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Gambe e piedi gonfi e pesanti: quando sono sintomi di linfedema?

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

linfedema: la cause e i sintomi
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Ci sono sintomi che non dovrebbero mai essere trascurati; il nostro corpo, infatti, lancia costantemente dei segnali, che siano essi positivi o legati a un qualche disturbo.

In particolare, oggi parliamo di quel fastidioso e, ahimè, molto frequente, senso di gonfiore e pesantezza a gambe e caviglie.

Spesso, tale condizione è trascurata. Chi non ha mai avvertito ciò che comunemente definiamo ritenzione idrica, facendo magari fatica a indossare dei jeans o a calzare le scarpe? Molte possono essere le ragioni da ricondurre al gonfiore, soprattutto quando lo si avverte in maniera passeggera; ed ecco il riconcorrersi di ipotesi, non sempre valide: il caldo, un’alimentazione poco equilibrata, la sedentarietà.

C’è da dire, invece, che quando la pesantezza si ripropone nel tempo, non è il caso di trovare scuse: è bene parlarne al proprio medico, per capire insieme qual è la causa esatta.

E se si trattasse di un disturbo alla circolazione linfatica?

In primis, cerchiamo di capire di cosa si tratta. Esiste, infatti, una circolazione venosa di cui più spesso ci preoccupiamo per i segni evidenti di un suo malfunzionamento (“capillari rotti”, varici) e una circolazione meno nota, lenta, che scorre all’interno di vasi sottilissimi del nostro corpo: la circolazione linfatica.

Questi piccoli vasi consentono ai fluidi contenuti negli spazi tra le cellule dopo gli scambi tissutali, di risalire verso la circolazione venosa. Nel loro tragitto, i fluidi incontrano i linfonodi, vere e proprie stazioni di controllo, dove i linfociti, ovvero i globuli bianchi, necessari per il corretto funzionamento del sistema immunitario, agiscono combattendo i germi pericolosi per la salute.

Quando il meccanismo si danneggia…

Si potrebbe pensare a una sorta di meccanismo perfetto. Eppure, a volte, insorgono dei problemi:

  • quando il sistema venoso non funziona correttamente si parla di insufficienza venosa;
  • quando la circolazione linfatica delle gambe presenta delle anomalie, i liquidi non vengono più drenati correttamente, iniziando così ad accumularsi sino a determinare il linfedema;
  • quando entrambi i sistemi di drenaggio non funzionano correttamente, si può manifestare il flebolinfedema.

I liquidi non drenati, col tempo, tendono ad assumere una consistenza quasi gelatinosa, per via delle proteine presenti al loro interno. Aumentando la solidità, man mano, peggiora anche l’ossigenazione dei tessuti, con conseguenti arrossamenti, eczemi, dermatiti e ulcere.

Quali sono, quindi, i sintomi a cui prestare attenzione?

I primi sintomi si avvertono, solitamente, nella stagione estiva, quando il caldo è più intenso, o quando si è costretti in piedi o seduti per molte ore. Ed ecco che ci si lamenta di pesantezza alle gambe e gonfiori alle caviglie, che tendono a migliorare col riposo. Se il quadro, però, si fa più grave, le gambe tendono a restare gonfie, costringendo il paziente a una visita specialistica angiologica.

Durante la visita verrà valutato lo stato di salute delle gambe, avvalendosi di indagini strumentali, quali l’Eco-Color-Doppler, per lo studio del circolo venoso, e semplici manovre fisiche, quali ad esempio la compressione con le dita a livello della caviglia o della gamba per verificare la presenza di edema, rivelata dalla persistenza di una fossetta, dopo la compressione, detta fovea: ciò permetterà di distinguere quale sistema di drenaggio sia prevalentemente interessato.

Cosa fare in caso di linfedema?

Per prima cosa, migliorare il proprio stile di vita (evitare di restare in piedi o seduti per molte ore, svolgere regolare attività fisica, evitare il sovrappeso, stop a fumo di sigaretta) e utilizzare abitualmente calze elastiche, che facilitano la propulsione dei liquidi dalla caviglia verso l’alto: è importante che lo specialista indichi il corretto grado di compressione delle calze.

Anche la fisioterapia può essere d’aiuto: in particolare il drenaggio manuale linfatico, attraverso un massaggio di compressione manuale a partire dalle estremità per far sì che la linfa venga riassorbita.

In alternativa, possono essere usati dei dispositivi di compressione meccanica (pressoterapia), che esercitano un massaggio propulsivo a partire dalle estremità per favorisce il drenaggio dei liquidi.

Ovviamente, per ottenere dei risultati, un elemento chiave è la costanza sia per quanto riguarda lo stile di vita sia per quanto riguarda le terapie: può essere necessario eseguire i trattamenti anche 5 volte a settimana.

Possono inoltre risultare utili trattamenti farmacologici che lo specialista potrà indicare di volta in volta.

Quali sport prediligere?

Per almeno mezz’ora al giorno, l’ideale è praticare attività aerobiche, come camminata veloce e Nordic Walking.

Anche gli esercizi in acqua possono essere utili, favorendo il passaggio della linfa nel vaso linfatico.

Perché dunque non provare? La sensazione di leggerezza vi darà la spinta verso la direzione giusta: quella della salute!

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