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Miopia: nuove terapie per dire addio agli occhiali

Vincenzo Russo | Blogger

Ultimo aggiornamento – 11 Giugno, 2015

Miopia: nuove terapie per dire addio agli occhiali

Il termine miopia deriva dal greco antico e significa “socchiudere gli occhi”. Prima dell’invenzione degli occhiali, infatti, non esisteva altro rimedio per contrastare questo diffusissimo difetto della visione. Le palpebre, quando vengono avvicinate, funzionano come un diaframma naturale, permettendo un aumento della messa a fuoco. Chi è miope, infatti, ha molta difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti lontani, mentre non ha difficoltà nella visione ravvicinata.

Tecnicamente, si tratta di una ametropia, un difetto di rifrazione dell’occhio a causa del quale i raggi luminosi non vengono focalizzati sulla retina, come accade normalmente, ma davanti a essa, con il risultato di ottenere una visione sfuocata, che deve essere misurata e corretta con apposite lenti.

L’occhio è un organo complesso che ha bisogno di essere perfettamente a punto per funzionare bene. La luce passa attraverso la cornea e raggiunge il cristallino, dove viene focalizzata sulla retina, posta nella parte posteriore dell’occhio, per creare un’immagine. L’immagine viene convertita in un segnale elettrico, che viene trasmesso al cervello attraverso il nervo ottico.

Per produrre un’immagine perfettamente chiara, la cornea deve essere liscia e avere una curvatura uniforme e il bulbo oculare deve essere della giusta lunghezza. Tuttavia, nella maggior parte dei casi di miopia, il bulbo oculare è più allungato del normale. In alcune persone invece, è la cornea ad avere una eccessiva curvatura.

Queste anomalie strutturali fanno sì che l’immagine non venga messa a fuoco direttamente sulla retina, ma davanti a essa, apparendo sfuocata [1].

Cause e sintomi

L’eziologia di questa patologia visiva non è nota. Si pensa sia il risultato di una serie di fattori genetici e ambientali che ne favoriscono lo sviluppo. La genetica ha scoperto almeno 26 geni legati alla miopia, tra quelli responsabili dello sviluppo dell’apparato visivo e della trasmissione dei segnali luminosi al cervello e la familiarietà è accertata, se uno dei genitori è miope il rischio che la miopia colpisca i figli aumenta del 35%.

Colpisce i bambini piccoli e si sviluppa, peggiorando, con l’età. Di solito, la scoperta della miopia avviene nel periodo scolare, quando il bambino ha difficoltà a capire cosa viene scritto alla lavagna o perché tende ad avvicinarsi troppo alla televisione.

I fattori ambientali, come la lettura, la scrittura e l’utilizzo di un computer, possono aumentare il rischio di sviluppare miopia o accelerarne la progressione.

Uno studio ha trovato che i bambini che leggono per 30 minuti o più ogni giorno hanno un rischio una volta e mezzo superiore di sviluppare miopia rispetto ai bambini che non leggono. La stessa ricerca ha dimostrato anche che i bambini che passano molto tempo nelle attività all’aria aperta, ricreative o sportive, hanno meno probabilità di diventare miopi e l’eventuale miopia già esistente progredisce più lentamente.

Si pensa che questo effetto protettivo potrebbe essere associato agli elevati livelli di luce all’esterno, e al fatto che non si è costantemente concentrati su oggetti posti nelle vicinanze [2].

Miopia e gravidanza

Tutte le donne che desiderano una gravidanza, non solo coloro che sono affette da miopia, dovrebbero fare un check-up da un oculista e, durante i mesi di gestazione, effettuare controlli periodici.

La gravidanza, a causa delle alterazioni ormonali, può provocare qualche problema alla vista, di solito non grave e transitorio.

Tuttavia la retina, che è la parte più vulnerabile dell’apparato oculare, può andare incontro a problemi anche significativi, soprattutto partendo da uno stato di sofferenza iniziale.

La retina è un sottile strato di tessuto neurale situato all’interno della parte posteriore del bulbo oculare e ha la funzione di assorbire la luce. Si tratta di una struttura complessa composta da uno strato sottile di cellule fotosensibili, i fotorecettori, che ne costituiscono l’aspetto principale e più delicato. E’ responsabile della percezione dell’immagine, che viene proiettata sulla retina attraverso la cornea e il cristallino e attua la conversione degli impulsi luminosi in impulsi elettrici, trasmessi per via neurale al cervello. I principali problemi retinici sono:

  • distrofia retinica
  • perforazione della retina
  • distacco

Se si è miopi, gli oculisti consigliano di effettuare controlli mensili della vista per escludere complicanze e problemi che potrebbero creare difficoltà al momento del parto che, in alcuni casi, potrebbe portare alla necessità di effettuare un cesareo [3].

Complicanze

Le complicanze associate alla miopia, costi sociali e personali a parte, sono molte e alcune di queste piuttosto importanti.

Diversi studi sulla popolazione hanno dimostrato che i pazienti affetti da miopia corrono rischi più elevati di cataratta subcapsulare posteriore e cataratta corticale e nucleare. I pazienti affetti da miopia elevata (equivalente sferico di almeno -6.0 D) sono più suscettibili di subire varie anomalie oculari. E’ maggiore il rischio di glaucoma, come i rischi di anomalie corio retiniche, quali il distacco di retina.

Spesso, queste ricerche sostengono le possibili associazioni tra miopia e specifiche complicanze oculari, ma senza dedurre la causalità a causa di limitazioni nella metodologia di studio. L’individuazione e trattamento delle possibili complicanze oculari patologiche è essenziale nella gestione dei casi di miopia grave. Tutto questo porta a dire che i rischi oculari associati alla miopia, soprattutto in forma grave, non devono essere sottovalutati ne dai singoli pazienti e nemmeno a livello di interesse per la salute pubblica [4].

Trattamenti terapeutici

La correzione della cornea con il laser è il trattamento definitivo più utilizzato per correggere la miopia e dare l’addio agli occhiali.

L’età minima per questo tipo di intervento è 18-20 anni. La miopia, infatti, deve essere comunque stabile da almeno 2 anni, altrimenti si può rischiare che ritorni, rendendo necessario un ulteriore trattamento.

Quando si hanno più di 45 anni, insieme all’intervento laser, lo specialista può consigliare altri interventi per correggere il disturbo, basati sulla sostituzione del cristallino. Si tratta del cosiddetto intervento di facorefrattiva, che consiste nella sostituzione del cristallino con una lente intraoculare in grado di far vedere bene da lontano e da vicino senza occhiali.

Rischi dell’intervento

Come per tutti gli interventi chirurgici, non si può escludere la possibilità che compaiano alcuni eventi o effetti collaterali, peraltro risolvibili. Sono quindi possibili, anche se molto rare, infezioni oculari, da trattare farmacologicamente e, in casi altrettanto rari, può verificarsi una regressione non sufficiente del difetto [5].

In questi casi, è possibile perfezionare il risultato con un nuovo intervento laser. Tra i rischi più comuni troviamo:

  • Dolore agli occhi
  • Secchezza dell’occhio
  • Lento recupero della vista
  • Presenza di aloni e flash luminosi
  • Sdoppiamento della vista ed altri problemi visivi
  • Infezioni agli occhi
  • Regressione della vista
  • Sviluppo di un nuovo difetto visivo
  • Intervento non riuscito o dall’esito peggiorativo
  • Lento recupero della cornea
  • Haze o cicatrice corneale

 

Fonti

[1] Myopia (Nearsightedness) http://www.aoa.org/patients-and-public/eye-and-vision-problems/glossary-of-eye-and-vision-conditions/myopia?sso=y

[2] Causes of short-sightedness http://www.nhs.uk/Conditions/Short-sightedness/Pages/Causes.aspx

[3] Eyesight and Pregnancy http://en.excimerclinic.ru/press/beremennost

[4] Myopia and associated pathological complications. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16101943

[5] LASIK Eye Surgery http://www.medicinenet.com/script/main/art.asp?articlekey=83884

 

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