

I fattori casuali, quindi, si aggiungono a quelli ambientali e allo stile di vita scorretto. Se un non fumatore contrae un tumore, in lui si troveranno 100 mutazioni genetiche; se invece è un fumatore, le mutazioni saranno 300. Questo non vuol dire per certo che il fumo causi il tumore; potrebbe essere che tra le 100 mutazioni genetiche del non fumatore ci sia una soltanto che promuove il cancro. Il fumo però aumenta il rischio, aumentando le mutazioni.

I due ricercatori, coadiuvati dalla loro equipe, hanno studiato, in 69 Paesi mondiali, 32 tipi di tumore e sono arrivati alla conclusione che il 66% delle mutazioni genetiche sono dovute al caso, il 29% sono dovute allo stile di vita eccessivo e il 5% all’ereditarietà.

Le mutazioni del DNA portano all’evoluzione

I tumori, alla fine, sono solo l’evoluzione delle alterazioni del DNA. Il fatto che non si possa controllare pienamente l’insorgere di una malattia tumorale provoca molto sconcerto. Questo però non ha limitato i due scienziati dal pubblicare uno studio così importante.

Molte persone hanno risposto a questa notizia scrivendo delle lettere ai due scienziati, soprattutto i genitori di bambini morti prematuramente a causa di tumori. Il loro timore era quello che i figli si fossero ammalati per fattori ereditari o perché avevano fatto vivere loro un’esistenza scorretta. Dopo questa notizia, si sono sentiti sollevati dal senso di colpa che li attanagliava.

La speranza dei due ricercatori è riposta nella biopsia liquida, ovvero rintracciare gli errori del DNA tramite un semplice prelievo ematico, in modo da scoprire il tumore agli esordi.

Ora che siamo al corrente di questi dati, non dobbiamo abbandonare la prevenzione e un modo di condurre la vita correttamente, fatto di sana alimentazione, limitando gli eccessi, svolgendo attività fisica.

 

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