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Tumore alla pelle: la spiegazione nelle mutazioni genetiche cellulari

Paolo Pate | Blogger

Ultimo aggiornamento – 27 Maggio, 2015

Tumore alla pelle: la spiegazione nelle mutazioni genetiche cellulari

Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science, circa un quarto delle cellule della pelle di individui sani può contenere mutazioni genetiche correlate all’insorgenza di forme tumorali.

I ricercatori del Wellcome Trust Sanger Institute nel Regno Unito, attraverso 234 biopsie cutanee su individui sani, hanno scoperto più di 100 mutazioni associate al cancro in ogni centimetro quadrato di pelle, in particolare per un tumore chiamato “carcinoma a cellule squamose” (SCC).

SCC è la seconda forma di cancro della pelle più comune negli Stati Uniti, colpisce circa 700.000 americani ogni anno ed è causato principalmente dalla prolungata esposizione ai raggi ultravioletti. Tutte le cellule con mutazioni identificate erano riunite in gruppi, i cosiddetti “cloni”, cresciuti fino a diventare due volte la loro normale dimensione. Per il dottor Martincorena, il principale autore della ricerca, le possibilità che questi evolvessero poi in tumore erano comunque molto basse. Tuttavia, secondo il team di ricerca, queste mutazioni non sono altro che il primo di una serie di passi che possono portare allo sviluppo di un cancro.

Queste prime mutazioni sono associate a forme tumorali, perché possono fornire alle cellule situate accanto ai cloni una spinta a crescere, aumentando le normali dimensioni con il rischio di provocare così nuove mutazioni”, spiega il dottor Campbell, co-autore dello studio.

Abbiamo notato anche cellule della pelle di soggetti sani che stanno sviluppando forme tumorali. Quanti di questi passi sono necessari per sviluppare pienamente un cancro? Forse cinque, forse dieci, questo ancora non è possibile saperlo”, conclude Campbell.

Le cellule della pelle esposte al sole mutano ogni giorno

I ricercatori sono arrivati a queste conclusioni analizzando i campioni di pelle di 4 pazienti tra i 55-73 anni che stavano subendo un intervento chirurgico per rimuovere la pelle delle palpebre degli occhi. Nel complesso i ricercatori hanno identificato ben 3.760 mutazioni, trovando più di 100 mutazioni collegate al SCC in ogni centimetro quadrato di pelle.

Le mutazioni si erano accumulate con l’esposizione delle palpebre al sole: si stima che ogni cellula di pelle esposta al sole abbia acquisito una nuova mutazione nel genoma in ogni giorno di vita.

Mentre i ricercatori si aspettavano di trovare nelle biopsie solo alcune mutazioni correlate al cancro, il dottor Martincorena ha rivelato al Medical News Today che sono rimasti davvero sorpresi dall’alto numero di mutazioni scoperte: “Col senno di poi, i risultati potrebbero non essere così sorprendenti. Visto quanto il cancro della pelle non-melanoma è comune nella popolazione, potevamo aspettarci che molte cellule di individui sani fossero implicate nella trasformazione maligna”.

Secondo i ricercatori, questi risultati potrebbero svelare molto su come evolve il cancro della pelle: “Abbiamo imparato che la maggior parte dei geni coinvolti nello sviluppo del cancro della pelle non-melanoma spesso muta già nella pelle normale”, ha rivelato il dottor Martincorena.

Tuttavia, mentre queste mutazioni della pelle sono comuni, le probabilità che una singola cellula della pelle abbia tutte le caratteristiche di mutazioni necessarie per sviluppare un tumore, sono ancora abbastanza basse per capire come mai non tutti si ammalano di cancro”.

Passi importanti per il futuro della ricerca

Questo studio ha rimarcato la grande importanza di proteggere la pelle dai raggi solari: maggiore è l’esposizione al sole, più alto può essere anche il numero di mutazioni, con un notevole aumento del rischio di contrarre un cancro della pelle.

Il dottor Phil Jones, co-autore dello studio, aggiunge: “Queste mutazioni si accumulano nel tempo, quindi ogni volta che la nostra pelle è esposta alla luce del sole, rischiamo di peggiorare la situazione. Abbiamo bisogno di proteggere la nostra pelle utilizzando creme solari e stando lontani da sole nelle ore più calde. Queste precauzioni sono importanti in ogni fase della vita, ma valgono soprattutto per i bambini, nei quali cresce la nuova pelle, e per le persone anziane che probabilmente hanno già nella proprie cellule molte mutazioni”.

I risultati di questa ricerca possono aiutare a capire le origini del cancro e sottolineano l’importanza di analizzare i tessuti di persone sane per saperne di più sullo sviluppo dei diversi tipi di cancro.

Questa è anche la via che il dottor Martincorena vuole seguire in futuro: “Studi simili su altri tessuti e su una gamma più ampia di individui, sarebbero fondamentali per capire meglio l’origine dei diversi tipi di cancro e per l’uso futuro di dati genetici utili per la diagnosi e la terapia dei tumori”.

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