Si può vivere senza pancreas?

Dr.ssa Elisabetta Ciccolella Farmacista
Redatto scientificamente da Dr.ssa Elisabetta Ciccolella, Farmacista |
A cura di Tania Catalano
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Data articolo – 17 Aprile, 2018

uomo tiene in mano un modellino di pancreas

Il pancreas è una ghiandola dell’apparato digerente ed endocrino che produce enzimi digestivi e ormoni come insulina e glucagone. Sebbene sia un organo fondamentale per la digestione e il controllo della glicemia, è possibile vivere senza pancreas grazie a terapie sostitutive con enzimi pancreatici e insulina. 

La rimozione totale o parziale del pancreas prende il nome di pancreatectomia ed è indicata in alcune malattie pancreatiche, tra cui tumore del pancreas e pancreatite cronica. 

A cosa serve il pancreas

Il pancreas svolge due funzioni principali:

  • funzione endocrina, attraverso la produzione di insulina e glucagone per regolare i livelli di zucchero nel sangue;
  • funzione digestiva, mediante la secrezione di enzimi pancreatici necessari alla digestione di grassi, proteine e carboidrati. 

Il pancreas appartiene sia al sistema endocrino sia all’apparato digerente ed è localizzato in profondità nell’addome, vicino a stomaco e intestino tenue. 

Si può vivere senza pancreas?

Sì, è possibile vivere senza pancreas. Dopo una pancreatectomia totale, il paziente deve assumere per tutta la vita:

  • insulina per controllare la glicemia;
  • enzimi pancreatici sostitutivi per favorire la digestione e l’assorbimento dei nutrienti. 

La sopravvivenza senza pancreas è oggi possibile grazie ai progressi della chirurgia pancreatica, della terapia insulinica e dei trattamenti sostitutivi enzimatici. In alcuni casi selezionati può essere preso in considerazione anche il trapianto di cellule pancreatiche produttrici di ormoni

Quali sono le condizioni che potrebbero richiedere la rimozione del pancreas?

Ci sono diversi motivi per cui è possibile prendere in considerazione la rimozione del pancreas di un paziente, compresa la pancreatite ereditaria, la pancreatite cronica, la IPMN (tumore mucinoso papillare intraduttale) e il cancro. In particolare:

  1. Pancreatite ereditaria – Si tratta di una infiammazione del pancreas. La forma ereditaria, causata da mutazioni genetiche, predispone alcuni pazienti a pancreatite ricorrente: per loro, il rischio di sviluppare il cancro nel corso nella vita arriva al 40%. Dunque, per questi soggetti, si prenderà in considerazione la rimozione dell’intero pancreas, essendo particolarmente a rischio.
  2. Pancreatite cronica – La pancreatite cronica è di lunga durata e spesso dolorosa al punto da interferire con la quotidianità del soggetto: la pancreatectomia, per chi ne soffre, rappresenta una eventualità per nulla remota.
  3. Tumore mucinoso papillare intraduttale – L’IPMN può essere definita come una condizione precancerosa. Se le lesioni si espandono al dotto principale del pancreas, potrebbe essere necessario rimuovere l’intero pancreas per impedire che l’IPMN si trasformi tumore.

Per quanto riguarda il tumore al pancreas, invece, la chirurgia è un’opzione solo per il 20-40% dei casi e, spesso, il trattamento prevede la rimozione di solo una parte dell’organo. In particolare, si rimuove l’intero pancreas se un paziente ha più di un tumore o se presenta una condizione patologica di base, anche se il cancro interessa solo in una parte dell’organo.

Come integrare le funzioni del pancreas dopo l’eventuale asportazione

Come abbiamo già spiegato, il pancreas secerne ormoni ed enzimi fondamentali per le funzioni vitali dell’intero organismo

Nel caso di pancreatectomia parziale o totale, verranno somministrate terapie sostitutive sia degli ormoni sia degli enzimi che fisiologicamente il corpo non può più produrre.

Gli enzimi pancreatici vengono sostituiti con compresse da assumere prima dei pasti, per facilitare l’assorbimento dei vari nutrienti. Per gestire i livelli di zucchero nel sangue, si utilizza l’insulina ad azione prolungata e l’insulina ad azione rapida che, insieme, mimano la funzione regolare del pancreas, distribuendo piccole quantità di insulina durante il giorno e quantità maggiori dopo un pasto. Per imitare l’andamento fisiologico dell’insulina, i pazienti pancreatectomizzati dovranno assumere  ormone più volte al giorno.

Per le pancreatectomie parziali, la quantità di trattamento supplementare di cui un paziente avrà bisogno dipende interamente dalla salute del pancreas “salvato” durante l’operazione. I pazienti che mantengono una normale funzione dopo la rimozione parziale del pancreas, potrebbero non richiedere insulina supplementare se la restante ghiandola funziona normalmente.

Lo stile di vita dopo una pancreatectomia

Dopo una pancreatectomia, è importante che il paziente modifichi il proprio stile di vita. È questa la chiave per un sano recupero dopo una rimozione parziale o completa del pancreas.

In particolare, i pazienti devono controllare i livelli di zucchero nel sangue, pianificando cosa e quanto mangiare, anche ascoltando il proprio corpo. Moderare gli zuccheri e i grassi, e prediligere una alimentazione sana e leggera.

Ovviamente, non si deve mai dimenticare di assumere i farmaci in modo regolare, poiché suppliscono completamente le funzioni dell’organo. Non assumere le terapie potrebbe tradursi in un aumento della glicemia e nella mancata digestione e assorbimento dei nutrienti.

In definitiva, il pancreas è certamente una ghiandola indispensabile per le nostre funzioni vitali. Tuttavia, se le condizioni di salute sono messe a repentaglio da un pancreas non funzionante o da un cancro, l’asportazione dell’organo è una procedura realizzabile. Dunque e vi siete interrogati sulla possibilità di vivere senza pancreas, la risposta è sicuramente affermativa.

Ultimo aggiornamento – 19 Maggio, 2026

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