Pensavano fosse un tumore al cervello, ma era qualcosa di più assurdo

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 04 Luglio, 2026

Un medico che indica un modellino del cervello

All’inizio, il quadro clinico sembrava orientare verso una diagnosi molto diversa. Un uomo di 60 anni, residente da sempre nella provincia di Castellón, in Spagna, si era rivolto ai medici dopo circa due settimane di mal di testa progressivo e lievi cambiamenti del comportamento. La prima tomografia computerizzata del cranio aveva mostrato più lesioni cerebrali, poco definite e associate a edema, un aspetto che poteva far pensare a una malattia metastatica, cioè a un tumore diffuso al cervello da un’altra sede dell’organismo.

Il sospetto era serio, tanto da avviare accertamenti oncologici più estesi. I medici hanno eseguito ulteriori esami, tra cui una valutazione radiologica completa, una colonscopia e una PET/TAC, senza però individuare un tumore primario. Questo passaggio ha reso necessario guardare oltre l’ipotesi iniziale e analizzare con maggiore precisione le immagini del cervello.

La svolta è arrivata con una risonanza magnetica più dettagliata. Le lesioni non avevano l’aspetto definitivo di metastasi, ma mostravano caratteristiche compatibili con cisti parassitarie. In alcune era visibile un elemento interno suggestivo per lo scolice, cioè una struttura tipica della larva della tenia. A quel punto il sospetto si è spostato verso una diagnosi rara in Europa occidentale: neurocisticercosi.

La diagnosi: neurocisticercosi da Taenia solium

La neurocisticercosi è una forma di cisticercosi che si verifica quando le larve di Taenia solium, conosciuta anche come tenia del maiale, raggiungono il sistema nervoso centrale. Una volta nel cervello, possono formare cisti piene di liquido e provocare sintomi diversi a seconda del numero, della posizione e dello stadio delle lesioni.

Nel caso spagnolo, la diagnosi è stata confermata da un test sierologico specifico per Taenia solium, eseguito presso il Centro nazionale di microbiologia spagnolo, l’Instituto de Salud Carlos III di Madrid.

Il paziente non aveva una storia di immunosoppressione e non aveva viaggiato in aree considerate endemiche per il parassita. Anche per questo il caso è stato definito autoctono, cioè acquisito localmente.


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Si tratta di un dettaglio importante. La neurocisticercosi è molto più frequente in Paesi dove il parassita è endemico e dove condizioni igieniche, allevamento dei suini e accesso ai servizi sanitari possono favorire la trasmissione. In Europa occidentale i casi sono rari, ma non impossibili. Il report segnala infatti la difficoltà diagnostica proprio nelle aree in cui i medici non si aspettano di incontrare questa infezione.

Come avviene il contagio

Uno degli aspetti più delicati riguarda la modalità di trasmissione. La tenia adulta può essere contratta mangiando carne di maiale cruda o poco cotta contenente cisti larvali. Ma la cisticercosi, e quindi anche la neurocisticercosi, segue un percorso diverso: si sviluppa quando una persona ingerisce le uova del parassita, eliminate con le feci da un essere umano che ospita la tenia intestinale.

Le uova possono contaminare alimenti, acqua, superfici o mani, soprattutto in presenza di scarsa igiene. Dopo essere state ingerite, si schiudono nell’intestino; le larve attraversano la parete intestinale, entrano nel circolo sanguigno e possono migrare in diversi tessuti, tra cui muscoli, occhi e cervello.

Nel caso descritto in Spagna, né il paziente né i suoi contatti domestici avevano riferito viaggi in aree endemiche, e gli esami delle feci non hanno rilevato uova o parassiti. I medici hanno però ricostruito un possibile scenario di esposizione: l’uomo, prima della pensione, aveva lavorato nell’edilizia e per anni aveva condiviso pasti e servizi igienici comuni con colleghi migranti provenienti da regioni in cui Taenia solium è più diffusa. Perché può essere scambiata per un tumore

La neurocisticercosi può creare un problema diagnostico complesso perché le sue lesioni cerebrali, in alcune fasi, possono assomigliare ad altre malattie. Alla TAC o alla risonanza, soprattutto se sono presenti più lesioni con edema, il quadro può ricordare metastasi, infezioni diverse o patologie infiammatorie.

Nel paziente spagnolo, l’ipotesi oncologica iniziale era comprensibile. Le lesioni erano multiple e mal definite, con edema circostante. Solo l’imaging più accurato ha permesso di individuare caratteristiche più specifiche, compatibili con le cisti parassitarie.

Riconoscere correttamente la causa ha evitato al paziente una possibile biopsia cerebrale, che sarebbe stata presa in considerazione per chiarire la natura delle lesioni. La diagnosi infettiva ha invece permesso di avviare un trattamento mirato, senza procedere a un intervento invasivo non necessario.

Il trattamento e l’esito del caso

Il paziente è stato trattato con farmaci antiparassitari, in particolare albendazolo e praziquantel, associati alla gestione dell’infiammazione cerebrale. I sintomi erano già migliorati rapidamente dopo l’avvio del trattamento con desametasone, un corticosteroide usato per ridurre l’edema e la risposta infiammatoria.

Secondo il report clinico, l’uomo è stato dimesso senza complicazioni. Il caso mostra quanto possa essere importante considerare anche diagnosi meno comuni quando gli esami non confermano l’ipotesi iniziale. In una regione non endemica, una malattia parassitaria può non essere la prima spiegazione cercata, ma può comunque essere quella corretta.

La vicenda non deve creare allarme generalizzato, ma invita a una lettura più precisa del rischio. Non si tratta di una condizione che si contrae automaticamente mangiando carne di maiale, né di un’infezione comune in Europa occidentale. La cisticercosi cerebrale deriva dall’ingestione delle uova del parassita, di solito attraverso contaminazione fecale-orale.

Una malattia rara in Europa, ma rilevante nel mondo

A livello globale, la neurocisticercosi è una delle cause più importanti di epilessia acquisita, soprattutto nelle aree in cui Taenia solium è endemica. L’Organizzazione mondiale della sanità indica la malattia come un problema di salute pubblica nelle comunità in cui convivono povertà, scarse condizioni igieniche, allevamento suino non controllato e accesso limitato alla diagnosi.

I sintomi possono variare molto: mal di testa, crisi epilettiche, disturbi visivi, idrocefalo, meningite o segni neurologici legati alla presenza di lesioni nel sistema nervoso centrale. In alcuni casi, però, l’infezione può restare silenziosa per anni e manifestarsi solo quando le cisti provocano infiammazione o compressione dei tessuti.

Il caso spagnolo aggiunge un elemento ulteriore: anche in Paesi dove la malattia è considerata rara possono verificarsi infezioni locali difficili da tracciare. La mobilità delle persone, le condizioni lavorative condivise e possibili falle igieniche possono creare occasioni di trasmissione non immediatamente evidenti.

Fonti:

Emerging Infectious Diseases - Autochthonous Neurocysticercosis Brain Lesions Mimicking Metastatic Disease, Spain

Ultimo aggiornamento – 29 Giugno, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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