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Colesterolo alto? Ci sono importanti novità per tenerlo sotto controllo

Ultimo aggiornamento – 23 novembre, 2017

Colesterolo alto: ecco la molecola che lo abbassa
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Colesterolo alto? Un vero tormento per chi ne soffre. Eppure da oltreoceano arrivano buone notizie. Un gruppo di scienziati della Harvard T. H. Chan School of Public Health di Boston ha infatti scoperto un sensore cellulare del colesterolo capace di tenerne a bada le concentrazioni. E se gli studi dovessero proseguire in questa direzione, è assolutamente probabile che questo sensore divenga un nuovo bersaglio terapeutico per tutti i disturbi del metabolismo che portano a un aumento del colesterolo. Vediamo di cosa si tratta.

Quella molecola per abbassare il colesterolo

La recente scoperta è stata resa nota sulla rivista scientifica Cell e, in pochi giorni, ha fatto letteralmente il giro del mondo.

Ma partiamo da principio. Era già noto da tempo, infatti, che il colesterolo – un molecola lipidica – resta sempre in un delicato equilibrio all’interno delle cellule per evitare qualsivoglia carenza o eccesso, senza incorrere dunque nel pericolo di danneggiare gli organi stessi. Negli anni sono stati poi scoperti dei «sensori della carenza di colesterolo» che, promuovendo la promozione di questo grasso, cercano di sopperire alla sua mancanza.

Oggi, da Harward, arriva però una nuova scoperta. Gli esperti, infatti, hanno provato l’esistenza di un «sensore degli eccessi di colesterolo cellulare»: parliamo della molecola Nrf1 che, bersagliando il colesterolo cattivo in eccesso, ne favorisce la sua degradazione. In particolare, gli scienziati hanno potuto osservare che se vi è un malfunzionamento della molecola Nrf1, il fegato dei topolini – sui quali sono stati effettuati gli esperimenti – si allarga a dismisura, per poi riempirsi di colesterolo.

Il risultato lascia ben sperare: per abbassare il colesterolo vi saranno nuovi e innovativi metodi. Gli stessi ricercatori si sono dichiarati entusiasti per tutte le evidenze che ne sono emerse: Nrf1, infatti, potrebbe rappresentare il nuovo bersaglio di terapie innovative messe a punto per tutti quei disturbi caratterizzati da alterazioni della concentrazione di colesterolo. Nell’attesa di poter affermare con certezza che questa via sia davvero percorribile, è bene ribadire l’importanza del monitorare costantemente i valori del colesterolo nel sangue. Attenzione, però. Le regole si fanno sempre più stringenti.

I valori del colesterolo: nuove regole sempre più stringenti

Su quale sia il livello corretto di colesterolo si discute da molti anni. Quello “cattivo” (Ldl) – secondo le ultime novità – deve essere sempre più basso di 100 mg/dl o di 70 mg/dl per le persone ad alto rischio, contrariamente a quanto stabilito l’anno scorso dalla Società Europea di Cardiologia che aveva raccomandato di stare sotto i 100 mg/dl solo per soggetti ad alto rischio.

La comunicazione ufficiale è arrivata il mese scorso dal dr. Alberico Catapano, professore ordinario all’università di Milano, in occasione del Congresso regionale lombardo della Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi.

«Contrariamente a quanto si credeva fino ad oggi – ha spiegato Catapano – il colesterolo Ldl deve essere portato a livelli veramente bassi, soprattutto per chi ha un rischio cardiovascolare elevato: scendere a valori sotto i 50mg/dl porta a benefici cardiovascolari ulteriori senza alcun effetto avverso identificabile». La conferma non sta solo nelle parole di Catapano. Uno studio realizzato tra il 2013 e il 2015 su oltre 25mila soggetti e pubblicato su Lancet a fine agosto 2017 funge da controprova a queste nuove regole di salute che in molti considerano eccessivamente restringenti.

Ma non si tratta dell’unica novità: per quanto riguarda il colesterolo buono (Hdl), sembra non essere così necessario aumentarlo. L’Hdl è infatti un indicatore neutro e un suo valore alto non comporta nessun tipo di beneficio.

Insomma, le novità sono tante ma la regola rimane sempre la stessa: monitorate il vostro livello di colesterolo, per scongiurare qualsiasi disturbo metabolico.

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