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Le allergie non vi danno tregua? Alcuni consigli per gestirle al meglio

Ultimo aggiornamento – 24 settembre, 2020

gestione allergie respiratorie

A cura del  dr. Giuseppe Pingitore , specialista in allergologia.


Starnuti, naso che cola, occhi che lacrimano, respiro sibilante, tosse e difficoltà a respirare: sono questi i sintomi più comuni delle allergie, che possono sfociare anche in crisi asmatiche più o meno gravi.

Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, le allergie respiratorie rappresentano la forma di allergia più diffusa in Europa e nel mondo.

Non solo, il numero di pazienti che ne soffrono sta aumentando in modo progressivo anche nel nostro Paese. I motivi? Tanti, anche a causa del cambiamento climatico e dell’inquinamento, non più limitati a stagioni o ambienti specifici.

Allergie, di cosa stiamo parlando

Per allergia si intende una reazione di ipersensibilità dell’organismo a una particolare sostanza presente nell’ambiente, sia essa nell’aria o negli alimenti. Queste sostanze vengono chiamate allergeni: il sistema immunitario le riconosce erroneamente come pericolose e, di conseguenza, scatena una risposta immunitaria mediata da anticorpi (immunoglobuline di tipo E) e istamina, in grado di innescare processi infiammatori.

Come abbiamo accennato, nel nostro Paese le allergie sono parecchio diffuse, arrivando a interessare circa una persona su quattro e, purtroppo, possono comparire in qualsiasi momento della vita. Ne soffrono i bambini così come gli anziani, le donne quanto gli uomini, senza particolari distinzione di sesso e d’età. 

La loro insorgenza è stata messa in relazione a svariati fattori ambientali, tra cui l’aumento dell’inquinamento, le pratiche di igienizzazione e pulizia degli ambienti domestici con sostanze irritanti, l’impiego di particolari prodotti chimici e l’esposizione a sostanze tipiche di altre regioni del mondo, come pollini di piante esotiche.

Generalmente, un'allergia può provocare sintomi e disturbi di diversa entità: fortunatamente, la maggior parte delle reazioni allergiche presenta sintomatologia moderata e può essere tenuta sotto controllo in modo abbastanza semplice. Anche se raramente, però, si possono verificare reazioni allergiche molto gravi, shock anafilattico in primis.

Allergie respiratorie, quali sono e come riconoscerle

Quando si parla specificatamente di allergia respiratoria, si intende un’infiammazione del naso e dei bronchi causata da un allergene inalato tramite l’aria. 

Esistono due principali tipi di allergeni che scatenano i sintomi da allergia respiratoria. Gli allergeni di tipo stagionale, come i famosi pollini presenti durante la stagione pollinica, e gli allergeni perenni, presenti nell’ambiente tutto l’anno. Abbiamo poi una categoria di allergeni professionali (lattice per gli operatori sanitari o la farina per i panificatori) in cui, generalmente, si viene a contatto sul posto di lavoro, e proprio qui si sviluppano le allergie.

Gli allergeni più comuni delle allergie stagionali sono rappresentati da:

  • Cipresso
  • Betulla
  • Ontano
  • Nocciolo
  • Carpino
  • Olivo
  • Frassino
  • Platano
  • Artemisia
  • Ambrosia
  • Parietaria

Tra gli allergeni perenni più diffusi, invece, è bene ricordare:

  • Acari della polvere domestica
  • Epitelio e forfora di cane, gatto, cavallo e animali da compagnia come coniglio, criceto o cavia
  • Insetti, come formiche e scarafaggi
  • Spore e particelle di muffe ambientali
  • Piuma d’oca

Al di là della tipologia di allergene scatenante, tra le manifestazioni più comuni delle allergie respiratorie abbiamo sicuramente la rino-congiuntivite allergica e l’asma allergica

La prima è l’infiammazione di naso ed occhi, che si esprime con sintomi quali fastidio e prurito nasale, gocciolamento e starnuti, spesso associati a naso chiuso, perdita dell’olfatto e prurito agli occhi, che possono lacrimare copiosamente.

Più grave, invece, è l’asma allergica, ovvero la risposta all’allergene da parte dei bronchi, che si manifesta con tosse e difficoltà respiratoria associati, molto spesso, a respiro sibilante, soprattutto nelle ore notturne.

Asma allergica, come si manifesta

L'asma allergica è una patologia infiammatoria dell'apparato respiratorio causata da allergeni responsabili dell'infiammazione dell'albero bronchiale. 

I meccanismi scatenanti non sono ancora del tutto noti. Si ritiene, però, siano causati da una reazione del sistema immunitario successiva all'inalazione di allergeni volatili dispersi nell'ambiente come polline, polvere, acari oppure peli di animali domestici. Gli effetti di questa sensibilità sono a carico dei bronchi, strutture dell'apparato respiratorio indispensabili per il passaggio dell'aria nei polmoni che, infiammandosi, rendono molto difficile la respirazione.

I sintomi dell’asma allergica variano di intensità da soggetto a soggetto: si possono presentare in maniera cronica, acuta oppure intermittente e temporanea, anche a distanza di molto tempo tra un episodio e l’altro. Le manifestazioni più comuni sono certamente colpi di tosse, anche violenti e secchi, mancanza di respiro o dispnea, senso di oppressione al torace, respiro sibilante caratterizzato da fischi e gemiti, disturbi del sonno con conseguenti difficoltà a svolgere azioni quotidiane, come salire le scale, ridere o correre, e tutte le attività fisiche più impegnative.

Per questo motivo, capire cosa fare quando si soffre di asma allergica è assolutamente fondamentale. 

Cosa fare (e cosa no) quando si soffre di allergie respiratorie e asma allergica

Anche nel caso del trattamento delle patologie allergiche, la prevenzione rappresenta un ottimo approccio anche se, in alcuni casi, può risultare parecchio complicato mettere in campo tutte quelle strategie atte a bloccare sul nascere le manifestazioni dell’allergia.

In generale, possiamo dire con certezza che ridurre al minimo il contatto con l’allergene è il modo migliore per prevenire la reazione allergica.

Non sempre, però, è possibile. Anche per questo motivo, la World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders ha riportato alcuni consigli utili a consentire alle persone che soffrono di allergie respiratorie di gestire la situazione nei periodi più critici, come l’autunno e la primavera. 

Dunque, per ridurre i sintomi delle allergie respiratorie:

  • Evitare di uscire nelle ore di maggiore concentrazione pollinica: durante i periodi di pollinazione, è infatti consigliato uscire durante la prima mattina o la tarda serata. 
  • Tenere chiuse le finestre durante le ore centrali della giornata, permettendo un ricircolo d’aria durante le prime ore della mattinata. 
  • Evitare, se possibile, frequentare ambienti umidi e piovosi: queste condizioni possono portare a un aggravamento della sintomatologia a carico di naso e bronchi. Durante i temporali, i pollini vengono ridotti in frammenti ancor più piccoli rispetto al solito, facilitando così l’ingresso nelle vie aeree. 
  • Consultare settimanalmente i calendari pollinici per conoscere il periodo di fioritura delle piante responsabili delle proprie manifestazioni allergiche.
  • Evitare di viaggiare con i finestrini aperti, sia in auto che in treno. Se si viaggia in automobile usare preferibilmente un impianto di aria condizionata munito di filtri di aerazione anti-polline/antiparticolato e cambiarli alla fine di ogni inverno.
  • Lavarsi i capelli e fare la doccia ogni sera affinché i pollini che si sono depositati sui capelli e sul collo vengano rimossi per non rischiare di inalarli durante la notte.
  • Indossare sempre mascherina e occhiali da sole in occasione di uscite all’aperto.
  • Evitare l'utilizzo di tappeti in casa, soprattutto se a pelo lungo, e lavare quanto più frequentemente possibile i tendaggi poiché, proprio qui, possono depositarsi con facilità le particelle allergizzanti.
  • Evitare le gite in campagna, soprattutto se è in una giornata ventosa, e non passeggiare nei prati dove sia stata appena tagliata l’erba. Per evitare che i sintomi si aggravino, utilizzare una mascherina protettiva.
  • Se possibile, dedicate giornate al mare durante il periodo dell’impollinazione: ciò può avere ottimi benefici per la salute in quanto la concentrazione atmosferica dei pollini è relativamente bassa.

Infine - non per importanza! - è quanto mai fondamentale seguire in modo scrupoloso le indicazioni terapeutiche: la terapia inalatoria, spesso prescritta in caso di allergia, è necessaria per gestire al meglio episodi di asma e sintomi allergici in generale.

La terapia inalatoria e l’efficacia delle camere distanziatrici

La terapia farmacologica più adatta al trattamento del paziente allergico deve essere necessariamente prescritta dal medico di famiglia, dallo specialista allergologo o pneumologo. 

I farmaci sono lo strumento principale per la cura dell’asma allergica e sono in grado di permettere ai pazienti di condurre una vita normale.

In particolare, la terapia inalatoria rappresenta il trattamento farmacologico d’elezione per i pazienti con allergie respiratorie e asma allergica: consente infatti la somministrazione direttamente nelle vie aeree, ottenendo così elevate concentrazioni del farmaco e riducendone al minimo gli effetti collaterali.

Il trattamento classico prevede la somministrazione di corticosteroidi per via inalatoria. Ovviamente, la dose del farmaco è correlata alla gravità della malattia, così come ad alcune caratteristiche del paziente, età e fattori scatenanti in particolare. Si tratta di soluzioni molto utili per rimuovere la congestione nasale, ridurre i sintomi oculari, favorire la rimozione del muco nasale così come l’iperattività bronchiale che, come sappiamo, sfocia in episodi asmatici.

In associazione ai corticosteroidi, spesso il medico prescrive farmaci broncodilatatori a lunga durata d'azione, per aumentare l'efficacia della terapia e, al contempo, mantenere il dosaggio del corticosteroide più basso. 

Un suggerimento da non dimenticare è questo: i soggetti che soffrono di allergia e asma dovrebbero sempre avere con sé un inalatore spray contenente un broncodilatatore a breve durata d'azione, da utilizzare soprattutto in caso di attacchi acuti, per esempio scatenati dall’attività fisica. 

È molto efficace, inoltre, quando si fa uso di spray predosati (MDI), utilizzare un distanziatore, (ovvero delle camere di espansione poste tra il paziente e lo spray) per consentire una migliore assunzione dei farmaci erogati, ridurre la deposizione orofaringea del farmaco stesso e, non per ultimo, aiutare i pazienti a superare le difficoltà di coordinazione tra l’attivazione dello spray e l’inalazione - passaggio fondamentale quando si ha che fare con l’asma nei bambini, ma non solo! 

Non è un caso, per esempio, che le linee guida per la cura dell’asma raccomandino di utilizzare le camere distanziatrici sia per pazienti pediatrici che per pazienti adulti, per massimizzare l’efficacia del trattamento e ridurre al contempo eventuali effetti indesiderati, come la candida esofagea.

Attenzione, però: si raccomanda di evitare qualsiasi cura auto-prescritta. L’ultima parola è sempre del medico: solo lui, infatti, potrà valutare con i giusti strumenti la necessità e l’efficacia di un particolare trattamento, definendo tutti i dettagli… necessari per star bene e tornare a respirare meglio!


*Contenuto di informazione pubblicitaria a cura di Sapio Life srl, distributore in regime di esclusiva sul mercato italiano dei prodotti Trudell Medical International per la linea AeroChamber.

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