Ferro: ok, ma concentrazioni elevate aumentano il rischio di ictus

Redazione

Ultimo aggiornamento – 14 Aprile, 2020

Ferro e rischio di ictus

Il ferro? Davvero prezioso per il nostro organismo. Quando presente in buone concentrazione rappresenta uno scudo di difesa per il cuore.

Se in eccesso, però, può aumentare il rischio di ictus e infezioni batteriche della pelle. A determinarlo, un team di ricerca internazionale guidato dall’Imperial College di Londra, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina del Royal Free Hospital, del Dipartimento di Patologia dell’Università della California e del Bordeaux Population Health Research Center.

La ricerca, questione di geni

Gli scienziati, guidati dal dr. Dipender Gill, docente del Dipartimento di Epidemiologia e Biostatistica presso la Scuola di Salute Pubblica dell’ateneo britannico, sono giunti a queste conclusioni – poi pubblicati sulla rivista Journal of American Heart Association – dopo aver analizzato i dati genetici di circa 500mila persone, rilevando le associazioni tra concentrazioni di ferro e rischio di ben 900 malattie.

In particolare, il team si è concentrato sulle varianti genetiche che presentano naturalmente livelli elevati di ferro. Ciò, dunque, significa che lo studio non è stato orientato sull’analisi dei consumi di ferro sotto forma di integratori.

Quindi, cosa è emerso? Sembrerebbe che le persone con concentrazioni equilibrate di ferro presentavano un rischio inferiore di sviluppare disturbi come il colesterolo alto e l’aterosclerosi, condizione patologica correlata ad alterazioni della parete delle arterie, causate dall’accumulo di calcio, colesterolo, cellule infiammatorie e materiale fibrotico. Due patologie che, come sappiamo, sono associate a un maggior rischi di infarto del miocardio, ictus e svariate patologie cardiovascolari.

Chi aveva troppo ferro in circolo, invece? In tal caso, invece sembra sia emerso un un rischio maggiore di formazione di coaguli nel sangue legato a un flusso sanguigno più lento, che a sua volta aumenta le probabilità di sviluppare ictus e trombosi venosa profonda. Non solo il cuore è implicato, anche il derma: il team ha infatti evidenziato un legame tra eccesso di ferro e rischio di infezioni batteriche della pelle.

L’importante di mantenere il ferro nelle giuste concentrazioni

Il ferro è un minerale fondamentale per l’organismo ed è essenziale per trasportare l’ossigeno, tuttavia, è necessario ottenere la giusta quantità di ferro per l’organismo: troppo poco può portare all’anemia, ma troppo può portare a una serie di problemi, tra cui il danno epatico” – ha dichiarato l’autore dello studio.

Ovviamente, come indicato dallo stesso team di ricerca, gli studi si sono focalizzati sulle varianti genetiche predisposte ad avere livelli di ferro più elevati. Insomma, prima di sospendere o intraprendere terapie a base di integratori di ferro, è decisamente consigliato consultare il proprio medico curante. Il fai-da-te, in questo caso, non è da prendere in considerazione!

Redazione
Scritto da Redazione

La redazione di Pazienti.it crea contenuti volti a intercettare e approfondire tutte le tematiche riguardanti la salute e il benessere psificofisico umano e animale. Realizza news e articoli di attualità, interviste agli esperti, suggerimenti e spunti accuratamente redatti e raccolti all'interno di categorie specifiche, per chi vuole ricercare e prendersi cura del proprio benessere.

a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Redazione
Redazione
in Salute

1786 articoli pubblicati

a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
Contenuti correlati