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Troppo CrossFit potrebbe causare danni ai reni

Simona Fenzi | Blogger

Ultimo aggiornamento – 19 Aprile, 2017

Troppo CrossFit potrebbe causare danni ai reni

Il CrossFit è un’attività sportiva estrema che prevede allenamenti intensivi, alternando varie discipline, come sollevamento pesi e ginnastica con allenamenti quotidiani.

Chi pratica questa attività è spesso soggetto a infortuni e, nella maggior parte dei casi, non rispetta un periodo corretto di riposo dopo la lesione, riprendendo immediatamente gli allenamenti. La mascotte di questo sport è lo zio rabdomiolisi, un pagliaccio che rappresenta un muscolo collegato a una macchina per la dialisi. Questa cosa può sembrare di cattivo gusto, ma è la cruda realtà, legata alla pratica eccessiva di questa attività sportiva.

La rabdomiolisi si presenta quando si ha un uso estremo di tutto l’approvvigionamento energetico del nostro corpo, che va a scatenare una serie di eventi che si concludono con la morte stessa della cellula. Il dottor David A. Wang, medico sportivo presso l’Hospital For Special Surgery ha illustrato a Fow News come, una volta che la cellula ha esaurito tutta la sua energia e il suo contenuto ematico, questo finisca per andare a danneggiare i reni.

Il legame tra CrossFit e rabdomiolisi

La dottoressa Tania Dempsey, medico presso l’Armonk Integrative Medicine, ha spiegato che gli atleti che praticano il CrossFit si spingono nei loro allenamenti a livelli estremi e non si fermano neppure quando avvertono dolore. Non è però detto che chiunque pratichi questo sport sarà automaticamente colpito da rabdomiolisi, infatti, in uno studio pubblicato sul Journal of Strenght e Condition Research sono stati intervistati 132 crossfitter e, sebbene il 73,5% di loro avesse subito infortuni durante l’allenamento, nessuno di questi aveva poi presentato sintomi di rabdoliolisi.

È opportuno evitare di praticare il CrossFit?

Il dottor Kyle Lennon, del Northwell Health-GoHealth Urgent Care, ha tranquillizzato tutti i crossfitter, affermando che la radbomiolisi è rara tra questi sportivi e i vantaggi offerti da questa pratica sportiva sono superiori ai rischi che si corrono. Sarà infatti sufficiente praticarla con criterio, evitando di andare oltre le proprie possibilità e, soprattutto, di aspettare di riprendersi completamente da un infortunio prima si riprendere ad allenarsi in modo intensivo.

Il dottor Wang conclude affermando che, chi assume statine per abbassare i livelli di colesterolo o chi soffre di altra patologia dovrebbe allenarsi in modo più blando, mentre chi soffre di malattie metaboliche deve invece stare alla larga da questa pratica sportiva. Se il colore delle urine cambia e diviene di colore scuro è il momento di fermarsi per tutti.

Come ridurre il rischio che si presenti la radbomiolisi?

Ascoltare il proprio corpo e rispettarlo, quando farà capire che non è ancora arrivato il momento giusto per riprendere gli allenamenti di CrossFit è il modo migliore per tenere alla larga la radbomiolisi dai reni. Il dottor Lennon ha, infatti, affermato come sia fondamentale ascoltare il proprio corpo e non andare a strafare.

Sul Journal of Sports and Medicine and Physical Fitness sta per comparire un articolo che spiega come gestire i tempi di recupero nella pratica del CrossFit. Il dottor Dempsey afferma come il livello di intensità degli allenamenti dovrebbe essere aumentato, in modo lento, per settimane o anche per mesi, in modo da arrivare a creare la migliore resistenza e forza muscolare.

Infatti non è a rischio soltanto chi pratica il CrossFit, ma tutti gli sportivi che praticano sport che li portano a spingersi oltre i propri limiti.

Che cosa è la radbomiolisi?

Con il nome di radbomiolisi s’intende una condizione che porta un danno al muscolo scheletrico e ai reni. Questa patologia si scatena quando si sprigionano nel sangue delle sostanze come mioglobina, creatina, calcio, potassio e acido urico, in livelli sballati. In particolare, la mioglobina è particolarmente pericolosa, perché è una sostanza tossica che crea insufficienza renale. La radbomiolisi si presenta con:

  • Urine di colore rosso-brunastro
  • Affaticamento generale

Per la sua diagnosi il medico prescriverà un’analisi di sangue e urine, che andranno a valutare i livelli di creatinchinasi (relative al danno muscolare), la presenza di miglobina (per la valutazione del danno renale), e i valori di potassio e di creatinina.

La cura per la radbomiolisi sarà diversa e varierà in relazione al danno subito. Si può andare dalla reidratazione, tramite somministrazione di liquidi per via endovenosa e si arriva all’emodialisi.

Attenzione, dunque, a come praticate qualsiasi tipo di attività fisica! Lo sport è una scelta di salute e come tale deve essere valutato senza nessun tipo di esagerazione!

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