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Le cause e le conseguenze dell’ipospadia

Redazione

Ultimo aggiornamento – 09 Agosto, 2022

Ipospadia: Cause e Conseguenze

L’ipospadia è un disturbo che interessa il sesso maschile

Si tratta, infatti, di una malformazione congenita dei genitali esterni, che provoca una anomalia nello sviluppo dell’uretra (cioè dell’organo deputato al trasporto dell’urina) e alterazioni del prepuzio e della piega uretrale.

Nonostante si tratti di una condizione rara, l’ipospadia rientra tra le malformazioni congenite del pene più comuni, e può essere di diversi tipi e dipendere da fattori vari.

Vediamo, dunque, quali sono le cause dell’ipospadia e in cosa consiste il trattamento.

Quali sono le cause di questa malformazione del pene?

Non è facile individuare le cause dell’ipospadia, infatti le ricerche sono ancora in corso. 

L’elemento distintivo della ipospadia è la posizione anomala del meato uretrale (ovvero l'orefizio dell'uretra che consente il passaggio verso l'esterno di sperma e urina) che può essere di diversi gradi e che non si presenta nella fisiologica posizione apicale e glandulare.

Tuttavia, uno studio pubblicato sul National Center for Biotechnology Information sottolinea che i fattori scatenanti di questa malformazione del pene possano essere ricondotti a:

  • Cause endocrine
  • Cause ambientali
  • Cause genetiche

In ogni caso, la causa principale dell’ipospadia sembra essere congenita, iniziandosi a sviluppare già durante la gravidanza, soprattutto in caso di età avanzata della madre o in seguito al contatto con sostanze nocive.

I tipi di ipospadia 

In generale, come riportato anche nella ricerca soprammenzionata, si tende a distinguere l’ipospadia in 3 tipi, in base al posizionamento del meato uretrale:

  1. Ipospadia distale: chiamata anche ipospadia anteriore, comprende l’ipospadia ghiandolare e subcoronale, ed è caratterizzata dall’apertura dell’uretra vicino alla punta del pene.
  2. Ipospadia media: l’uretra si apre lungo l’asta del pene.
  3. Ipospadia posteriore: è la forma più grave e comprende anche l’ipospadia peno-scrotale, scrotale e perinatale, contraddistinta da un pene visibilmente ricurvo e dalla presenza del meato uretrale in queste aree.

Nelle forme lievi di ipospadia, la malformazione può non compromettere le funzionalità del meato uretrale e quindi il flusso urinario, cosa che invece succede nelle fase più gravi. 

Più del 50% dei neonati viene colpito dall’ipospadia distale.

Quando è necessario l'intervento chirurgico?

Attualmente, la diagnosi di ipospadia viene fatta in età pediatrica, già dalla nascita, nelle prime settimane di vita, costituendosi come uno screening di routine.

É necessario individuare il tipo di ipospadia e il grado della malformazione, che può essere più o meno lieve; in ogni caso, cioè che si osserva è la presenza dell’uretra in una posizione diversa, dunque è richiesto l’intervento del chirurgo pediatrico.

Per correggere l’ipospadia si può ricorrere all’intervento chirurgico già nell’età infantile, tra i 6 e i 18 mesi, poiché il neonato è in grado di percepire lo stress e l’anestesia in maniera più contenuta, e per evitare ulteriori complicanze. Inoltre, generalmente è sconsigliato associare questa operazione alla circoncisione, poiché potrebbe essere controindicata.

L’intervento chirurgico mira a:

  • ripristinare la posizione del pene, in modo tale che sia dritto;
  • correggere la posizione dell’uretra;
  • ricostruire il prepuzio,
  • recuperare la funzionalità del pene, sia dal punto di vista dell'orinazione che della sessualità, poiché la curvatura e la posizione dell’uretra possono incidere anche sulla capacità di minzione, erezione ed eiaculazione (con possibili conseguenze sulla fertilità).

Generalmente, il bambino può essere dimesso nell’arco di 24 ore dopo l’intervento chirurgico grazie alle continue evoluzioni delle tecniche di intervento. Le possibili complicazioni potrebbero prevedere: sanguinanti, fistole, diverticoli e stenosi del meato.

Per tutti questi motivi, è sempre necessario rivolgersi allo specialista in chirurgia e urologia pediatrica ed effettuare controlli periodici dopo l'operazione.

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a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
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