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Insufficienza venosa: come diagnosticarla

Ultimo aggiornamento – 04 luglio, 2016

Insufficienza venosa
Indice

Quando il flusso del sangue non riesce a scorrere in un modo adeguato questo tende a ristagnare. Chi soffre di vene varicose e ha problemi legati al formarsi di coaguli (trombosi venosa profonda) conosce bene l’insufficienza venosa, che si origina proprio da questi due disturbi.

Non è però necessario preoccuparsi in modo eccessivo, se si è affetti da problemi venosi perché ci sono delle cure per poterne migliorarne lo stato, attraverso farmaci, ma anche più semplicemente usando delle calze a compressione. La chirurgia è, infatti, l’ultima spiaggia e si usa soltanto nei casi più gravi in cui non si siano avuti risultati di nessun tipo, usando tecniche non invasive.

Ma che cosa si intende con il termine insufficienza venosa?

Tutti sappiamo come le vene siano quei canali che trasportano il sangue di nuovo verso il cuore, quando questo era stato inviato tramite le arterie alle varie parti del corpo. Quando si hanno dei problemi che non permettono alle vene di portare il sangue, dalle zone periferiche del corpo di nuovo verso il cuore, si parla di insufficienza venosa.

Il sangue va così a ristagnare e a far gonfiare gli arti. Se siete una categoria a rischio, che presenta una storia familiare dove ricorre questo disturbo, soffrire di problemi di coagulazione e di vene varicose è bene mantenere uno stile di vita sano, che permetta di tenere alla larga l’insorgere di questa patologia. Se vi state chiedendo come possa anche un piccolo coagulo andare a provocare l’insufficienza venosa la risposta è semplice.

Il sangue si va ad accumulare al di sotto del coagulo stesso e non riesce più a circolare. Nel caso di vene varicose, sono le valvole, mancanti o danneggiate, che provocano un reflusso sanguigno. Talvolta, l’insufficienza venosa è originata da un’eccessiva debolezza muscolare a seguito di un infortunio o un trauma.

Altre cause sono:

Le persone maggiormente soggette al rischio del presentarsi di insufficienza venosa sono gli uomini, tra i 70 e i 79 anni, e le donne tra i 40 ed i 49 anni di età.

Per capire se i disturbi che vi hanno colpito possono essere ricondotti a questa patologia è necessario conoscere con quali sintomi essa si presenta. Quello più evidente è un gonfiore, noto anche come edema, che si presenta in corrispondenza di gambe e caviglie.

Questo è accompagnato da dolore che migliora soltanto alzando le gambe e diventa invece più forte se si sta fermi. Il dolore si presenta sotto forma di crampi o in modo palpitante e con una sensazione di pesantezza alle gambe. Gli arti inferiori sono deboli e spesso danno prurito; i polpacci hanno una sensazione di oppressione. La pelle cambia colore, specialmente attorno alle caviglie e diventa più spessa. Possono comparire delle ulcere.

La diagnosi di insufficienza venosa

Adesso che sappiamo di più sull’insufficienza venosa, sulle sue cause e sui suoi sintomi, è arrivato il momento di capire come il medico possa darci conferma del fatto che sia proprio questa la patologia che ci fa stare così male.

Dopo un esame fisico e qualche domanda circa la storia familiare, il medico potrà decidere di sottoporci a qualche test. I più utilizzati per la diagnosi di insufficienza venosa sono la venografia e l’ecografia doppler. La prima viene fatta utilizzando un liquido di contrasto iniettato per via endovenosa. Questo fa diventare i vasi sanguigni opachi nell’immagine a raggi X, cosa che permette al medico di poterli visualizzare meglio.

Il doppler può invece essere utilizzato per testare la velocità e la direzione del flusso sanguigno nelle vene. Il tecnico, dopo aver spalmato un po’ di gel sulla parte da analizzare, userà un trasduttore a onde sonore, che verrà messo a contatto con la pelle. Le onde sonore rimbalzeranno indietro è produrranno sullo schermo del pc delle immagini del flusso sanguigno.

Se la risposta a questi test sarà positiva consultate il medico su quale sia il percorso di cura più corretto da seguire.

 

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