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Il mito dei grassi saturi che ostruiscono le arterie

Ultimo aggiornamento – 23 maggio, 2017

grassi saturi e arterie ostruite: cosa c'è da sapere

Tra la comunità medica e l’opinione pubblica circola la convinzione secondo la quale una dieta ricca di grassi saturi ostruirebbe le arterie, provocando le malattie coronariche.

Secondo un nuovo editoriale, pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, questa nozione è “semplicemente errata“. Infatti, la responsabilità delle vene ostruite è da imputare a una combinazione di tre elementi fondamentali:

  1. dieta errata
  2. mancanza di esercizio fisico
  3. stress

La ricerca dai mille volti

È importante sottolineare che le ricerche che si pongono in modo controcorrente rispetto alle verità ritenute assolute sono supportate da tantissimi anni di studio e di analisi dei dati.

La presente ricerca è frutto di una collaborazione tra un team di cardiologi, compresi il dottor Aseem Malhotra, del Lister Hospital a Stevenage, nel Regno Unito, la professoressa Rita Redberg, della University of California-San Francisco School of Medicine e l’editore della JAMA Internal Medicine. Inoltre, ha collaborato alla ricerca anche Pascal Meier, docente alla University Hospital Geneva, in Svizzera e anche a Londra, editore della BMJ Open Heart.

Grassi saturi e malattie cardiache: qual è il legame?

Il team citato, per portare avanti la ricerca, ha evidenziato la mancanza di un collegamento diretto tra il consumo di grassi saturi e l’aumento del rischio di sviluppare patologie cardiache, per supportare la propria tesi contro la mera responsabilità dei grassi saturi che ostruiscono le arterie.

Secondo gli autori, è il momento di modificare il messaggio per la salute pubblica nell’ambito della prevenzione e del trattamento delle malattie coronariche, dalla misurazione dei livelli di lipidi sierici e la riduzione dei grassi saturi nella dieta, all’importanza di mangiare del “cibo vero“, facendo attività fisica regolarmente e riducendo lo stress.

Secondo Malhotra, Redberg e Meier, l’attuale approccio al controllo delle malattie cardiache, sulla falsa riga idraulica, nel senso che si vorrebbe migliorare la salute “eliminando l’ostruzione dei tubi“, è stata invalidata da un serie di test clinici. Infatti, i trial eseguiti in questo ambito hanno evidenziato che l’inserimento di uno stent per allargare le arterie bloccate non riduce da solo il rischio di attacco cardiaco o decesso.

Il messaggio sbagliato: la verità sui grassi saturi

I ricercatori hanno inoltre aggiunto che l’enfasi sull’importanza di abbassare il colesterolo nel plasma e di favorire una dieta povera di grassi saturi è stata male interpretata. Questa convinzione erronea che si è venuta a creare nell’arco di decenni è frutto della pubblicazione dei dati in modo selettivo e limitato.

Le coronaropatie sono il tipo più diffuso tra le malattie cardiache e una delle principali cause di morte.

Come si riduce il rischio delle malattie coronariche?

Il metodo più preciso per prevenire il rischio di malattie cardiache è caratterizzato dal rapporto tra colesterolo totale (TC) e colesterolo lipoproteico ad alta densità (HDL) e non nelle lipoproteine a bassa densità.

Secondo gli esperti, i cambiamenti nell’alimentazione, come la sostituzione dei carboidrati raffinati con dei cibi ad alto contenuto di grassi salutari, quali olio d’oliva e noccioline, possono ridurre in maniera significativa il rapporto tra TC e HDL. Infatti, la patologia infiammatoria cronica risponde in modo positivo alla dieta mediterranea, ricca di sostanze antiinfiammatorie, comunemente presenti in olio extravergine di oliva, verdura, pesce azzurro e noccioline.

L’attività fisica è più che importante per la salute del cuore

L’esercizio fisico ha un ruolo essenziale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e può aumentare l’aspettativa di vita da 3,4 a 4,5 anni. È stato dimostrato, infatti, che dedicare solo 30 minuti al giorno all’attività di moderata intensità, almeno tre volte a settimana, fa una bella differenza nei fattori di rischio degli adulti inattivi.

Inoltre, i ricercatori hanno evidenziato che una regolare camminata veloce può essere estremamente efficace nella prevenzione delle malattie coronariche, rispetto alla corsa.

Abbassare lo stress

Infine, lo stress cronico è un fattore di rischio per le patologie coronariche che non deve essere sottovalutato. Secondo il team, lo stress spinge il meccanismo di risposta infiammatoria del corpo a restare sempre in uno stato di allerta. Le ricerche hanno dimostrato che lo stress ambientale, come i traumi infantili, può ridurre l’aspettativa di vita fino a 20 anni.

Non solo grassi

Gli autori della ricerca hanno quindi concluso la loro pubblicazione affermando che la combinazione dell’approccio a uno stile di vita corredato di dieta sana, movimento regolare e riduzione dello stress migliora la qualità della vita, riduce le malattie cardiovascolari e la mortalità generale.

Infine, i ricercatori hanno aggiunto che passare 22 minuti al giorno camminando e prediligere un’alimentazione sana aiuterebbe a prevenire le coronaropatie. Tuttavia, gli esperti hanno affermato: “non esiste un modello economico o di mercato per favorire la diffusione di questo intervento semplice ma potente“.

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