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Nei sospetti, quando preoccuparsi?

Ultimo aggiornamento – 10 dicembre, 2018

nei sospetti, quando preoccuparsi?
Indice

I nei si formano perché si ha un accumulo di melanociti, le cellule dell’epidermide deputate alla sintesi di melanina, pigmento responsabile del colore di pelle e capelli.

I nei sono formazioni benigne che, in genere, aumentano in numero e dimensioni con l’avanzare dell’età. In particolare, i nei cosiddetti “normali” sono micro escrescenze cutanee marroni, piatte o in rilevo, di forma tonda o perlomeno regolare.

Benché sia assolutamente normale avere dei nei, è sempre opportuno tenere sotto controllo i propri nei e sottoporsi a visite di controllo specialistiche regolarmente, per mettere in atto un’adeguata prevenzione del melanoma, una delle più gravi di forme di cancro della pelle.

In cosa consiste la mappatura dei nei?

La mappatura dei nei consiste nell’acquisizione mediante un pc delle immagini dermatoscopiche e macroscopiche dei nei. In particolare, le immagini dermoscopiche si ottengono attraverso una telecamera dotata di lente posta su ogni neo, al fine di avere immagini non visibili a occhio nudo.

La mappatura dei nei rappresenta una metodologia necessaria affinché il dermatologo possa valutare se e come i nei mutino aspetto nel tempo divenendo potenzialmente pericolosi, in modo da asportarli e prevenire dunque la loro degenerazione in melanoma.

Lo specialista effettua la mappatura dei nei avvalendosi dell’utilizzo di uno strumento detto dermatoscopio, che permette un accurato esame dei nei presenti sulla pelle: si ha così la mappatura. Inoltre, le foto cliniche e demoscopiche dei nei vengono numerate e poi archiviate, al fine di poterle confrontare con altre immagini nei mesi o negli anni successivi, in modo da poter notare segni di modificazioni non riconoscibili a occhio nudo.

La mappatura dei nei rappresenta un esame diagnostico non invasivo, indolore e privo di controindicazioni. Tutti possono sottoporsi a questo esame, basta non essere eccessivamente abbronzati! In linea generale, il dermatologo, dopo aver analizzato i nei mediante la mappatura, esegue una valutazione della storia familiare del paziente e degli eventuali segni e sintomi di un melanoma cutaneo.

In particolare, nel caso di un sospetto melanoma, il neo “sospetto” viene rimosso chirurgicamente mediante biopsia e sottoposto poi ad un esame istologico per indagare la possibile presenza di cellule tumorali. Poi, in seguito a un possibile risultato positivo dell’esame istologico, il medico effettuerà una diagnosi che definisce spessore e tipologia di melanoma e permette di programmare interventi successivi.

Altri esami di diagnostica per immagini quali raggi x del torace, TAC, PET e risonanza magnetica, possono risultare estremamente utili per capire se e dove la malattia sia diffusa.

Nei benigni o nei pericolosi: quando dobbiamo preoccuparcene?

I nei devono insospettirci laddove assumano una forma frastagliata e diversa, cambiano colore, crescono e prudono. In altre parole, nei irregolari, nei che cambiano colore, nei dolorosi o sanguinanti sono nei pericolosi almeno potenzialmente e divengono quindi nei da controllare: ciò rende indispensabile una visita specialistica dermatologica e si tratta probabilmente di nei da togliere.

Inoltre, lo specialista potrà prendere in esame un possibile melanoma identificandone i segni in funzione di alcune caratteristiche. In primo luogo, viene valutata la simmetria del neo (se dividendo idealmente un neo in due metà, queste hanno una forma asimmetrica, questo può essere un possibile melanoma), poi la dimensione (nei di dimensioni maggiori di un centimetro o che mutano nel tempo devono richiamare la nostra attenzione e quella del medico) e dunque il colore (se un neo cambia colore, è bene sottoporsi subito ad una visita).

Infatti, in linea generale, i nei benigni hanno un aspetto omogeneo ed uniforme mentre il melanoma, una delle forme più pericolose di tumore della pelle, appare più spesso come una macchia o una escrescenza asimmetrica, dai bordi irregolari, di colore marrone bruno o variegato, che continua ad aumentare di dimensioni nel tempo.

In altre parole, è opportuno tenere a mente che ogni neo che presenta un evidente cambiamento in dimensioni, forma o colore, o che causa sintomi come prurito o sanguinamento rappresenta un sospetto melanoma.

Un ulteriore fattore di rischio per il melanoma è dato dalla quantità di nei: bisogna prestare particolare attenzione se si contano più di 100 nei. Un particolare caso è rappresentato dai nevi displatici o nei atipici: si tratta di particolari nei benigni che somigliano ai melanomi o nei maligni. Coloro che possiedono nei displastici hanno maggiori probabilità di sviluppare uno o più melanomi e questo rischio è proporzionato al numero di nei displastici presenti in un soggetto.

Si parla di “sindrome del nevo displastico” quando una persona ha 100 o più nevi, un nevo o più nevi di diametro uguale o superiore a 8 mm, uno o più nevi atipici: questi soggetti sono a particolare rischio di sviluppare un melanoma.

E’ noto come chi ha nei displatici – e una storia familiare di nei displastici e melanoma – corra un maggiore rischio di insorgenza di tumore ad un’età più precoce rispetto ai pazienti che non presentano questi fattori di rischio.
Infine, ricordiamo come uno dei più diffusi nei melanocitari è il neo verrucoso moriforme, ossia un neo in rilievo, di forma rotonda e che si presenta come un neo rosso, bruno o nero

Il nevo verrucoso è il tipo di neo che più facilmente degenera in un tumore maligno di origine epidermica: è perciò opportuno programmare una mappatura ed un controllo periodico dal dermatologo.

Un controllo dei nei… è un’ottima abitudine!

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