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Vaccini: per i genitori un numero per chiarire qualsiasi dubbio

Redazione

Ultimo aggiornamento – 23 Aprile, 2018

Vaccini: per i genitori un numero per chiarire qualsiasi dubbio

Inizia oggi la Settimana Europea per le Vaccinazioni, un’iniziativa nata per sensibilizzare sull’importanza dell’immunizzazione per la salute e il benessere delle persone.

L’obiettivo del promotore, la Regione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è di contribuire a sostenere la domanda pubblica e il sostegno per la vaccinazione attraverso attività di advocacy ed educative.

Vaccini: a che punto siamo

Buono il vaccino contro difterite-tetano-pertosse: nel 2016, circa l’86% dei bambini di tutto il mondo ne ha ricevute 3 dosi, proteggendoli da questa serie di malattie infettive che possono causare gravi patologie e disabilità, oltre che essere fatali.

La copertura del morbillo, seppur buona, sembra mostrare comunque qualche criticità: questa malattia, infatti, risulta ancora come una delle principali cause di morte. Nel solo 2016, sono stati 89.780 i decessi a livello globale. La vaccinazione, però, sembra fare i suoi effetti: per la prima volta, infatti, le morti sono scese sotto i 100.000 all’anno. E dal 2000, la situazione sta nettamente migliorando. Circa l’85% dei bambini di tutto il mondo ha infatti ricevuto una dose di vaccino contro il morbillo entro i primi 12 mesi di vita, grazie ai servizi sanitari di routine, rispetto al 72% nel 2000.

Le morti prevenute, in questo arco temporale, sono state circa 20mila. Non è un caso che il vaccino contro il morbillo sia stato definito come uno dei migliori traguardi acquisiti dalla sanità pubblica.

Anche i casi dovuti al poliovirus – che causa la poliomielite – sono diminuiti di oltre il 99% in 20 anni. Nel 2017, infatti, ne sono stati segnalati solo 22 casi, contro i 350.000 del 1988. Insomma, oltre 16 milioni di persone sono state salvate da paralisi, conseguenza della polio. C’è però un nota dolente: finché un solo bambino rimane infetto, tutti i bambini sono a rischio di contrarre la malattia. Certo, nella maggior parte dei paesi, lo sforzo globale ha ampliato le capacità di affrontare la malattie infettiva costruendo efficaci sistemi di sorveglianza e immunizzazione. Ma finché non si arriva a una copertura globale del 100%, il virus rimane in agguato.

Un numero per rispondere alle richieste dei genitori alle prese con i vaccini

Si sa, sulle vaccinazioni le famiglie hanno sempre molti dubbi. Per questo motivo, la Società Italiana di Pediatria (SIP), insieme alla Società Italiana di Neonatologia (SIN), ha deciso di aprire un filo diretto telefonico per rispondere alle richieste di mamme e papà, proprio durante la Settimana Europea per le Vaccinazioni.

Per prima cosa, nel corso della settimana che va dal 23 al 29 aprile, il sito web e la pagina Facebook della SIP saranno dedicati al tema delle vaccinazioni. Non solo. I genitori potranno contattare il giorno 24 aprile:

  • Dalle ore 10 alle ore 12 Lina Bollani, Neonatologa della SIN (tel. 0382502884).
  • Dalle ore 12 alle ore 14 Elena Bozzola, Segretario Nazionale della SIP (tel. 3394753382).

«I vaccini sono l’unico vero strumento capace di proteggerci dalle malattie infettive, che possono causare morte e/o danni permanenti – ha spiegato Alberto Villani, Presidente SIP – È assurdo che in Europa e in Italia si muoia ancora di morbillo».

Anche Mauro Stronati, Presidente della SIN, calca la mano sull’importanza delle vaccinazioni. «Nei mesi scorsi è stata data molta attenzione alle vaccinazioni pediatriche, ma la sicurezza del neonato dipende anche dall’immunizzazione della mamma – ha affermato – In Italia, purtroppo, la percentuale di donne che si vaccinano in vista di una gravidanza è ancora troppo bassa. Secondo l’ISS, una donna su tre non sa se è protetta contro la rosolia e solo il 41% delle donne ha effettuato il vaccino. Le vaccinazioni in gravidanza sono sempre state viste con sospetto”, ma in pochi sanno che “le infezioni contratte in gravidanza arrecano danno non soltanto alla mamma, ma anche al bimbo che porta in grembo, interferendo con il suo sviluppo».

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