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Perché le ferite non si cicatrizzano? Forse la colpa è dell’età, forse del diabete

Ultimo aggiornamento – 17 luglio, 2018

perché le ferite non si cicatrizzano: tutti i motivi

Ah, bei tempi in cui un taglietto guariva in pochi giorni! Se ora non accade più, la causa può essere ricercata in alcuni fattori che influiscono sul sistema immunitario e sui suoi tempi di reazione.

Il nostro corpo, infatti, per guarire una ferita, necessita di sostanze nutritive, ossigeno ed energia, trasportati dal nostro sistema vascolare. Qualsiasi condizione medica o patologia che influisca su questo sistema mette, di conseguenza, in difficoltà tutto il processo di azione delle nostre difese immunitarie.

Vediamo ora insieme quali fattori e malattie influiscono sui tempi di cicatrizzazione delle ferite.

Al primo posto il diabete

Il diabete è una malattia cronica ed è uno dei principali responsabili nella difficoltà di guarigione delle ferite, a causa degli elevati livelli di zucchero nel sangue che possono calcificare le arterie e che inibiscono la funzione di trasporto delle sostanze nutritive dei globuli rossi. Ne consegue, una riduzione del flusso sanguigno e di ossigeno alla ferita.

Dopo il diabete, la neuropatia diabetica

Tra i tanti problemi che il diabete provoca a chi ne soffre, ci sono anche i danni a piccole arterie e nervi, i quali provocano una condizione di insensibilità chiamata neuropatia diabetica. Una delle conseguenze più gravi della neuropatia c’è l’incapacità di avvertire lo svilupparsi di un’infiammazione o di complicanze ancora più pesanti.

Può essere la vecchiaia?

Invecchiando, il nostro corpo rallenta o perde la capacità di far fronte ad alcuni normali processi fisiologici. La pelle risulta più fragile e, quindi, aumenta il rischio di infiammazione. Ciò accade perché col trascorrere degli anni la riposta antinfiammatoria del sistema immunitario diventa sempre più lenta, così come le reazioni del sistema endocrino. Allo stesso tempo diminuisce anche la produzione di anticorpi. Inoltre, nei pazienti più anziani, aumenta il rischio di malattie croniche – come il diabete – e di malattie cardiache, che compromettono la circolazione e l’ossigenazione.

Disturbi emotivi e demenza, chi lo avrebbe mai detto?

Un problema, per certi versi legato all’età avanzata, sono le demenze, che influiscono sui tempi di guarigione delle ferite. Il morbo di Alzheimer e la demenza senile rendono, infatti, chi ne è affetto incapace di partecipare al proprio processo di cura, poiché non sono più in grado di rispettare i trattamenti o di comunicare in modo adeguato i propri bisogni e le proprie difficoltà.
Una cosa simile accade con i disturbi emotivi, come la depressione.

Attenzione alle infezioni!

Le infezioni vengono provocate dalla penetrazione di organismi patogeni – come batteri, protozoi, miceti e virus – nella ferita. In realtà, benché siano uno dei cinque principali motivi che ostacolano la guarigione, sono più rare di quanto si pensi. Molto dipende da alcuni fattori, che rendono l’ambiente ideale per il proliferare di questi microrganismi.
Le infezioni finiscono con il compromettere l’arrivo di nutrienti e ossigeno, mentre le tossine degli agenti patogeni risultano dannose per la ferita.

Quando il sistema immunitario non funziona

Il sistema immunitario è il meccanismo di difesa che il nostro corpo attiva naturalmente in presenza di agenti che mettono in pericolo la salute. Alcune condizioni come il diabete, la sclerosi multipla, l’asma e il lupus, possono comprometterlo, talvolta anche in maniera irreversibile, aumentando così il rischio di infezioni.

L’insufficienza arteriosa e venosa

Come abbiamo spiegato sopra, una buona circolazione sanguigna è fondamentale a un adeguato processo di guarigione, poiché trasporta i nutrienti necessari a questo meccanismo. L’insufficienza arteriosa provoca la mancanza di ossigeno e di sangue arricchito di nutrienti alla ferita. L’insufficienza venosa, invece, provoca il malfunzionamento dei meccanismi che allontanano dalla ferita lo sporco e i detriti che rischiano di provocare infezioni.

La Broncopneumopatia cronica ostruttiva

La BPCO è una malattia polmonare, che limita la disponibilità di ossigeno, elemento fondamentale per tutti i processi di cicatrizzazione grazie alla sua azione protettiva e stimolativa per l’angiogenesi. Una malattia di questo genere finisce, quindi, con l’inibire la guarigione della ferita.

Anche il cibo fa la sua parte!

La scarsa nutrizione è uno dei fattori che limitano la guarigione delle ferite, poiché mancano i nutrimenti adeguati. Basti pensare che, durante questo processo, il nostro corpo necessita del triplo dell’energia del fabbisogno giornaliero normale.

Anche alcune condizioni fisiche possono compromettere la guarigione

I pazienti che presentano lesioni del midollo spinale o con paralisi degli arti inferiori, come i paraplegici o i tetraplegici, guariscono con più difficoltà poiché non hanno sensibilità al dolore. Di conseguenza, non riescono a rendersi conto del peggiorare o dell’infettarsi delle ferite. Alcune di queste condizioni sono irreversibili, altre invece possono essere curate. L’importante è tenere la situazione sempre monitorata, con l’aiuto del proprio medico curante e di professionisti. Resta comunque fondamentale la prevenzione.

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