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Insonnia, apnea notturna e sonnolenza: i rischi del lavoro a turni

Ultimo aggiornamento – 27 luglio, 2016

Sonnolenza, insonnia, apnee notturne: un rischio al lavoro
Indice

Lavorare di notte è faticoso e, in alcuni casi, può rappresentare un fattore di rischio per i disturbi del sonno. Quando la sveglia suona e si è già in piedi, dopo un’intera nottata di lavoro, non è affatto semplice recuperare le ore di sonno perse e ritrovare la giusta energia per affrontare la giornata.

Il lavoro notturno, infatti, pur non continuo e prevedendo nella maggior parte dei casi dei turni, altera a lungo andare il ritmo circadiano, provocando danni al normale ciclo sonno e veglia; inoltre, dormire di giorno, per recuperare il sonno notturno non è quasi mai un’esperienza soddisfacente: di giorno, la luce contribuisce ad attivare le attività cerebrali diurne, peggiorando così la qualità del dormire.

Quali sono i rischi di un sonno alterato?

Secondo alcuni studi, condotti presso il Centro di cronobiologia dell’Università di Surrey in Gran Bretagna, alterare il naturale equilibrio del sonno con turni di lavoro notturno può compromettere rapidamente l’attività ormonale e il metabolismo, causando evidenti rischi per la salute e aumentando il pericolo d’insorgenza di:

Come si spiega tutto ciò? In chi lavora su turni, si registra un’anomala attività del cortisolo, l’ormone dello stress, che può generare sbalzi del tono dell’umore, una diminuzione dei livelli di produttività e dell’attenzione e la modifica delle abitudini alimentari.

In particolare, stressanti ritmi lavorativi (a maggior ragione se notturni) possono rappresentare il fattore scatenante di disordini dell’umore, con stati d’ansia e nevrosi e, inoltre, l’alterazione dei ritmi sonno/veglia aumenta la possibilità che si verifichino infortuni, abbassando la soglia di attenzione e aumentando gli errori di produzione a causa della sonnolenza.

Cancro: un possibile legame con i disturbi del sonno?

Nel 2010, l’International Agency for Research on Cancer (IARC), sulla base di dati sperimentali ed epidemiologici, ha ulteriormente classificato il lavoro a turni come motivo di disturbo dei ritmi circadiani e un grave fattore di rischio per il cancro: a conferma di questa ipotesi, uno studio francese, pubblicato sull’International Journal of Cancer, dimostra come la percentuale di insorgenza del tumore al seno aumenti di circa il 30 per cento nelle donne che lavorano con turni di notte.

Lavoro a turni: come migliorare la qualità del sonno?

Le due pratiche più comuni e di facile applicazione per migliorare i disturbi legati al sonno consistono nella cosiddetta “igiene del sonno” e nel rilassamento.

I fattori esterni possono giocare un ruolo importante e peggiorare la qualità del sonno; l’educazione all’igiene del sonno insegna, dunque, a riconoscerli e minimizzarne gli effetti. Per “igiene del sonno” s’intende l’insieme di pratiche messe in atto da chi lavora su turni per eliminare alcuni fattori ambientali e comportamentali che interferiscono con il sonno e per migliorare la qualità dello stesso.

Questi fattori possono essere “endogeni”, ovvero relativi allo stile di vita, ed “esogeni”, cioè relativi all’ambiente nel quale ci si trova, in questo caso abitualmente la camera da letto.

Se si “soffre” del disturbo del sonno legato ai turni, bisogna per prima cosa seguire alcune semplici regole, come:

  • Evitare i rumori: spegnere il cellulare e usare i tappi per le orecchie.
  • Limitare la luce: chiudere finestre, tende e utilizzare eventualmente una mascherina sugli occhi.
  • Rispettare orari fissi: a seconda del turno, andare a letto e alzarsi sempre alla stessa ora. Non coricarsi subito dopo l’uscita da lavoro, ma prendersi del tempo per “staccare” dai ritmi frenetici e adrenalinici.
  • Metodi per addormentarsi: evitare l’assunzione di farmaci sedativi soprattutto perché creano dipendenza e, invece, prediligere tecniche di rilassamento naturali o integratori a base di melatonina.

Se state già seguendo questi consigli, fateci sapere i risultati raggiunti e ricordatevi: dormire bene vuol dire vivere bene e mantenersi in salute più a lungo.

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