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Morbo di Crohn: un nuovo esame del sangue per la diagnosi

Ultimo aggiornamento – 29 aprile, 2021

morbo di crohn: diagnosticarlo con un esame del sangue
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La malattia di Crohn, conosciuta anche come morbo di Crohn, è un’infiammazione cronica dell’intestino, che può colpire tutto il tratto gastrointestinale, dalla bocca all’ano. In circa il 90% dei casi, però, la malattia colpisce l’ultima parte dell’intestino tenue (ileo) e il colon.

È sempre stato difficile diagnosticare questa malattia, ma oggi sembra che sia in arrivo un nuovo test del sangue in grado di fornire una diagnosi più veloce e più precisa.

Prima di parlarne, però, conosciamo meglio questa patologia.

I sintomi e le cause della malattia di Crohn

Come già sottolineato, l’intestino tenue (ileo) e il colon sono le parti più colpite dal morbo di Crohn, quindi la maggior parte dei sintomi si ricollega a queste due aree. Sono predominanti i dolori addominali, accompagnati da diarrea e febbre. Le fitte si acutizzano dopo i pasti e si localizzano soprattutto nella zona ombelicale o nella parte destra dell’addome. A tutto questo si accompagnano un forte dimagrimento e uno stato di continua inappetenza.

Le cause del morbo di Crohn, invece, non sono ancora note: sembra che sia una combinazione di fattori (predisposizione genetica, fattori ambientale, fumo di sigaretta, alterazione della flora batterica, risposta immunitaria) la responsabile dell’infiammazione intestinale.  Ciò compromette le terapie di cura, perché ancora non esistono trattamenti specifici per la malattia di Crohn. Attualmente l’unica soluzione possibile è quella di tenere sotto controllo l’infiammazione intestinale attraverso dei farmaci appositi, come gli aminosalicilati, cortisonici o antibiotici.

Una malattia che colpisce giovani e anziani

È difficile dire quante siano le persone in Italia affette dal morbo di Crohn, in quanto non esiste un registro ufficiale che le enumeri. Approssimativamente si stima che, oggi, sono almeno 100.000 gli individui affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali.

La malattia di Crohn, nello specifico, colpisce soprattutto i giovani di età compresa tra i 20 e i 25 anni e gli over 65. Non è raro, però, che vi siano casi anche tra i bambini e gli adolescenti.

È una malattia tipica dei paesi industrializzati ed è quasi completamente assente nei paesi del Terzo Mondo.

Il morbo di Crohn comporta delle complicanze?

Ci sono diverse complicanze che possono essere conseguenza della malattia di Crohn, sia di tipo intestinale che di tipo extraintestinale. Fortunatamente, colpiscono solo il 10-20% dei pazienti, mentre il resto risponde normalmente ai trattamenti medici.

È importante fare attenzione a eventuali stenosi (ostruzioni) intestinali, dovute a restringimenti causati dall’infiammazione, che portano a crampi, meteorismo, distensione addominale, nausea, vomito, sub-occlusione o occlusione completa del flusso intestinale. In alcuni casi può essere necessario un intervento chirurgico.

La seconda complicanza più comune e più fastidiosa è un’eventuale perforazione del tratto intestinale, con conseguente emorragia rettale. Questa è seguita da ascessi addominali e fistole, che possono provocare febbre, dolore e distensione addominale.

Altre complicanze possono colpire bocca, cute, articolazioni e occhi.

Un nuovo test del sangue per una diagnosi veloce e precisa

I ricercatori dell’Arizona State University di Tampe, negli Stati Uniti, hanno recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Crohn’s and Colitis uno studio che avrebbe portato alla realizzazione di un nuovo test di diagnosi per la malattia di Crohn.

Il team di scienziati, guidati dal professor Josh LaBaer, executive director del Biodesign Institute (Arizona), ha confrontato il sangue di 96 pazienti affetti dal morbo di Crohn con quello di 96 pazienti sani, appartenenti allo stesso range di sesso ed età. L’analisi dei dati ottenuti ha identificato diversi biomarcatori del sistema immunitario presenti solo negli individui malati.

Da questa osservazione, i ricercatori hanno sviluppato un nuovo test del sangue in grado di diagnosticare con precisione nei pazienti la presenza della malattia di Crohn. Questo permetterebbe ai medici non solo di avere diagnosi più veloci e accurate, ma anche a fare un passo avanti nello studio dei trattamenti di questa malattia. La presenza di questi marcatori nelle persone affette potrebbe essere una delle chiavi per lo sviluppo di farmaci sempre più precisi ed efficienti.

Fortunatamente, il morbo di Crohn non è una malattia ereditaria, anche se può esistere una predisposizione genetica, e di solito non presenta prognosi particolarmente gravi. Esistono comunque casi in cui le complicanze possono essere preoccupanti, quindi ogni passo che la ricerca compie nei confronti di questa malattia è davvero importante per la nostra salute.

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