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Coronavirus e previsioni matematiche: quando ne usciremo?

Ultimo aggiornamento – 19 Marzo, 2020

Coronavirus andamento

Intervista al dr. Giovanni Sebastiani, Primo Ricercatore Cnr-Iac - Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche.


Parliamo di previsioni sull'andamento del Coronavirus in Italia e lo facciamo con la massima scientificità. Abbiamo, infatti, intervistato il dr. Sebastiani, del Cnr - Iac che, in collaborazione con Marco Massa dell'Imperial College di Londra, sta analizzando su base giornaliera l’evolversi della diffusione dell'epidemia di COVID-19.

Quali sono i fattori chiave che possono portare - secondo i modelli matematici - a fare previsioni sull'evolversi della patologia? Su cosa si basano, dunque, le vostre previsioni sulla diffusione?

La strategia adottata prevede lo studio del fenomeno di diffusione del contagio attraverso modelli e metodi matematici e statistici di diverso tipo.

Il primo approccio utilizza modelli parametrici, in particolare, quello geometrico e quello logistico, che caratterizzano tipicamente l’evoluzione delle epidemie. In alternativa, è stato considerato un modello matematico a “compartimenti”, usualmente utilizzato in epidemiologia. Alle tradizionali categorie, i “suscettibili” di essere infettati, gli infetti, i guariti e i deceduti, si affianca ora quella dei ''portatori sani'', non rilevabili dai dati, ma ben presenti sul territorio.     

Cosa ci "dicono" i tassi di crescita? 

L'analisi a livello regionale dei dati disponibili al 17 marzo rivela che per tutte le Regioni, a esclusione del Piemonte, dell'Abruzzo, della Calabria e della Puglia, siamo in una fase di piccola, ma progressiva diminuzione nel tempo del tasso (= velocità) con cui cresce il numero totale di contagiati osservati. 

Ci sono differenze quantitative tra le Regioni circa questa riduzione. Il tasso di crescita diminuisce anche per le sei province più colpite della Lombardia: Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Milano e Pavia. 

Questa diminuzione supporta l'ipotesi dell'efficacia delle misure di restrizione della mobilità individuale attuate dal Governo per ridurre il rischio di contagio. Nel Piemonte e in Abruzzo, invece, siamo ancora in una fase in cui il tasso di crescita aumenta nel tempo. 

Per la Sicilia il tasso di crescita è al momento praticamente costante. Infine, per la Puglia ad oggi non possiamo dire niente a causa di un errore nei dati ufficiali relativi al giorno 16 Marzo. 

Penso che l'analisi dei dati aggiornati ad oggi 18 Marzo ci permetterà di dire qualcosa anche per la Puglia.

Quando ci sarà - secondo i dati analizzati - una stabilizzazione dei contagi? Quando un decrescere?

Analizzando i dati disponibili finora secondo il primo approccio, si stima che la stabilizzazione della frazione dei contagiati si avrà in un intervallo compreso tra il 25 marzo e il 15 aprile

Queste stime – va evidenziato - sono soggette a grande incertezza a causa di vari fattori, primo fra tutti il fatto che siamo solo da poco entrati nella fase di diminuzione del tasso di crescita, e vanno ricalibrate di continuo a seconda dei dati disponibili e dei cambiamenti nei comportamenti individuali, a seguito dei decreti governativi.

Il contagio si protrarrà sino ad aprile inoltrato, dunque potrebbero risultare opportune delle modifiche nei Decreti? 

Penso che l'evolvere della situazione nei prossimi sette giorni ci permetterà di rispondere a questa domanda.

C'e' poi un'altra questione rilevante su cosa succederà dopo che il tasso di crescita avrà raggiunto valori molto piccoli. 

In quel caso, l'evoluzione dell'epidemia una volta rimosse le limitazioni sulla mobilità dipenderà dal valore della frazione dei portatori sani presenti nella popolazione. Se questa frazione non sarà trascurabile,  in assenza di limitazioni sulla mobilità o di una "cura", l'epidemia riprenderà ad espandersi di nuovo. Ritengo quindi importanti iniziative come quella attuata della regione Veneto sull'esecuzione di test sugli asintomatici.

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